I tifosi a Pagano: Iervolino è una sciagura - Le Cronache Ultimora
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I tifosi a Pagano: Iervolino è una sciagura

I tifosi a Pagano: Iervolino è una sciagura

Se l’obiettivo era quello di fare chiarezza possiamo dire che la missione è tristemente fallita. Perché le parole dell’amministratore delegato Umberto Pagano sono apparse contraddittorie, dall’inizio alla fine. Una sorta di lezione di matematica basata sui freddi numeri alla faccia di una piazza che sperava invece si parlasse di sentimenti, passione, entusiasmo, programmazione, rilancio, volontà di riportare la Salernitana dove fu presa nel dicembre del 2021 senza un euro di debito e con una miriade di promesse non mantenute. Storce il naso il popolo di fede granata quando Pagano dice pubblicamente che un proprietario disposto a tutto pur di liberarsi della Salernitana (“La cederebbe a un euro”, concetto già espresso a marzo) sia lo stesso che di tasca sua spende 11 milioni rinnovando il contratto a un ds che non segue le direttive (“Gli abbiamo chiesto di non smantellare la squadra ma di puntellarla con 3-4 tasselli”) salvo poi ritrovarsi a galleggiare in C senza dialogare con la tifoseria. Eppure, dietro le quinte, qualcuno tra gli esponenti dei club aveva chiesto a Pagano di indire la conferenza solo in presenza del “padrone”. Anche da remoto. E invece niente. Gli ultimi ricordi di Iervolino parlante risalgono alla lite con i giornalisti del luglio 2024 (la famosa “sindrome rancorosa del beneficato”) e al soliloquio sul sito ufficiale del febbraio 2025. La redazione di Cronache ha raccolto un po’ di opinioni, a partire dal presidente del club Mai Sola Antonio Carmando: “Parole, parole, parole. La società latita anche sotto il profilo comunicativo. Prima di una gara delicata una conferenza stampa è giustificata solo se ci sono annunci clamorosi. Invece abbiamo ascoltato stupidaggini ormai trite e ritrite che testimoniano confusione e assenza di programmazione. Pagano non ha fatto altro che elogiare Iervolino, come facevano prima di lui Milan, De Sanctis, Valentini e altri personaggi che si sono avvicendati. A noi non resta che sperare in un passaggio di consegne: l’era Iervolino ormai volge al termine, non c’è più credibilità”. Commenta anche il presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia: “Facile abbandonare la nave in C, chi ci tiene alla Salernitana la lascia dove l’ha presa. Eravamo in serie A, poi abbiamo vissuto la vergogna delle due retrocessioni consecutive. Siamo amareggiati, delusi e preoccupati. E anche la gestione Cosmi mi lascia assai perplesso”. Parola anche all’addetto stampa Andrea Criscuolo: “Povera Salernitana. Iervolino fa come quelle coppie che non si amano più, ma si trascinano in una convivenza forzata che non serve a nessuno. Come può una squadra preparare una partita delicata se il giorno prima si conferma che il proprietario non vede l’ora di andare via? Non è vero che è stata una conferenza inutile: finalmente abbiamo avuto la conferma che il patron non veda l’ora di liberarsi di una squadra che ha scelto lui nel 2021 facendoci promesse di ogni genere. Se poi ci dicono che questa è la rosa più forte del campionato allora le perplessità aumentano”. Abbiamo ascoltato anche il parere di Antonio Scafuro, tifosissimo granata che segue da Bordeaux le vicende di casa granata: “La conferenza delle contraddizioni. La nave affonda ma per loro va tutto bene. Mica ci ha messo la faccia il patron? Hanno aggiunto caos su caos, non hanno risposto alle domande e descrivono la rosa come la migliore senza spiegarci i motivi di una rivoluzione tecnica inspiegabile. Possiamo davvero credere che tutti o quasi abbiano chiesto di andare via? Per un’ora abbiamo ascoltato lezioni su bilanci e gestioni aziendali, ci dicono che non c’è nessun ridimensionamento però ritengono quasi