Napoli: Tornerò a fare l'architetto - Le Cronache Ultimora
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Napoli: Tornerò a fare l’architetto

Napoli: Tornerò a fare l’architetto

di Erika Noschese

«Si sono determinati nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali e una rinnovata spinta propulsiva e progettuale. Con queste considerazioni, mi sono determinato a rassegnare le mie dimissioni e, pertanto, mi dimetto dalla carica di sindaco». Termina così la lettera che Vincenzo Napoli ha presentato ieri mattina a consiglieri e assessori, ufficializzando il suo addio a Palazzo Guerra da lì a poche ore. Il sindaco dimissionario ha affidato a poche righe le motivazioni della sua scelta, senza entrare nel dettaglio delle decisioni assunte: «Ho avuto il privilegio di essere sindaco della mia città per oltre dieci anni. Ho svolto la mia funzione al meglio delle mie capacità, con disciplina e onore. Ho lavorato in un contesto difficile con l’aiuto della giunta, del Consiglio comunale, dei dirigenti, dei funzionari e di tutti i dipendenti. Molto devo anche al sostegno concreto della Regione Campania e del presidente De Luca. Ritengo sbagliato spendere questo scorcio di consiliatura in un’ordinaria amministrazione. Si sono determinati nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali e una rinnovata spinta propulsiva e progettuale. Con queste considerazioni, mi sono determinato a rassegnare le mie dimissioni e, pertanto, mi dimetto dalla carica di sindaco – ha scritto Napoli nella lettera di ringraziamento alla sua squadra – Un pensiero e un ringraziamento vanno a quanti hanno posto in me la loro fiducia, votandomi», ha spiegato Napoli. Fino a ieri mattina, massimo riserbo sulla decisione. Un primo segnale concreto era arrivato quando Napoli aveva deciso di anticipare la riunione di giunta a venerdì alle ore 9, chiedendo puntualità agli assessori. Alle 9.30, l’inizio della fine: l’ultima giunta, il saluto agli assessori e la consegna della lettera. Subito dopo, la corsa a Palazzo Sant’Agostino per il primo e, per lui, ultimo Consiglio provinciale. Agli amministratori presenti in Provincia nessun segnale, né una parola sulla volontà di lasciare. Napoli si è limitato a formalizzare la nomina di Guzzo a vicepresidente e a ringraziare tutti per il lavoro svolto. Alle 12.30 la seduta si è conclusa e il sindaco è rientrato a Palazzo Guerra. Da lì a un’ora ha protocollato le dimissioni e si è concesso l’ultima uscita pubblica: il saluto al convegno in programma al Comune. Prima, però, si è fermato con la stampa, annunciando la volontà di iscriversi nuovamente all’Ordine degli Architetti di Salerno e di dedicarsi alla sua più grande passione, la lettura. «Ho rassegnato nelle mani del segretario generale la mia lettera di dimissioni dall’incarico. La segreteria ha provveduto al protocollo della stessa e la trasmetterà ai consiglieri comunali e al presidente del Consiglio comunale, Angelo Caramanno, così come previsto dalla procedura». Napoli ha poi ripercorso la propria esperienza amministrativa: «Sono stato sindaco di Salerno per oltre dieci anni. Ho lavorato in un contesto complesso: basti pensare all’emergenza Covid, che ha reso particolarmente difficile l’azione amministrativa. Posso dire con certezza e anche con un po’ di fierezza di aver svolto il mio incarico al meglio delle mie possibilità e, come recita la Costituzione, con disciplina e onore», ha aggiunto il primo cittadino dimissionario. Entrando nel merito delle motivazioni politiche, Napoli ha spiegato: «Si sono verificate modifiche sostanziali nei riferimenti e nel quadro politico che impongono alcune riflessioni. Da un lato, saremmo comunque andati alle elezioni nel giro di sei mesi se tutto fosse proceduto regolarmente, senza la pandemia e altre criticità. Ora, invece, si correva il rischio di affrontare questo ultimo scorcio di consiliatura delegandolo a una mera azione di ordinaria amministrazione, cosa che non possiamo permetterci». Da qui la scelta di favorire un cambio di passo: «Servono una nuova spinta propulsiva, nuove progettualità e nuove iniziative che abbiano davanti un tempo ragionevole per essere realizzate. Piuttosto che trascorrere quest’ultimo anno in modo stanco e poco incisivo, ho ritenuto più utile per la città e per i miei concittadini consentire l’avvio di un’amministrazione con una durata piena di cinque anni, capace di sviluppare un’azione di progettazione, proposta e realizzazione pienamente adeguata alle nostre esigenze». Napoli chiarisce che il suo è sicuramente un addio alla fascia tricolore, ma non al mondo della politica: «È una cosa alla quale, francamente, non ho pensato. Naturalmente sono a disposizione dei miei concittadini, ma soprattutto, per quanto riguarda le alchimie della politica, resto a disposizione del mio partito, così come lo sono sempre stato. Ho una militanza politica che risale almeno agli anni Settanta. C’è una mia storia politica della quale sono fiero e continuerò a svolgere un ruolo politico nei limiti di quanto sarà possibile fare. Non ho ambizioni personali: farò la mia parte in un’azione di squadra e di supporto al mio partito e alla maggioranza di centrosinistra». L’ormai ex sindaco respinge con decisione l’ipotesi di una “mossa deluchiana”: «Non è assolutamente vero. Da qui a un anno si sarebbe comunque andati alle elezioni e questo pezzo di storia della nostra città si sarebbe giocato sull’ordinaria amministrazione. Non è giusto. Meglio accelerare e svolgere una funzione che, a mio avviso, è intelligente, dando ai miei concittadini la possibilità di esprimersi dal punto di vista elettorale e di decidere il destino della città». Napoli ha però confermato di essere costantemente in contatto con Vincenzo De Luca e di essere pronto a una nuova fase della sua vita, tra il ritorno alla professione e le passioni personali: «Ho molte letture arretrate, voluminose, da dover onorare. Tornerò a leggere con maggiore intensità e libertà. Mi iscriverò nuovamente all’Ordine degli Architetti perché potrei anche immaginare di riprendere qualche attività dal punto di vista professionale. Per il resto, resto un militante della sinistra, convintamente militante, e continuerò a svolgere il mio ruolo in questi termini», ha aggiunto Enzo Napoli. Infine, un ultimo ringraziamento al «presidente De Luca»: «Devo dire che nel corso di questi anni, senza la Regione Campania e, in particolare, senza il presidente De Luca, gran parte delle realizzazioni sarebbero state impossibili. Per questo il mio ringraziamento è sentito e fraterno, per quanto ha fatto per la sua città». Napoli ha poi ricordato anche le difficoltà affrontate durante il suo mandato: «Ho vissuto momenti molto complicati, come l’inchiesta sulle cooperative, che mi ha visto prosciolto ma che ha comunque lasciato la città per due o tre anni senza manutenzioni. È stato un periodo estremamente difficile. Siamo stati a lungo sotto organico sia sul piano dirigenziale sia su quello dei dipendenti. Abbiamo però avviato le procedure per nuovi concorsi, così da rafforzare il corpo dei dirigenti, dei funzionari e del personale. L’impossibilità di intervenire rapidamente crea difficoltà, amarezza e anche ansia, ma abbiamo cercato di affrontare ogni problema con senso di responsabilità».