Tre ore per ispezionare il corpo, ne occorreranno altre per ulteriori esami. Salma ancora sotto sequestro, intanto sarebbe emerso che Luca Esposito, trovato carbonizzato domenica mattina in un terreno di Bivio Cioffi a Eboli, sarebbe stato picchiato brutalmente e poi dato alle fiamme all’interno di un telo. L’autopsia, affidata al medico legale Gabriele Casaburi, nominato dal pubblico ministero Alessandro Di Vico della Procura di Salerno, sul corpo del giornalista avrebbe confermato quanto già emerso dalla Tac che ha preceduto l’esame irripetibile eseguito ieri pomeriggio presso la camera mortuaria dell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli dal medico legale Gabriele Casaburi. Novanta giorni per il deposito della consulenza legale svoltasi davanti al perito di parte civile (le due sorelle Ida e Francesca sono assistite dall”avvocato nocerino Annalisa Califano), mentre ulteriori esami istologici saranno effettuati tra oggi e domani. Nessun colpo di pistola, quindi, riscontrato sul corpo carbonizzato del cronista sportivo. Scacciata l’ipotesi iniziale che Esposito potesse essere stato raggiunto da un proiettile. Un risvolto fondamentale che indirizza le indagini verso una chiara pista investigativa: il giornalista è stato assassinato, con buona probabilità, per questioni personali, allontanando così l’ombra di un’esecuzione di stampo camorristico. Inizialmente, l’ipotesi del colpo d’arma da fuoco si era fatta largo a causa di un bossolo ritrovato a circa 500 metri dalla vittima, repertato dai carabinieri della Compagnia di Eboli agli ordini del capitano Serafino Palumbo. Si pensava a un’esecuzione avvenuta poco distante da dove i vigili del fuoco, intervenuti nella notte tra sabato e domenica per domare un incendio di sterpaglie, hanno poi fatto la macabra scoperta. Sono affiorati i segni evidenti di una brutale aggressione: una frattura alla mandibola e ulteriori tumefazioni che andranno approfondite. Esposito, dunque, è stato pestato a sangue e successivamente-quando era ancora vivo- dato alle fiamme, dopo essere stato cosparso di liquido infiammabile. L’identificazione del cadavere è stata possibile grazie alla Lancia Y bianca della vittima, parcheggiata nelle vicinanze (sebbene per l’ufficialità scientifica assoluta si attendano ulteriori esami nelle prossime ore). La vettura è stata passata al setaccio dalla Scientifica dell’Arma, che ora sta analizzando anche il cellulare del cronista, rinvenuto nell’area del delitto dopo ore di ricerca. A poca distanza dal rinvenimento dell’auto c’era una telecamera che ora non c’è più. Avrebbe potuto svelare molte cose. Gli inquirenti continuano a non escludere altre piste, sebbene alcune stiano perdendo progressivamente forza. Tra queste, l’ipotesi di un delitto maturato nell’ambito lavorativo, anche se dopo la smentita dell’Arpac arriva anche quella dell’Ordine dei Biologici di Campania e Molise: non è un nostro iscritto. “Non risulta pertanto alcun rapporto ordinistico tra l’Ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo alla comunità professionale rappresentata dall’Opcm. Nell’esprimere profondo sgomento per quanto emerge dalle cronache, l’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise partecipa al cordoglio della famiglia della vittima e del mondo dell’informazione per la drammatica scomparsa”, ha dichiarato Arnolfo Petruzziello, Presidente dell’Obcm. Intanto, ieri i primi interrogatori nell’ambito della inchiesta sulla morte di Luigi “Luca” Esposito. Gli investigatori stanno verificando come l’auto sia arrivata in quella zona e intendono ampliare i controlli lungo le strade di accesso al terreno, alla ricerca di immagini o altri elementi utili, considerata l’assenza di telecamere nell’area immediatamente vicina al luogo del ritrovamento. Attesi anche gli esiti degli accertamenti sui dispositivi sequestrati nell’abitazione di Esposito a Fisciano, tra cui telefoni cellulari e computer. L’analisi di contatti, chiamate e messaggi potrebbe fornire elementi utili per ricostruire i rapporti della vittima e le sue ultime ore prima della morte. Esposito lavorava nel mondo dell’informazione sportiva: seguiva Avellino, Salernitana e Benevento come opinionista per Ottochannel e collaborava con il quotidiano La Città di Salerno e altre realtà editoriali. Ai colleghi aveva raccontato di svolgere anche un’altra attività lavorativa presso l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con incarichi legati ai controlli nelle aziende bufaline. Gli investigatori stanno effettuando anche verifiche patrimoniali per ricostruire la situazione economica di Esposito e comprendere se eventuali elementi possano avere un collegamento con il movente dell’omicidio. Si lavora a esclusione per mettere insieme i tasselli del brutale omicidio per il quale un uomo è morto e i suoi assassini sono a piede libero. Oggi nuovi esami prima di restituire il corpo alla famiglia.








