La dose letale: 60 mg di Midazolam «Mio figlio non ha chiesto di morire» - Le Cronache

Notizie Nazionali Flash

Anziana morta nel rogo a Milano: portato in ospedale l’inquilino sospettato dell’incendio Mbappé, bufera in Cina per la battuta su Mao: due sponsor lo scaricano e la Liga finisce oscurata A2a inaugura a Milano cabina primaria Comasina Ascolti tv, ‘I Casi di Teresa Battaglia’ su Rai1 vince il prime time Sanremo, ecco i primi 15 Giovani selezionati: cambia la formula e si stringe la corsa verso il Festival Vittorio Sgarbi, trasferito in terapia sub-intensiva: inizierà la riabilitazione respiratoria Cade e finisce sotto rullo compressore: morto operaio di 20 anni a Perugia “La musica deve unire, non dividere”: i Nickelback ripartono da ‘Everything Under The Sun’ Reggio Emilia, tenta di violentare addetta pulizie in centro commerciale: arrestato 22enne Icare 2026, anestesisti-rianimatori: “Newsletter e campagne per sicurezza cure” Spes Academy, al Mimit la lectio di Massolo sulla geopolitica del rischio ‘Amway Cares’, la Global Week of Service arriva per la prima volta in Italia Anziana morta nel rogo a Milano: portato in ospedale l’inquilino sospettato dell’incendio Mbappé, bufera in Cina per la battuta su Mao: due sponsor lo scaricano e la Liga finisce oscurata A2a inaugura a Milano cabina primaria Comasina Ascolti tv, ‘I Casi di Teresa Battaglia’ su Rai1 vince il prime time Sanremo, ecco i primi 15 Giovani selezionati: cambia la formula e si stringe la corsa verso il Festival Vittorio Sgarbi, trasferito in terapia sub-intensiva: inizierà la riabilitazione respiratoria Cade e finisce sotto rullo compressore: morto operaio di 20 anni a Perugia “La musica deve unire, non dividere”: i Nickelback ripartono da ‘Everything Under The Sun’ Reggio Emilia, tenta di violentare addetta pulizie in centro commerciale: arrestato 22enne Icare 2026, anestesisti-rianimatori: “Newsletter e campagne per sicurezza cure” Spes Academy, al Mimit la lectio di Massolo sulla geopolitica del rischio ‘Amway Cares’, la Global Week of Service arriva per la prima volta in Italia
Ultimora Cronaca Attualità Battipaglia Primo piano sanità Salerno

La dose letale: 60 mg di Midazolam «Mio figlio non ha chiesto di morire»

di Andrea Pellegrino

«Mio figlio non mi ha mai chiesto di morire, ha chiesto di essere addormentato». Ruota intorno a queste dichiarazioni e alle intercettazioni telefoniche l’accusa di omicidio contestata al dottor Alessandro Marra, il medico che ha iniettato il farmaco letale che ha provocato la morte di un giovane malato terminale. Il fatto risale allo scorso 18 gennaio, quando il medico si reca a casa del ragazzo somministrando 60 milligrammi di Midazolam. «Una dose – scrivono gli inquirenti – capace di uccidere anche una persona sana». Il ragazzo muore poco dopo e già in giornata è il personale del 118, intervenuto più volte durante la nottata precedente, a denunciare il caso di morte sospetta. Il ragazzo, in precedenza, era stato in cura all’ospedale Meyer a Firenze ma il peggioramento delle sue condizioni di salute, giunte a un punto nel quale le cure sarebbero state tutte inutili, ha portato con sé anche la decisione di tornare nella sua casa, a Battipaglia. Tre i desideri espressi dal 28enne: trascorrere i suoi ultimi giorni con la famiglia, mangiare una pizza con gli amici e poter ricorrere alle cure palliative per alleviare la sofferenza. Motivo, quest’ultimo, per il quale i familiari si erano rivolti a “Il giardino dei girasoli” di Eboli, che fornisce anche prestazioni domiciliari, che lo ha seguito fino alla data del decesso, avvenuto il 18 gennaio di quest’anno. «Non si parli di eutanasia: la famiglia voleva solo una terapia di sedazione», ha sostenuto il procuratore della Repubblica facente funzioni Alberto Cannavale. Ed i riscontri sono tutti nelle intercettazioni telefoniche. Marra la mattina del 18 gennaio cerca di convincere, senza successo, un collega a somministrare un sedativo profondo al ragazzo. Incassato il no («se devo addormentare non me lo chiedere, per qualsiasi altro farmaco sono a disposizione»), è lo stesso Marra che si reca a casa del giovane. Poco dopo, dalle conversazioni telefoniche, si capisce cosa è accaduto. In una telefonata, un collega dice a Marra: «Che Dio te ne renda merito. Non sono come fai, io non ci riesco». Nelle successive si parla anche dell’inchiesta avviata dai carabinieri. Elementi che portano ad approfondire il caso anche attraverso l’autopsia della salma. Dagli esami è emersa la somministrazione del farmaco e le conseguenze che questa ha avuto sul ragazzo: «Concentrazioni tali – scrivono i consulenti – da poter determinare il decesso di un individuo non affetto da malattia terminale oncologica».