IL PREMIO CASTELLANO DALLA VOCE DI CAMPITIELLO - Le Cronache Provincia
Provincia Pagani

IL PREMIO CASTELLANO DALLA VOCE DI CAMPITIELLO

IL PREMIO CASTELLANO DALLA VOCE DI CAMPITIELLO

 

di Nicola Castorino

Spenti i riflettori sull’annuale kermesse giornalistica “Premio Mimmo Castellano” – giunta alla XIV edizione – abbiamo incontrato Salvatore Campitiello, uno dei padrini dell’evento, presso la sede dell’Assostampa Campania Valle del Sarno, di cui è presidente.

Presidente Campitiello, l’edizione di quest’anno del Premio Mimmo Castellano è stata affiancata dall’ evento “Pagani Città dell’Informazione 2025”. In che modo il Premio Castellano e il titolo di Città dell’Informazione assegnato a Pagani dialogano tra loro e si rafforzano reciprocamente?

“ La quattordicesima edizione del Premio nazionale di giornalismo Mimmo Castellano 2026 a differenza delle altre è stata caratterizzata non da uno ma da due momenti salienti. Il primo uguale a quello del passato, con la premiazione alla carriera di colleghe e colleghi, mentre il secondo è stato, innovativo con le premiazioni del neo progetto “Pagani Città dell’Informazione 2025”. Un progetto ideato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, sostenuto dal vicepresidente Mimmo Falco, approvato dal Consiglio direttivo e sviluppato durante tutto il 2025 dal sottoscritto per delega del nostro Ente. L’obiettivo prefissato dell’Odg è stato di far veicolare dai media verso l’opinione pubblica la Cultura, la Musica e le Tradizioni locali per far emergere nel tempo passato ad oggi il ruolo importante dell’informazione nella Città di Pagani. Molte sono state le iniziative sviluppate per esaltarne le positività sotto l’insegna di ”Pagani città di artisti, santi, mercanti …e giornalisti”. I due percorsi premi  vanno catalogati come due facce della stessa medaglia per suggellare l’imprescindibilità dell’informazione mediante i giornalisti ”.

Pagani può diventare un modello di riferimento per altre realtà locali sul tema dell’informazione e della cultura giornalistica?

“ Si. Questo progetto deve essere da stimolo per le altre comunità locali, tant’è che dopo Pagani, il testimone tra pochi giorni passerà per un anno intero ad altra città campana. E così, anno dopo anno sarà dato la possibilità a queste città di far emergere le tante ricchezze artistiche, culturali ed economiche possedute, a volte un po’ nascoste e sovrastate da notizie di altro tenore ”.

Un “Premio Giornalistico” che Lei ogni anno dedica alle scuole del territorio. Che importanza ha il coinvolgimento delle scuole e dei giovani in iniziative come il Premio Castellano e quale messaggio intende trasmettere loro?

“ Il Premio di giornalismo Mimmo Castellano, è dedicato al giornalista campano e porta il suo nome. Castellano, leader indiscusso nazionale dei giornalisti pubblicisti scomparso nel 2008, ha battagliato instancabilmente in difesa di tutta la categoria riuscendo a far approvare dal parlamento la Legge 150/2000 che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Il Premio intende ricordare l’uomo ed il giornalista per i valori umani che propugnava quotidianamente nella categoria e fuori da essa. Valori come l’etica, il rispetto per gli altri, la tolleranza, la solidarietà, la correttezza, l’amicizia, l’onesta. E da qui il coinvolgimento nel Premio le scuole del territorio per far conoscere la figura di Castellano. Un coinvolgimento diretto come quello avvenuto dallo scorso anno con i giovani dell’Istituto Tecnico di Scafati ad indirizzo grafico, del Liceo artistico di Nocera Inferiore e degli Istituti comprensivi Criscuolo, S. Alfonso M. de Liguori e della Scuola Nakkaria tutti e tre di indirizzo musicale”.

Lei è stato docente in un contesto scolastico certamente di non semplice didattica: l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. Quanto peso formativo Le ha lasciato quest’esperienza professionale?

“ Sono stato cinque anni impegnato con i ragazzi minorenni per formarli al meglio sul piano didattico e dei valori da percorrere post detenzione. Un’esperienza fondamentale per me ove ho toccato con mano le problematiche delle loro devianze dovute principalmente a fattori sociali e familiari ”.

All’interno della manifestazione è stato dibattuto anche il tema della deontologia e l’etica professionale, in un mondo invaso da fake news ed A.I. Qual è oggi, secondo Lei, il ruolo del giornalista nella tutela della verità?

“ Ad inquinare oggi l’informazione sono i Social. E’ stabilito dalla nostra Costituzione che ogni persona ha il diritto di esprimere il proprio pensiero con ogni mezzo ed il dovere di rispettare la dignità delle persone per sesso, salute, nazionalità, religione e credo politico. Questi doveri, purtroppo, in grandissima in gran parte di quelli che utilizzano i social non vengono rispettati. Si nascondono dietro l’anonimato e si sentono forti ad offendere. Altri personaggi, inoltre, si attivano invece per truffare. Siamo inondati insomma da notizie false ed interessate a richiedere un click, di certo strumentale, necessario ad arricchirsi economicamente.

Oggi la sfida dell’A.I. attraverso il progresso tecnologico ci porta a chiederci se ciò è una risorsa od un ostacolo? E’ di certo una risorsa ma per essere tale deve essere ben conosciuta e governata da tutti per non perdere la centralità umana.

Il giornalista è e deve essere fondamentale rispetto all’imperversare delle fake news e A.I. Deve abbassare la velocità. Non correre e pubblicare come fanno le news dei sociali o quelle presenti attraverso l’artificiale. Il giornalista deve essere autorevole, non avere fretta, deve verificare le notizie attraverso le fonti autorevoli. Questa e la strada maestra per acquisire credibilità nell’opinione pubblica fornendo un servizio di qualità “.

Lei è Presidente dell’Assostampa Campania Valle del Sarno. Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi dell’Assostampa e dell’organizzazione del Premio per le prossime edizioni?

“L’Assostampa il 24 gennaio scorso ha festeggiato il sedicesimo anno della sua costituzione. Per il futuro è necessario impegnarsi come credo stia facendo costantemente a favore della categoria dei giornalisti sviluppando iniziative culturali necessarie ad arricchire lo spirito critico dei cittadini a cui si rivolge, perché il cittadino è l’unico padrone del giornalista! “.

Prima di lasciarla ai suoi impegni professionali ci può dire se ha mai ricevuto proposte di candidatura politica, considerata la sua forte presenza sul territorio e grande popolarità, non solo nell’ambito giornalistico.

“Ne ho ricevuto diverse, ma non sono stato né sono interessato a candidature politiche. Come non sono tesserato per nessun partito politico. Ritengo che ogni giornalista può e deve candidarsi in politica, ma poi a conclusione di tale impegno deve lasciare il mondo giornalistico altrimenti sarà indicato di parte. E l’informazione non può e non deve essere mai di parte!”.