Cuscini ergonomici e borsette destinati alle pazienti oncologiche: il progetto a Fuorni - Le Cronache
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Cuscini ergonomici e borsette destinati alle pazienti oncologiche: il progetto a Fuorni

Cuscini ergonomici e borsette destinati alle pazienti oncologiche: il progetto a Fuorni

di Erika Noschese
Cuscini ergonomici a forma di cuore e di borsette a tracolla, che possano contenere i drenaggi da donare alle donne in degenza nei reparti ospedalieri oncologici. Sono i prodotti realizzati dalle detenute del carcere di Salerno, nell’ambito di un laboratorio di sartoria creativa e destinate alle pazienti oncologiche del Ruggi d’Aragona di Salerno. Un’iniziativa lanciata dall’associazione “Isola Felice” e che coinvolge oggi anche l’associazione Angela Serra. Ieri mattina la firma del protocollo d’intesa con il direttore generale del Ruggi Vincenzo D’Amato, la direttrice del carcere Rita Romano, i presidenti delle due associazioni, Roberta Mastrogiovanni (associazione “Isola Felice”) e Arturo Iannelli (associazione “Angela Serra”) che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per il progetto “De-tengo un cuore per Te”, che prevede come partner anche la Regione Campania. «Il Ruggi è lieto di partecipare a quest’iniziativa, ringraziamo gli ideatori perché unisce e mette insieme due gruppi di donne, segnate dalla sofferenza seppur per motivi differenti: da un lato ci sono le donne che vivono la reclusione nella casa circondariale, dall’altro chi vive la malattia, il tumore – ha dichiarato il direttore generale del Ruggi Vincenzo D’Amato – È un’iniziativa che tende all’inclusione, la favorisce, tende alla riduzione delle diseguità ed è un aspetto su cui tutti noi dovremmo lavorare, con un impegno concreto. È un’iniziativa che coinvolge le diverse istituzioni, partecipano le associazioni di volontariato che portano avanti questo genere di iniziative; lavorare insieme porta a dei risultati per cui siamo veramente contenti di poter partecipare a questo progetto». Un’iniziativa fortemente voluta dalla dottoressa Mastrogiovanni che tiene un laboratorio per 14 detenute. «Ho ideato questo progetto che aiuta le donne che hanno subìto lo svuotamento ascellare per un tumore al seno con la realizzazione di cuscini a forma di cuore. Nel nostro cammino ho conosciuto Arturo Iannelli, presidente dell’associazione Angela Serra che mi ha proposto di realizzare anche una borsa porta drenaggio – ha dichiarato la presidente dell’associazione Isola Felice – Le detenute sono state contente di questo progetto, stiamo lavorando e andremo avanti perché la solidarietà circolare per noi è fondamentale e lo è per loro perché hanno una motivazione in più per acquisire competenze, uscire dalla cella e realizzare qualcosa per sé stessi e per quando saranno fuori perché così potranno realizzare qualcosa». Le detenute hanno accolto con estremo favore questo progetto per le pazienti oncologiche. «All’interno dell’istituto abbiamo bisogno di solidarietà, non solo materiale ma anche umana e vogliamo restituire. Questa iniziativa ha una valenza trattamentale molto importante perché è valsa a far passare loro il messaggio che tutto sommato c’è qualcuno che sta peggio perché la privazione della libertà è un fatto temporaneo e se il tempo passato durante la detenzione viene vissuto come investimento per un futuro migliore non è passato invano», ha dichiarato la direttrice Romano. L’associazione Angela Serra ha fin da subito sposato il progetto dell’Isola Felice. «Già il nome dell’associazione ricorda un momento in cui le detenute possono trascorrere del tempo imparando attività che potranno servire loro all’esterno del carcere e dando una mano alle persone in difficoltà – ha dichiarato il presidente Arturo Iannelli – Abbiamo coniato questo termine della solidarietà circolare: donne che senza conoscersi riescono a sostenersi a vicenda, entrambe caratterizzate da difficoltà». L’associazione Angela Serra sarà presente all’interno del carcere periodicamente con visite sulla prevenzione, incontri per la prevenzione primaria e fare in modo che questo momento di pausa possa servire alle donne per acquisire nozioni che serviranno nel corso della vita. «Faremo visite, incontri e se riusciamo è previsto anche un momento dedicato all’attività fisica per permettere a queste donne di avere anche uno stile di vita sano anche dopo il carcere», ha aggiunto Iannelli.