di Erika Noschese
L’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi ha fatto registrare nel 2025 377.000 passeggeri. Numeri decisamente importanti ma, ad oggi, il futuro dello scalo salernitano è incerto con sempre più compagnie pronte a fare un passo indietro e a rinunciare a Salerno. A fare il punto della situazione Antonio Ilardi, presidente di Federalberghi Salerno.
Gli ultimi dati dell’Enac sull’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi parlano di 377.000 passeggeri nel 2025. I numeri sono in aumento, ma resta l’emergenza sulle rotte.
«Noi temiamo un crollo dei numeri nel 2026 perché, semplicemente, sono state eliminate alcune rotte. L’aeroporto di Salerno ha già dimostrato di poter performare e accogliere i passeggeri. Adesso, però, importanti compagnie hanno abbandonato le tratte precedentemente attivate. Siamo molto preoccupati: come Federalberghi abbiamo più volte lanciato l’allarme, ma constatiamo che soluzioni concrete non ce ne sono e che non è stato insediato alcun tavolo di confronto. Invochiamo un’azione, soprattutto da parte della Regione Campania, che è socia di Gesac, e confidiamo che il nuovo assessore regionale al turismo, di cui abbiamo la massima stima, possa avviare al più presto un tavolo operativo».
L’incontro in programma tra Gesac e il Mit è stato rinviato a data da destinarsi. Cosa si può fare nel frattempo per capire quale sarà il futuro dell’aeroporto?
«È un nodo che deve sciogliere Gesac, che ha fortemente voluto la gestione unitaria degli aeroporti della Campania. In passato vi erano delle perplessità, ma adesso Gesac non può ritirarsi in un silenzio assordante o limitarsi a fornire generiche garanzie sull’avanzamento dei lavori infrastrutturali, parte dei quali è finanziata con fondi pubblici. Non possiamo permettere che l’avvio di un nuovo progetto dell’aeroporto slitti di 4-5 anni, aspettando il completamento della nuova aerostazione commerciale, i cui lavori non sono ancora iniziati, e della metropolitana. Abbiamo bisogno di risposte immediate, soprattutto perché a beneficiarne sarebbe in primo luogo la parte a sud del capoluogo, che trarrebbe significativi vantaggi dal traffico aereo sull’aeroporto di Salerno».
Intanto, il prossimo 1° febbraio terminerà questa edizione di Luci d’Artista, caratterizzata da numerose problematiche e difficoltà. Qual è il bilancio dal punto di vista degli operatori del turismo, del commercio e delle strutture alberghiere?
«Un bilancio fortemente positivo. Luci d’Artista porta a Salerno flussi turistici importanti. Se non ci fosse, le strutture ricettive, alberghiere ed ex-alberghiere dovrebbero trasformarsi in stagionali, con gravi ricadute sull’occupazione.
Abbiamo la percezione che questa ventesima edizione sia stata anche più intensa, in termini di attrazione di turisti, rispetto alle precedenti e siamo molto soddisfatti. Ancora oggi, nel mese di gennaio, ospitiamo turisti italiani e stranieri che visitano le installazioni luminose e rimangono molto soddisfatti complessivamente del soggiorno in città. Naturalmente, per la prossima edizione speriamo di essere supportati anche dalle rotte dell’aeroporto di Salerno. Quest’anno abbiamo avuto turisti che sono arrivati in autobus, con l’alta velocità o in macchina; speriamo di avere un’opportunità in più nel 2026-2027».
Da operatore del settore, ma anche soprattutto da cittadino, la preoccupano questi mesi di commissariamento che la città capoluogo si appresta a vivere?
«Sicuramente saranno mesi in cui sarà difficile programmare iniziative. Per quanto ci riguarda, nel settore turismo, abbiamo avuto un ottimo rapporto con l’assessore Ferrara, con cui abbiamo condiviso esperienze di partecipazione a fiere nazionali e internazionali. Questo è anche il motivo per cui i flussi turistici a Salerno città sono aumentati progressivamente nel corso degli anni. Ci auguriamo, quantomeno, che il dibattito politico ponga al centro i temi dello sviluppo turistico e dello sviluppo in generale. Il turismo è una delle poche risorse rimaste sul nostro territorio e spesso viene sottovalutato rispetto ad altri ambiti. Ci auguriamo che le forze politiche, in questa campagna elettorale, possano elaborare proposte concrete o ascoltare le nostre, per poterle poi attuare una volta insediata la nuova giunta».





