Il sindaco Siano: Finalmente a casa - Le Cronache Attualità
Cronaca Attualità

Il sindaco Siano: Finalmente a casa

Il sindaco Siano: Finalmente a casa

di Erika Noschese

Il silenzio carico di apprensione che aveva avvolto Castiglione del Genovesi sin dalla sera di Santo Stefano si è finalmente sciolto in un sospiro di sollievo collettivo. Per Carmine Siano, il sindaco-ingegnere che da anni guida con dedizione il piccolo centro salernitano, la giornata di ieri ha segnato il momento più atteso: quello del ritorno tra le mura domestiche, lasciandosi alle spalle i corridoi dell’ospedale e l’eco di un’aggressione che ha scosso profondamente l’intera provincia. La notizia è arrivata attraverso i canali ufficiali della sua comunicazione personale, un messaggio affidato alla rete per raggiungere ogni singolo concittadino che in questi dieci giorni non ha mai smesso di chiedere sue notizie. “Cari amici, desidero informarvi che sono rientrato a casa dopo questo periodo di ricovero ospedaliero”, ha scritto ieri pomeriggio il primo cittadino sulla sua pagina Facebook personale. Sono parole che profumano di normalità ritrovata, ma che portano con sé il peso di un’esperienza traumatica, iniziata bruscamente lo scorso 26 dicembre quando uno sconosciuto, armato di un bastone, lo ha sorpreso a pochi passi dalla sua abitazione colpendolo con una ferocia inaudita e lasciandolo sanguinante sull’asfalto. Quel gesto, compiuto nel cuore di una festività dedicata alla famiglia e alla pace, aveva gettato un’ombra scura sulla serenità di una comunità solitamente operosa e tranquilla, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sulle possibili motivazioni di un atto così vile. Nel suo lungo messaggio, Siano ha voluto rassicurare tutti coloro che hanno seguito con sgomento l’evoluzione del suo quadro clinico. “Le mie condizioni sono in miglioramento e sto affrontando con serenità e gradualità il percorso di ripresa”, ha spiegato l’ingegnere, consapevole che la strada per il pieno recupero fisico richiederà ancora tempo e prudenza. La brutalità dei colpi ricevuti ha lasciato segni profondi, ma è la reazione d’animo quella che emerge con più forza tra le righe scritte dal sindaco. La sua è una narrazione che non indulge nel vittimismo, ma che si focalizza sulla forza rigeneratrice dell’affetto ricevuto durante la degenza. Il calore umano è stato infatti il filo conduttore di questi giorni difficili. «In questo momento per me doloroso, ho sentito forte e sincera la vicinanza di tantissime persone» ha confessato Siano, sottolineando come la solidarietà non sia rimasta confinata ai messaggi formali della politica, ma sia arrivata dai cittadini comuni, dai vicini di casa, da chi vede in lui non solo un’autorità istituzionale, ma un punto di riferimento umano. Questa ondata di vicinanza è stata per lui una medicina fondamentale, un contrappeso necessario all’oscurità della violenza subita sotto casa. Per questo motivo, il primo cittadino ha voluto dedicare un passaggio molto sentito a chi gli è stato accanto, anche solo col pensiero. “A tutti coloro che mi hanno espresso affetto, sostegno e solidarietà va il mio più sentito ringraziamento» ha proseguito Siano, elevando poi la sua riflessione a una dimensione più ampia, quasi sociologica, su cosa significhi realmente appartenere a un borgo o a una piccola realtà locale. Per l’ingegnere, il supporto ricevuto è la prova provata della tenuta del tessuto sociale del suo paese: «È proprio questo il significato più autentico di una comunità: saper essere uniti, presenti e solidali nei momenti di difficoltà”. C’è un aspetto che premeva particolarmente al sindaco, ovvero la necessità di proteggere l’immagine di Castiglione del Genovesi da facili generalizzazioni o da etichette infamanti che spesso seguono episodi di cronaca nera così eclatanti. Siano, da uomo delle istituzioni, ha sentito il dovere di ergersi a difesa della dignità dei suoi concittadini. «Ritengo inoltre importante sottolineare che un singolo episodio non può e non deve etichettare un’intera popolazione» ha ammonito con fermezza, quasi a voler separare nettamente la mano violenta dell’aggressore dall’anima pacifica del paese che amministra. La sua è una strenua difesa dell’identità locale, un richiamo alla storia e al comportamento quotidiano di migliaia di persone che nulla hanno a che fare con la barbarie del bastone. «La nostra comunità ha dimostrato senso civico, rispetto e umanità» ha aggiunto, rivendicando con orgoglio la reazione composta e solidale della cittadinanza di fronte all’orrore. È un passaggio fondamentale per evitare che il trauma individuale si trasformi in uno stigma collettivo, un atto di amore verso la propria terra che Siano ha voluto mettere nero su bianco proprio nel giorno del suo ritorno a casa. Nonostante la necessità di riposo e le cure costanti a cui dovrà sottoporsi nelle prossime settimane, lo sguardo del sindaco resta rivolto ai bisogni del territorio. La passione civile non sembra essere stata scalfita dall’aggressione, anzi pare aver trovato nuove motivazioni nella volontà di non darla vinta alla paura. «Pur continuando il mio percorso di recupero, resto attento alla vita del nostro paese» ha rassicurato, lanciando un segnale di continuità amministrativa che è anche un segnale di sicurezza per tutto l’apparato comunale. La conclusione del suo messaggio è stata un ulteriore abbraccio virtuale alla sua gente, un congedo momentaneo che sa di promessa per il futuro prossimo. «Vi ringrazio ancora, di cuore, per la vicinanza dimostrata» ha concluso l’ingegnere, apponendo in calce la firma «Il Sindaco», a ribadire che, nonostante le bende e i dolori fisici, la guida di Castiglione del Genovesi non ha mai smesso di essere al suo posto. Sullo sfondo di questo ritorno a casa, resta però aperta la ferita giudiziaria. I Carabinieri della compagnia locale proseguono le indagini con il massimo riserbo, analizzando ogni dettaglio utile a risalire all’identità dell’aggressore. Le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte subito dopo il fatto restano al vaglio degli inquirenti, che cercano di capire se dietro quel folle gesto ci sia stato un movente specifico o se si sia trattato dell’azione isolata di una mente annebbiata. La comunità attende ora che la giustizia faccia il suo corso con la stessa celerità con cui ha saputo stringersi attorno al suo sindaco. La luce che ieri sera si è riaccesa in casa Siano è la luce di una ripartenza che tutto il paese aspettava, un simbolo di resilienza che trasforma una pagina di cronaca buia in una lezione di unità e dignità civile.