finito il ciclo. Vendono o no? Vuole andare via però punta alla B? Siamo solidi, ma si cercano proprietari? Si rendessero conto che la gente è spaesata, ora la colpa è dei suggeritori seriali”. Antonio fa parte del gruppo social “Granata al Veleno” ideato da Vincenzo Milite, questo il suo pensiero: “La società non ha chiarito granché, tutto come da copione. Quanto detto è emblema di confusione, nulla di nuovo sotto il sole purtroppo. Iervolino vuole cedere? Gli ricordo che ha preso la Salernitana in serie A, se proprio un peso per lui ci riporti dove l’ha trovata. Negli spogliatoi non può che esserci un clima anarchico: alle spalle c’è una proprietà che vuole farsi da parte e dunque nessuno è in grado di dar loro una direzione corretta”. Ancora più drastico Massimiliano Catapano: “A questo punto dobbiamo prendere atto del fatto che l’obiettivo è la salvezza è che la priorità non è l’aspetto tecnico, ma quello societario. Secondo me ci hanno raccontato tante bugie. La squadra non è assolutamente competitiva per un torneo di vertice, quale squadra forte si presenta a un impegno ufficiale con tre centrocampisti? L’anello debole del gruppo è il tandem Faggiano-Cosmi. Un ds che crea tensioni e un allenatore con idee vecchie”. Delusione anche in provincia, lo testimonia Raffaela De Caro. Presidente onorario del club Costiera Amalfitana: “Vadano via, anche a costo di ripartire dalla D. Non ne possiamo più, ora abbiamo Pagano e la musica è sempre la stessa. Andiamo in ritiro con un gruppo e poi si inizia la stagione con un altro: a cosa è servito? Non ci spaventa un fallimento, tanto con questi signori non riusciremo a toglierci alcuna soddisfazione”. Aggiunge Maria Caporaso: “La musica non cambia. Siamo in un baratro profondo e in un tunnel buio senza luce e senza via d’uscita. Se per avere un nuovo acquirente ambizioso si deve ripartire dai dilettanti noi siamo pronti. Conta la maglia, non la categoria. La tifoseria ha dato ampie dimostrazioni d’amore e d’affetto, e come ci stanno ripagando?”. Maria Pia, altra esponente del club della Costiera Amalfitana, è laconica quanto amareggiata: “Davvero una scelta azzeccata fare una conferenza stampa a 24 ore da una partita molto delicata. Sono d’accordo con gli altri: siamo in un limbo, l’unica soluzione è partire da zero con un acquirente all’altezza della nostra passione”. “Una farsa continua, di anno in anno. Promesse, proclami, elenco delle spese fatte…e poi? Recitassero un mea culpa, facciano un passo indietro e si rendano conto che non sono in grado di gestire una squadra di calcio” dice Angelo Villani, Raffaele Leone si rammarica “perché il 31 dicembre 2021 il patron Iervolino professava amore e rispetto per Salerno. Poteva scrivere una storia bellissima, ha deciso di chiuderla senza lieto fine. Perché? Che cosa è successo? Quale motivazione grave può giustificare un ridimensionamento del genere?”. Parola anche a Maurizio De Santi del club Ippocampo: “A livello tecnico-manageriale è la società più scarsa della storia della Salernitana, dire pubblicamente che sono stati spesi tutti questi soldi è vergognoso perché ammettono implicitamente di non essere all’altezza. Investono decine di milioni e passiamo dalla A alla C?”. Pagano ha inoltre chiesto il contenuto dei comunicati emessi nelle ore precedenti dai gruppi organizzati. Quello più “morbido” faceva riferimento alle responsabilità presunte della politica, ma l’AD ha seccamente smentito ribadendo che nessun ostacolo è stato posto da De Luca alla crescita della Salernitana. Nemmeno in passato. All’esterno dell’Arechi, invece, la tifoseria organizzata ribadiva un concetto: “Iervolino è una sciagura”. E anche il gruppo Generazione Donato Vestuti ha deciso di appoggiare la protesta quasi unanime contro la proprietà “meno contestata della storia del calcio” ma che ieri ha commesso l’ennesimo autogol

Gaetano Ferraiuolo