Caporalato: un terzo delle aziende ispezionate ha lavoratori in nero - Le Cronache Ultimora
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Caporalato: un terzo delle aziende ispezionate ha lavoratori in nero

Caporalato: un terzo delle aziende ispezionate ha lavoratori in nero

La lotta al caporalato e allo sfruttamento della manodopera compie un decisivo passo in avanti in provincia di Salerno attraverso una convergenza strategica tra magistratura, prefettura, ispettorato del lavoro, forze di polizia, sindacati ed enti del terzo settore. È stato presentato ieri, presso il Palazzo del Governo, il nuovo sportello multilingue e multiculturale, una struttura finanziata con i fondi FAMI del Ministero dell’Interno e concepita in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Lo sportello non opererà soltanto come presidio informativo, ma come un punto di accesso sicuro e protetto per i lavoratori vulnerabili che, spesso a causa di barriere linguistiche e culturali, non conoscono i propri diritti o le procedure necessarie per denunciare gli abusi subiti. L’iniziativa risponde alla chiara volontà di rafforzare l’azione coordinata sul territorio, unendo prevenzione, vigilanza sul campo e capacità investigativa. La presenza congiunta dei Procuratori della Repubblica di Salerno, Nocera Inferiore e Vallo della Lucania sottolinea la gravità di un fenomeno che l’analisi degli ultimi dati ispettivi restituisce in tutta la sua complessità: in circa un terzo delle ispezioni svolte nell’ultimo triennio a livello provinciale sono stati riscontrati lavoratori in nero, a dimostrazione di un tasso di irregolarità ancora drammaticamente elevato. “Significa innanzitutto cercare di divulgare e diffondere le informazioni, perché molto spesso una delle difficoltà che si rinvengono in questa battaglia è proprio la mancanza di informazione da parte dei soggetti coinvolti in questo tipo di attività” ha dichiarato Angelica Saggese, assessore al lavoro e alla formazione della Regione Campania. “Quindi è un grande passo avanti che facciamo grazie all’Ispettorato nazionale del lavoro, attraverso uno sportello multilingue e multiculturale, superando la barriera della difficoltà di comunicazione e di comprensione. Se riusciamo ad attivare insieme, aggiungendo anche l’impegno della Regione Campania, una campagna informativa più puntuale, potremo incidere preventivamente sulla questione. Come amministrazione stiamo portando avanti il tavolo per la lotta al caporalato. Nell’ultima riunione abbiamo deciso che diventerà un tavolo itinerante e vogliamo fare una tappa anche a Salerno, perché c’è necessità di coinvolgere tutte le province, gli enti del terzo settore e tutti coloro che possono dare un contributo in questa impari lotta”. Il superamento dell’isolamento delle vittime e l’emersione degli illeciti, legati non solo a irregolarità contrattuali ma anche a gravi criticità abitative e logistiche, rappresentano i nodi centrali per la magistratura inquirente. “Nella lotta di contrasto al caporalato, l’aspetto più difficile è l’acquisizione della notizia di reato. Una volta acquisita, le indagini non presentano eccessiva difficoltà” ha spiegato Luigi Alberto Cannavale, procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore. “Questo sportello è un primo passo per cercare di ottenere più notizie di reato, ma è in atto con il prefetto e con la Regione la sottoscrizione di un protocollo, perché serve una convergenza sinergica di tutte le istituzioni. Nessuno può pensare di debellare un fenomeno così brutale e disumano senza una collaborazione istituzionale fra i vari enti interessati”. A fargli eco è Rocco Alfano, procuratore aggiunto e vicario presso la Procura di Salerno, che ha rimarcato l’importanza di strumenti in grado di incrinare la copertura del sommerso: “L’approccio in questa materia non può che essere globale: sia le autorità giudiziarie sia le autorità amministrative devono lavorare nella stessa direzione e sullo stesso fronte. Il primo problema, in particolare nell’ambito dell’immigrazione clandestina e del caporalato, è quello dell’emersione di un