Milano Granata, 25 anni di amore - Le Cronache Salernitana
Salernitana

Milano Granata, 25 anni di amore

Milano Granata, 25 anni di amore

Milano si tinge di granata: a 800 chilometri da Salerno batte lo stesso cuore. C’è una distanza che si misura in chilometri. E poi ce n’è un’altra che si misura con il cuore. Tra Milano e Salerno ci sono più di 800 chilometri. Ma sabato pomeriggio, sulle rive dell’Olona, quella distanza sembrava improvvisamente scomparsa. Nella splendida cornice del Circolo Canottieri Olona 1894, uno dei circoli storici e più esclusivi della città di Milano, il granata ha colorato ogni angolo della sala per celebrare i 25 anni di Milano Granata, il club guidato con passione dal presidente Luigi Coppola. Un pomeriggio che è stato molto più di una festa. È stato un viaggio collettivo nella memoria, nella passione, nella nostalgia di una terra che non si dimentica. Erano presenti i soci del club e tantissimi salernitani che da anni vivono in Lombardia. Professionisti, studenti di ieri diventati uomini e donne affermati oggi, famiglie intere che non hanno mai smesso di sentirsi parte di una stessa storia: quella della US Salernitana 1919. Tra racconti, sorrisi e abbracci, ognuno ha portato con sé un pezzo di vita granata: trasferte infinite, domeniche di sofferenza, gioie improvvise, stadi attraversati in tutta Italia per seguire la squadra del cuore. Ad arricchire l’incontro la presenza dello scrittore Andrea De Simone, autore del libro Novanta minuti ed una vita intera, che ha regalato uno degli interventi più intensi della giornata. «Qui vedo una bella Salerno lontana da Salerno» ha detto De Simone. «Una comunità capace di mantenere salda la passione, rispettare le proprie radici e far vivere la salernitanità anche in città lontane. Un popolo che meriterebbe molto più rispetto». Parole che hanno trovato eco negli interventi successivi. Tra i presenti anche l’assessore del Comune di Milano Emmanuel Conte, salernitano di origine, che ha raccontato con emozione i suoi primi ricordi allo stadio Stadio Arechi. «Da ragazzi andavamo allo stadio quasi senza rendercene conto di quanto quei momenti sarebbero diventati importanti nella nostra vita» ha ricordato. «Oggi mi capita di essere immerso in riunioni di lavoro importanti, ma non riesco a non dare un’occhiata al telefonino per vedere il risultato dei granata». Momenti toccanti anche quando hanno preso la parola Cristiano Prati, figlio dell’indimenticato campione Pierino Prati, e Gerardo Soglia, figlio dello storico presidente dei tifosi Don Peppino Soglia. I loro racconti hanno fatto riaffiorare aneddoti e ricordi inediti di due figure che hanno segnato la storia del calcio e del tifo salernitano. A testimoniare la forza di questa comunità anche i rappresentanti di numerosi gruppi ultras: Brigata Svizzera, Bologna, Voghera, UMS, Costiera al Seguito, Mai Sola. Realtà diverse, città diverse, ma un’unica fede. Guardando quella sala piena di sciarpe granata, di accenti del Sud mescolati al ritmo frenetico del Nord, era impossibile non pensare che la Salernitana non è soltanto una squadra di calcio. È un filo invisibile che unisce persone, generazioni e città lontane. E così, per qualche ora, Milano è diventata Salerno. Nei racconti, nei cori accennati, negli occhi lucidi di chi, pur vivendo lontano da anni, continua a portare dentro lo stesso amore. Perché certe passioni non conoscono distanza.E il cuore granata, anche a 800 chilometri dal mare di Salerno, continua a battere fortissimo enz.si.