Ilardi: Il porto di Pastena è una svolta storica - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Ilardi: Il porto di Pastena è una svolta storica

Ilardi: Il porto di Pastena è una svolta storica

di Erika Noschese

La tregua del silenzio è finita ieri, lasciando il posto a una durissima controffensiva verbale che sposta il baricentro del dibattito sul Porto di Pastena da una questione tecnica a una vera e propria denuncia di legalità. Antonio Ilardi, Presidente del Cda di Polo Nautico srl, ha deciso di uscire allo scoperto con una nota ufficiale che non solo difende il progetto, ma attacca frontalmente i promotori delle proteste, accusandoli di utilizzare il pretesto ambientalista per nascondere presunti abusi edilizi personali proprio nell’area del porticciolo. Quello che ieri è stato delineato dall’imprenditore è il ritratto di una città “al bivio tra indolenza e sviluppo”, dove la disinformazione starebbe alimentando un clima di odio ingiustificato verso chi, da oltre un quarto di secolo, investe nel litorale orientale salernitano. L’intervento di Ilardi muove i primi passi da un’amara constatazione sul livello dello scontro mediatico e sociale raggiunto nelle ultime settimane, che lo ha visto bersaglio di pesanti attacchi personali. “Avevo deciso di non intervenire nel dibattito, che non esito a definire offensivo e pretestuoso, che taluni disinformati hanno generato sul progetto del Porto di Pastena, coinvolgendo ahimè, con informazioni false e fuorvianti, una parte dei residenti del quartiere. In queste settimane, tuttavia, pur non seguendo direttamente le attività tecniche, che erano e restano delegate a mio fratello Angelo, ho letto commenti in cui il mio nome, e quello della mia famiglia, è associato a epiteti quali ‘criminali’, ‘camorristi’, ‘speculatori’, ‘cementificatori’, ‘abusivisti’. Tra tutti, quest’ultima definizione è la più tragicomica, atteso che nessun lavoro è stato intrapreso e nessun abuso avrebbe potuto, neanche teoricamente, essere compiuto”. Il passaggio più dirompente della sua dichiarazione riguarda però la contro-accusa lanciata verso il fronte del “No Porto”. Secondo l’imprenditore, la mobilitazione di una parte del quartiere sarebbe stata pilotata da chi ha interessi occulti da difendere, legati a situazioni di presunta irregolarità che il nuovo progetto andrebbe inevitabilmente a sanare o rimuovere. “Al contrario, proprio chi lanciava epiteti del genere o aderiva alle tesi dei contestatori, è diventato strumento inconsapevole di alcuni promotori delle proteste, che nella realtà occupano abusivamente porzioni di area demaniale del porticciolo e lì hanno costruito volumi abusivi, hanno abusivamente trasformato depositi interrati in abitazioni, hanno realizzato accessi abusivi all’area demaniale. Sarebbe bastato poco per comprendere che alcune urla celavano il tentativo di mantenere privilegi illeciti di pochi e di nascondere abusi insanabili di altri”. Oltre alla denuncia degli abusi, Ilardi ha voluto rispondere a quello che definisce “il più becero degli slogan populisti”, ovvero la crociata contro il “cemento”, ricordando come Salerno e altre grandi città costiere abbiano costruito la propria fortuna estetica e funzionale proprio attraverso opere di riqualificazione costiera basate su colmate artificiali. “Basta cemento da parte di chi, come tutti noi, nasce, vive e riposa in eterno in manufatti di ‘cemento’; viene educato e curato in involucri di ‘cemento’; prega in manufatti di ‘cemento’; viaggia su infrastrutture di ‘cemento’. A costoro, sarebbe bastato sfogliare un libro per scoprire che l’intero Lungomare cittadino, di cui tutti abbiamo fieri, è una colmata artificiale di ‘cemento’ e che, parimenti, è una colmata artificiale di ‘cemento’ la splendida Via Caracciolo a Napoli. E già, perché tutte le città costiere, da sempre, recuperano a mare spazi di vivibilità collettiva, esattamente come è previsto a Pastena, con il maggior valore, in questo caso, della contestuale creazione di sviluppo e lavoro”. Questa profonda amarezza, accumulata nei giorni scorsi, ha indotto l’imprenditore a rompere gli indugi sui canali social e ufficiali, riscontrando un parziale cambio di rotta nel sentimento popolare una volta esposti i dati tecnici del progetto. Egli ha ribadito ieri che la procedura per il Porto di Pastena non è un’operazione improvvisata, ma un iter che ha già superato ogni possibile vaglio istituzionale, compreso quello della Presidenza della Repubblica. “Analizzando, quindi, la situazione, ho tratto una amarezza così profonda da indurmi a intervenire nei giorni scorsi sui social, suscitando numerosi apprezzamenti e richieste di approfondimento. Il tenore dei commenti di tanti cittadini sta mutando da giorni. Le perplessità si trasformano in adesioni ogniqualvolta si spiega la verità. Per questo, ritengo