fenomeno che molto spesso è tenuto sotto copertura. Questo sportello, insieme ad altre iniziative, grazie all’approccio multilingue, è sicuramente un’occasione per favorire questa emersione, che poi aspetterà a noi approfondire con le tecniche investigative che conosciamo. Molto spesso sul nostro tavolo queste notizie non arrivano, quindi l’iniziativa è assolutamente lodevole perché avvicina il denunciante all’autorità giudiziaria”. L’attivazione della struttura consolida un modello che punta sulla tutela legale e sociale, come illustrato da Giovanni De Paulis, direttore interregionale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro: “Lo sportello multilingue nasce nell’ambito della collaborazione tra l’Ispettorato nazionale e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ed è uno strumento fondamentale per intercettare, assistere e seguire le potenziali vittime di sfruttamento lavorativo attraverso un servizio a loro dedicato nel momento in cui si rivolgono ai nostri uffici per denunciare. È uno strumento che ha dato risultati molto importanti perché la collaborazione con l’Oim avviene anche nel corso dell’attività di vigilanza e di controllo. Questa è un’attività di prevenzione che ci permette di conoscere i fenomeni attraverso l’intercettazione dei lavoratori con mediatori culturali che, conoscendo la lingua e le caratteristiche del territorio, riescono a far emergere le situazioni di sfruttamento. Ciò ci consente di attivare in tempi rapidi forme di tutela come i permessi di soggiorno per casi speciali, il famoso articolo 18-ter, ed eventualmente strumenti di sostegno del reddito per queste persone che entrano dentro reti criminali molto pericolose”. Il monitoraggio fa capo alla Prefettura, decisa a valorizzare anche le aziende virtuose tramite la Rete del lavoro agricolo di qualità e l’impiego di futuri strumenti innovativi come piattaforme digitali e un Osservatorio territoriale. “Stiamo portando avanti da più di un anno l’iniziativa del tavolo per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, a tutela e garanzia dei lavoratori che appartengono alle fasce più vulnerabili, deboli e fragili, tra cui sicuramente i lavoratori stranieri” ha precisato il prefetto di Salerno, Francesco Esposito. “Abbiamo costituito una task force che ci consente di intervenire in maniera congiunta con controlli mirati già in corso, avviando anche iniziative di informazione e formazione. In questo contesto si inserisce l’avvio di questo sportello multilingue, frutto di una collaborazione in un accordo quadro nazionale tra il Ministero del lavoro, l’Ispettorato del lavoro di Salerno e l’Oim, che garantisce da un lato l’ascolto dei lavoratori stranieri e dall’altro la possibilità di fare segnalazioni anche anonime. Questo dovrebbe garantire, come tutti ci auguriamo, l’emersione di un fenomeno che in parte rimane ancora sommerso. Questo vale su tutto il territorio nazionale, a maggior ragione in realtà complesse e critiche come la provincia di Salerno”. A margine del vertice, lo stesso Prefetto ha voluto rimarcare la duplice valenza della piaga, specificando che lo sfruttamento lavorativo rappresenta non solo una grave violazione dei diritti dei lavoratori, ma anche un danno per l’intero sistema economico e un’alterazione della concorrenza. Per contrastare tale fenomeno è necessario un approccio integrato che combini i controlli sul territorio con le attività di informazione e formazione e la valorizzazione delle imprese che rispettano le regole e adottano comportamenti virtuosi. La capillarità dello sfruttamento impone infine una vigilanza che superi i confini dei comparti tradizionali, estendendosi a tutto il tessuto produttivo locale. “Il caporalato è una piaga non solo nelle campagne; il Cilento ha una porzione importante di attività nell’agricoltura, ma il pericolo di sfruttamento riguarda anche il settore del turismo nella stagione estiva” ha concluso Francesco Rotondo, procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania. “Ben vengano iniziative come queste per cercare di mantenere sotto controllo e verificare il fenomeno”. er.no.