Caro carburanti, interrogazione di Gambino Conservatori e Riformisti Europei (ECR) - Le Cronache Attualità
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Caro carburanti, interrogazione di Gambino Conservatori e Riformisti Europei (ECR)

Caro carburanti, interrogazione di Gambino Conservatori e Riformisti Europei (ECR)

BRUXELLES – Il caro carburanti, l’aumento dei costi energetici e le conseguenze sulla competitività delle imprese europee approdano formalmente all’attenzione della Commissione europea. L’eurodeputato Alberico Gambino, del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), ha presentato un’interrogazione parlamentare con la quale sollecita un intervento straordinario dell’Unione europea per fronteggiare una crisi che rischia di compromettere la tenuta economica e sociale del continente. Al centro dell’iniziativa, la necessità di riconoscere la natura eccezionale dell’attuale scenario economico, caratterizzato da tensioni internazionali, instabilità dei mercati energetici e crescenti difficoltà per il settore dell’autotrasporto, le attività produttive e le famiglie. «L’Europa sta affrontando un’economia di guerra, ma continua a confrontarsi con regole e strumenti concepiti per i tempi di pace. Il caro carburanti sta mettendo in ginocchio gli autotrasportatori, soffocando le imprese e minacciando la stabilità dell’intero sistema produttivo europeo. Non siamo davanti a una difficoltà ordinaria, ma a un’emergenza che richiede decisioni altrettanto straordinarie», ha dichiarato Gambino. L’interrogazione parlamentare pone alla Commissione europea *tre questioni fondamentali*: la mobilitazione urgente di risorse finanziarie straordinarie per sostenere autotrasportatori, imprese e famiglie colpiti dai rincari; l’attivazione delle clausole di salvaguardia previste dal quadro europeo di governance economica, per consentire agli Stati membri maggiore flessibilità di bilancio; e l’adozione di misure immediate per garantire la continuità degli approvvigionamenti e difendere la competitività dell’economia europea. «Non è pensabile chiedere alle imprese di resistere a costi straordinari continuando a imporre risposte ordinarie. Occorrono risorse immediate, margini di intervento più ampi per gli Stati membri e una strategia europea capace di proteggere chi produce, chi trasporta e chi lavora», ha sottolineato l’eurodeputato. Particolare attenzione è rivolta al settore dell’autotrasporto, considerato un pilastro essenziale per il funzionamento del mercato unico europeo. L’aumento dei costi del carburante, infatti, non colpisce soltanto le imprese di trasporto, ma si ripercuote sull’intera catena economica, dalla produzione alla distribuzione, fino ai prezzi sostenuti dai consumatori. «Quando il trasporto delle merci diventa economicamente insostenibile, non è soltanto una categoria a essere in difficoltà: è l’intera economia europea a essere esposta al rischio di paralisi. Difendere gli autotrasportatori significa difendere le imprese, il commercio, l’occupazione e la continuità degli approvvigionamenti». Gambino insiste soprattutto sulla necessità di un cambio di approccio da parte delle istituzioni europee, affinché alla gravità della crisi corrispondano strumenti economici e finanziari proporzionati. «Non possiamo invocare la solidarietà europea soltanto nelle dichiarazioni di principio e poi lasciare che imprese e famiglie affrontino da sole le conseguenze della crisi. Se l’Europa pretende di essere una potenza economica e politica, deve dimostrare di saper intervenire quando il suo sistema produttivo è sotto pressione». L’eurodeputato ha quindi ribadito che la richiesta di maggiore flessibilità di bilancio rappresenta uno dei punti centrali dell’iniziativa parlamentare, insieme alla necessità di mobilitare risorse straordinarie per evitare che gli effetti dei rincari energetici compromettano ulteriormente la competitività europea.«Non si tratta di chiedere privilegi, ma di riconoscere la straordinarietà del momento storico che stiamo attraversando. La difesa del tessuto produttivo, del lavoro e della stabilità sociale deve diventare una priorità assoluta. Le regole devono consentire agli Stati di affrontare le emergenze, non trasformarsi in un ostacolo alla loro capacità di risposta». «Quando i camion si fermano, si ferma l’economia. E quando le imprese chiudono, l’Europa ha già perso. Non possiamo permettere che un continente intero paghi il prezzo dell’immobilismo. *Siamo in un’economia di guerra e non possiamo affrontarla con le regole dei tempi di pace.* È il momento che l’Europa lo comprenda e agisca di conseguenza», ha concluso Gambino.