doveroso abbandonare un profilo di riservatezza personale e chiarire, senza infingimenti, in primo luogo che: il progetto del Porto di Pastena ha già tutti i pareri e le autorizzazioni positive rilasciate in oltre un decennio di iter amministrativo; l’attuale procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è stata presentata sebbene il progetto già godesse di tale parere positivo, unicamente perché erano scaduti della precedente autorizzazione; ogni ricorso presentato fino ad oggi sull’opera è stato respinto finanche con provvedimento del Presidente della Repubblica Italiana”. A sostegno della bontà dell’iniziativa, Ilardi ha poi richiamato la storia imprenditoriale della sua famiglia, portando l’Hotel Polo Nautico come esempio tangibile di riqualificazione urbana riuscita. L’idea è quella di una trasformazione che ha già dimostrato di poter generare un indotto economico e turistico reale per una zona che, un tempo, era priva di vocazione ricettiva. “Il turismo a Pastena esiste perché la mia famiglia, oltre 25 anni fa, invece di costruire case, decise di acquisire un obbrobrioso scasso sul litorale cittadino e trasformarlo nell’accogliente albergo che oggi è diventato, frequentato da migliaia ospiti di 100 Nazioni diverse, che, con grande soddisfazione, vi soggiornano quotidianamente. È il Polo Nautico ad avere determinato una radicale e positiva trasformazione del quartiere e ad avere suscitato sviluppo turistico con la nascita di tanti bb, case vacanze, bar e ristoranti, tutti sorti grazie al nostro insediamento ricettivo. È il Polo Nautico ad avere donato al quartiere l’unico parcheggio pubblico che esiste sul litorale orientale. È il Polo Nautico ad avere lautamente sostenuto il bilancio comunale versando, dal 2000 ad oggi, oneri concessori, imu, tari, imposte di soggiorno e numerosi altri tributi per milioni di euro! È il Polo Nautico ad avere creato decine di posti di lavoro stabili. Circostanza certamente rilevante in una città che ama dissertare di occupazione lasciando, poi, in balia delle onde chi la crea”. Per smontare quelle che ha definito “falsità” tecniche, Ilardi ha attraversato punto per punto le critiche mosse al progetto, chiarendo che non si tratta di un’opera privata, ma di un’infrastruttura pubblica realizzata con capitali privati che resterebbe di proprietà dello Stato. Ha voluto precisare che non verranno sottratti spazi collettivi, ma creati oltre 33.000 metri quadrati di aree attrezzate, inclusa una nuova piazza e un belvedere lungo il molo. Rispondendo ai timori sulla vivibilità del quartiere e sul presunto impatto visivo, Ilardi ha spiegato ieri che il nuovo lungomare manterrà la stessa quota di quello attuale, senza creare “muri” davanti alle case, e che l’intervento prevede la creazione di 1.095 posti auto per liberare le strade di Pastena dal traffico. Ha inoltre rassicurato i cittadini sulla tutela degli arenili esistenti e sull’assenza di rischi di inquinamento, garantita dalle moderne tecnologie previste per la gestione del bacino. “Vero è, invece, che si creerebbero centinaia di posti di lavoro (e che siamo capaci di farlo è provato dal successo dell’Hotel Polo Nautico), che Pastena godrebbe di una fioritura produttiva, che tutto l’abitato fronteggiante il Porto sarebbe protetto dalle violente mareggiate, che tutto il quartiere si gioverebbe di nuovi e gradevoli punti di aggregazione, che da Pastena migliaia di turisti e di cittadini potrebbero raggiungere comodamente la costiera amalfitana, che tutte le abitazioni del quartiere vedrebbero un incremento del proprio valore”. Il messaggio conclusivo di Antonio Ilardi è risuonato ieri come un monito per l’intero tessuto sociale salernitano, tra l’orgoglio per il passato e l’incertezza per un futuro minato da un’ostilità che ha definito “indecorosa”. Pur ribadendo l’importanza storica del Porto di Pastena per la zona orientale, l’imprenditore non ha nascosto una profonda ferita emotiva: “Io non posso garantire che saranno trovate tutte le risorse. Né che io recuperi entusiasmo per questa iniziativa, azzerato dopo lo spettacolo indecoroso cui abbiamo assistito. Ma posso certamente assicurare, in totale onestà intellettuale, che il Porto di Pastena sarebbe una svolta storica e fortemente positiva per tutta la zona orientale. E, mi sia consentito, posso dichiarare, con orgoglio, che non solo non meritiamo i toni e i contenuti espressi nelle ultime settimane ma che, in verità, avremmo pieno diritto alla gratitudine per quanto abbiamo realizzato in questo territorio e all’incitamento per quanto abbiamo progettato di fare. Ciascuno scelga ora, in una città che si sta spopolando, se assecondare indolenze ataviche e cavalcare timori infondati oppure sostenere sviluppo, turismo e lavoro stabile. La Salerno dei prossimi anni sarà l’esito di questa decisione”.