Salvatore Memoli
Non serve un’armata brancaleone per osteggiare il disegno politico di De Luca di ritornare alla guida di Salerno. Queste ammucchiate fanno soltanto chiasso e non aiutano la vera politica a riorganizzare il vero consenso. Se De Luca insiste a presentare il suo progetto civico spolverato di rosso sbiadito, la sinistra ed il PD debbono dire da Roma qual é la linea politica legittima degli iscritti e di quanti nella sinistra vogliono determinare la scelta alternativa alla destra. Il progetto del campo largo diventa più ampio e rafforzato se alla linea politica di sinistra si aggiungono altri schieramenti moderati, laici di sinistra e liberali. In questo ha ragione Aniello Salzano a rivolgersi ai partiti, a coloro che hanno determinato la vittoria di Fico in Regione. Ovviamente farebbe altrettanto bene a chiarire la sua posizione di sostegno fin qui data a De Luca, per la Giunta Napoli. Sarà campo largo? Non é ancora chiaro, a tutti! Ma una cosa é chiara, non si può continuare a giocare con le parole, con gli schemi fai da te e con il rompete le righe delle appartenenze ai partiti. Intanto se é vero che la Destra non mostra preparazione ed attenzione alla competizione elettorale comunale di Salerno e come sempre farà tutto con ritardo, sufficienza e scarso impegno, é pur vero che da quella parte l’identità politica é più chiara che a sinistra! Dunque le prossime elezioni possono essere qualcosa di nuovo o di déjà vu! Spiego perché. De Luca resta De Luca, cioè continua a presentarsi con una civica con cui costruisce alleanze e blandisce le anime incerte che gli danno credito, in fondo sanno che ha tutte le chances della vittoria. Ovviamente questa volta De Luca ha maggiori difficoltà con il PD. In primo per Piero che entrerà in una fase di disagio politico ( da una parte il padre che non é uno qualsiasi, dall’altra parte la Schlein con una cordata di arrabbiati che attraversa la penisola fino a Napoli e Salerno. Piero é in grado di tenere la linea ma deve sapere che lo butteranno nell’arena dei leoni famelici del partito e fuori. De Luca é quello che riscuote il consenso maggiore ma, questa volta, la partita é dura per il degrado della città e per il numero crescente di persone che hanno mal di pancia contro di lui. Il risultato potrebbe essere faticoso da conseguire. Una cosa sento di dire che non é più tempo di cordate antideluca, armate brancaleone che si associano senza sintesi politica, senza comunanza d’identità politica, legati da una voglia di sfondamento di un asse politico che tiene sulla coerenza personale di De Luca. L’odio non ha mai garantito risultati fruttuosi perché non garantisce i lunghi percorsi. Ho pensato tante volte a quante persone rispettabili avrebbero motivo d’impegnarsi contro De Luca. Messi sulla carta avrebbero le potenzialità di una rappresentanza utile a governare la città. Poiché li conosco ( credo che De Luca abbia imparato bene a valutarli) non penso che le loro pomposità garantiscano una loro capacità di mettersi in discussione, annullare il loro passato per scrivere un futuro con risultati e, poi, molti preferiscono nascondersi per avere le mani libere. Di sicuro l’unica alternativa libera resta quella dei Figli delle chiancarelle che sono strutturati ed hanno contenuti programmatici ma restano un lievito che non porta frutto elettorale a Salerno. Il campo largo sta animando un’attenzione interessant, dal nome delle persone coinvolte, ma sono persone che devono fare i conti con Roma e Napoli per decidere che cosa faranno da grandi. Per ora De Luca ha molte frecce nella faretra ed altre potrebbe aggiungerne, continuerà a ragionare senza rete almeno fino a quando a Salerno non ritorna alla politica, alla militanza ed all’identità che spesso da risultati di maggioranza. Quando, invece, serve a garantire l’opposizione, serve a temprare uomini e donne che raccoglieranno la forza di un’alternativa che in democrazia é sale di libertá e di presidio delle istituzioni. Senza ammiccamenti, senza false opposizioni costruttive e senza stravolgimenti dei ruoli politici che vengono assegnati dall’elettore.





