Il sindaco Somma: Perchè mi candido alla Provincia - Le Cronache Ultimora
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Il sindaco Somma: Perchè mi candido alla Provincia

Il sindaco Somma: Perchè mi candido alla Provincia

di Mario Rinaldi

 

 

Un altro anno e mezzo di mandato presso il proprio ente di appartenenza e poi… E poi non si sa cosa farà l’attuale sindaco di Mercato San Severino, Antonio Somma. Una cosa è certa: non potrà ricandidarsi come primo cittadino perché ha già espletato due mandati consecutivi presso un Comune che conta più di 15mila abitanti. In tanti si aspettavano una sua candidatura alle passate regionali tra le fila di Fratelli d’Italia e invece ha preferito scendere in campo per la partita delle provinciali di domenica prossima.

Regionali no, provinciali si. Come mai questa scelta di scendere in campo in questa tornata elettorale del prossimo 11 gennaio e non in quella del novembre scorso?

“Innanzitutto grazie per l’opportunità ed auguri di buon anno al Direttore, alla redazione ma anche a tutti i lettori di Cronache. In merito alla domanda non c’è stata alcuna scelta tra le due possibilità bensì va considerato che, in caso di candidatura alle elezioni regionali, sulla base della “inedita” legge elettorale della Regione Campania avrei dovuto dimettermi dalla carica di Sindaco a giugno interrompendo in anticipo il mandato conferitomi dai miei concittadini invece, per le elezioni provinciali, l’attuale legge prevede che può candidarsi, e nel caso esercitare il ruolo, chi è in carica come sindaco o consigliere comunale. Nel primo caso sarei venuto meno all’impegno di cui mi avevano onorato i cittadini nel 2022 invece, qualora fossi eletto nel consiglio provinciale, considerati i temi e le competenze che ogni giorno come sindaco devo affrontare, potrei rafforzare la capacità di intervento e di risposta ai cittadini”.

É stato inserito nella lista di Fratelli d’Italia insieme ad altri validi colleghi. Sente che può farcela ad essere eletto?

“Ritengo sia una lista molto valida e da parte mia va il ringraziamento sia ai riferimenti provinciali e regionali che l’hanno composta sia a tutti i candidati che hanno deciso di impegnarsi in un’elezione per un ente ancora molto importante, ma che la legge Del Rio ha depotenziato sotto diversi profili a partire dal tipo di votazione. Credo che la nostra lista sia molto equilibrata con proposte che vengono da diverse zone della provincia. Io ho dato la mia disponibilità perché ritengo che, grazie all’esperienza maturata quale sindaco del comune di Mercato San Severino, io possa dare un contributo significativo all’ente ed ai nostri territori. E’ difficile fare pronostici anche perché, non votando i cittadini ma gli “addetti ai lavori”, le preferenze vengono espresse in modo significativo sulla base non della rappresentatività territoriale ma soprattutto dell’appartenenza partitica e delle indicazioni interne”.

In caso di elezione a Palazzo Sant’Agostino, quali sono gli impegni che Somma intende portare avanti per la sua Comunità di riferimento e per l’intera Valle dell’Irno.

“In caso di elezione a Palazzo Sant’Agostino, per quanto concerne la mia comunità ovviamente l’attenzione sarà rivolta ai lavori di ampliamento del Publio Virgilio Marone, alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali, non ricadenti nel finanziamento che ottenemmo come ente, ed al monitoraggio dei fondi per la realizzazione delle reti fognarie. L’impegno su questi temi, ed in generale quelli su cui occorre da subito porre la massima attenzione saranno le strade, le scuole e l’ambiente con l’obiettivo di affrontare subito le problematiche “antiche” ma anche di sbloccare i progetti ed i cantieri fermi. Impegno che sarà assolutamente esteso, come da mio consueto approccio, a tutte le comunità e gli amministratori che ne avranno bisogno (e ahimè sono tante e tanti) e che mi onoreranno di essere il loro riferimento, a partire dalla Valle dell’Irno e dell’Agro ma anche nelle altre zone della nostra vasta provincia”.

Una riflessione sul voto delle provinciali alla luce del risultato delle regionali che ha visto una netta affermazione del centrosinistra, complice anche il forte astensionismo. Riuscirà il centrodestra a recuperare il gap, anche se, essendo elezioni di secondo livello forse sono meno attendibili in termini di risultati.

“Guardi io cerco di essere molto obiettivo. Non credo che le due tipologie di elezioni siano confrontabili. Pertanto non sono confrontabili nemmeno i relativi risultati. Essendo elezioni di secondo livello saranno la fotografia delle appartenenze di tutte le amministrazioni comunali con varianti poco significative che potrebbero soprattutto derivare da appartenenza territoriale o altre tipologie di rapporti personali. Tuttavia va anche detto che, considerato che ci sono amministrazioni in carica anche da diversi anni, di certo queste elezioni non rappresentano la fotografia della popolazione provinciale a differenza delle regionali, in cui a parte il dramma dell’astensionismo, si è votati con formula diretta”.

E proprio in riferimento di questo aspetto le chiedo se per lei é giusto cambiare questa legge anomala per le Province e restituire agli aventi diritto al voto la possibilità di scegliere i loro rappresentati.

“A differenza di chi ne propose l’abolizione ritengo che le province abbiano un ruolo centrale nell’apparato dello stato perché, dopo i comuni, sono l’ente più vicino ai territori e continuano ad avere competenze importanti, ma senza il voto diretto dei cittadini si è creato un evidente deficit di rappresentanza democratica. I dati dimostrano che i risparmi ottenuti sono stati minimi, mentre la riforma ha prodotto confusione istituzionale e disservizi per i cittadini. So che l’attuale Governo sta lavorando su tale riforma che richiederà di certo degli stanziamenti economici importanti ma ritengo sia assolutamente necessario ritornare all’elezione diretta dei consiglieri provinciali”. Somma, dunque, pronto a scendere in campo e a giocarsi le sue chance, anche se, come da lui stesso affermato, molto dipenderà dalle appartenenze territoriali e da altri indicatori.