di Mario Rinaldi
Quando la parità di genere approda nello sport e diventa un valore aggiunto. Il Gruppo “Iovine” di Salerno, attraverso il suo manager Luca Iovine, ha sviluppato un progetto che parte dal F.C. Sudtirol, squadra che milita nella serie B italiana. Scopriamo di cosa si tratta.
L’F.C. Sudtirol, con la partnership del Gruppo “Iovine” ha avviato un progetto per promuovere la parità di genere. Può spiegarci di cosa si tratta?
“Si tratta di un progetto avviato quattro anni fa. È dal 2022 che è partita la collaborazione con la squadra altoatesina. Un percorso necessariamente graduale che ha impattato sulle strategie e sull’organizzazione della squadra altoatesina, la quale ha una struttura manageriale ed una cultura di club di alto profilo. La cultura altoatesina si fonda sul rispetto di sé stessi e degli altri, anche nel linguaggio che è sempre inclusivo. Quando si opera sulla parità di genere uno degli aspetti fondamentali è la cura del linguaggio che è espressione di cultura. In Italia tendiamo ad usare quelli che si definiscono bias di linguaggio ed il Calcio è un mondo molto maschile e maschilista. Con l’FC Sudtirol non è stato difficile lavorare sul linguaggio ed aggiungere le parole lavoratrice a lavoratore o calciatrice a calciatore nella comunicazione del club. La società ha avviato una grande opera di sensibilizzazione interna ed esterna ampliando i diritti non solo delle lavoratrici ma anche dei genitori (mamme e papà) che lavorano nel club, combattendo la disparità di genere”.
Come mai si è deciso di promuovere la parità di genere attraverso una squadra di calcio. Ricordiamo che il Sudtirol milita nel campionato di Serie B.
“Abbiamo fatto delle lunghe riflessioni ed analizzato gli standard richiesti dalle norme nazionali. Ci siamo resi conto che non eravamo distanti dai parametri relativi alla parità di genere e soprattutto abbiamo voluto dare un segnale alla società, alla comunità locale e nazionale. Si tratta di un’operazione culturale, educativa, divulgativa e direi anche strategica. Si vuole cambiare il rapporto tra la società di calcio ed il suo ambiente. Troppo spesso si parla dei calciatori e del calcio come portatori sani di ignoranza ma non è così che vuole essere inquadrato l’F.C. Sudtirol. Abbiamo costituito un comitato Guida, in cui sono stato nominato anche io, che ha proprio il compito di dialogare con la società (cda e amministratore delegato) per proseguire in questo percorso di cambiamento”.
Tra l’altro, ultimamente, il calcio si sta sempre più diffondendo nell’universo femminile. Anche questo aspetto denota una evidente parità di genere.
“Il Calcio femminile sta crescendo molto. L’F.C. Sudtirol ha una squadra femminile in serie C che però punta alla promozione. Bisogna ancora investire nel calcio femminile che non è ancora “professionistico” e non dispone degli stessi budget di quello maschile. Ma questa attenzione alle donne e progetti come quelli che si stanno portando avanti a Bolzano fanno crescere l’interesse del pubblico ed anche quello degli sponsor”.
Lei da salernitano, ha provato a portare questo progetto negli ambienti sportivi locali? Una domanda che sorge spontanea: questo progetto potrebbe essere preso a modello anche dalla Salernitana, la squadra della sua città?
“Anche alla Salernitana abbiamo proposto con la mia società, “Gruppo Iovine”, alcuni progetti molto innovativi, legati alla realtà virtuale. Abbiamo fatto anche degli esperimenti all’Arechi, in serie A. Per quattro partite di fila demmo la possibilità ai tifosi di provare l’esperienza della realtà virtuale. E portò anche bene sportivamente: 3 vittorie ed 1 pareggio per la squadra granata. Ma nonostante la cabala ed il gradimento dei tifosi non si è andati avanti. Quell’anno, da Roccaraso partì poi una parabola discendente. Il metaverso fu una di quelle innovazioni che Iervolino annuncio nella sua prima conferenza stampa. Ma la società granata diede anche un segnale di genere in quel periodo perché aveva nominato come responsabile arbitri una donna, Cristina Lambiase Savage. La cosa passò sotto traccia, ma secondo me invece era molto significativa. Sarebbe bello comunque anche a Salerno portare avanti certi discorsi come abbiamo fatto a Bolzano in B e a Parma in A”.
Può dirci se il Gruppo “Iovine” sta sviluppando altri progetti sociali? Se sì, in quale ambito? E quando è previsto il loro lancio?
“Stiamo lavorando ad un progetto sul turismo sostenibile che riguarda proprio Salerno. Una iniziativa di marketing territoriale che prende spunto dalle nostre tradizioni, dalla Dieta Mediterranea, di cui noi salernitani siamo autori “inconsapevoli”. Ecco, vogliamo lavorare su questa consapevolezza che potrebbe avere un grande sviluppo economico ed occupazionale per il nostro territorio. Ne parleremo nei prossimi mesi, alla Bit di Milano, con il supporto della Camera di Commercio, perché Salerno merita”. Sguardo fiero e proiettato sempre al futuro. Il “Guppo Iovine” guarda avanti con progetti innovatici che hanno il principale obiettivo di creare occupazione e soprattutto un cambio di passo decisivo a livello di sviluppo socio-economico.





