Bruno Mautone: "Destra e sinistra concetti superati, aderisco a Dsp" - Le Cronache Provincia

di Arturo Calabrese

Eletto sindaco nel 1995, Bruno Mautone è ancora oggi molto attivo nell’ambito della politica agropolese. Recentemente ha aderito al movimento di Marco Rizzo, diventando referente cittadino di Democrazia Sovrana e Popolare.

Come mai questa decisione?

“Non ha più senso parlare di categorie come destra e sinistra, in particolare di fronte a problematiche mondiali, compresi conflitti che rischiano veramente di incendiare tutto il globo, Italia compresa. Il modo più intelligente, più concreto, più attuale, più efficace per affrontare i problemi e per inquadrarli è quello di superare le antiche e obsolete categorie di destra o di sinistra. Per questo motivo ho scelto Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo. Condivido in pieno anche molte altre posizioni, come ad esempio quella sulla Russia. È un mercato di materie prime a buonissimo costo che potrebbe rilanciare l’economia italiana e favorire tutti i cittadini. Con gli attuali altissimi costi dell’energia vi è un continuo aumento dei prezzi che è deleterio per tutti e che rischia di far saltare il banco, poiché la benzina è carissima, l’energia per le industrie è carissima e il gas per il riscaldamento e l’uso domestico è arrivato alle stelle. Sono problemi non di tipo ideologico, non di tipo favoristico, ma reali e quindi avere un buon rapporto con la Russia, che nulla ci ha fatto, potrebbe comportare non solo un recupero ma addirittura un rilancio dell’economia”.

Piccola provocazione: le arance siciliane sono più buone di quelle del Sud America?

“Democrazia Sovrana e Popolare, e raccolgo la provocazione, è contraria all’accordo Ue-Mercosur, cioè al libero scambio con quella parte di mondo. È stato bocciato ma non del tutto scongiurato, tra l’altro. Non possiamo permetterci di far arrivare sui nostri mercati prodotti che seguono trattamenti sanitari diversi, con chissà quali pesticidi e anticrittogamici. Abbiamo produzioni di altissima qualità, come nell’esempio degli agrumi della Sicilia, e l’elenco è infinito. Non vedo perché rifornirci in zone del mondo così lontane e mettere in secondo piano la nostra frutta, la nostra verdura e i nostri trasformati”.

Referendum: Sì o No?

“Democrazia Sovrana e Popolare è per il Sì e questa è un’altra scelta coraggiosa di Marco Rizzo. Nonostante i tanti errori e i tanti orrori dei magistrati contro i cittadini, tra cui migliaia di ingiuste carcerazioni, vi è un’impunità totale dei magistrati, una sorta di scudo. È sbagliata anche la contrapposizione tra destra e sinistra, perché molte persone di sinistra voteranno Sì e viceversa. È assurdo politicizzare in chiave partitica questo referendum”.

Agropoli 2027?

“Valuto l’amministrazione Mutalipassi in chiaroscuro. Nel centrosinistra non vedo alternative credibili e ricordiamo che il sindaco vorrà ricandidarsi e ha tutti i titoli per formare le liste. Non vedo grande entusiasmo nei suoi confronti da parte di taluni consiglieri che hanno ritenuto, a poco più di un anno dalle elezioni, di formare un gruppo autonomo e indipendente, definendosi addirittura gruppo partitico. Mi auguro che, per il bene di Agropoli, vi siano altre candidature e magari si avrà la possibilità di scegliere”.

Lei è stato sindaco di questa città: quale l’obiettivo che ricorda con orgoglio?

“Orgoglio e rammarico. Con la mia amministrazione si consentì l’apertura dell’ospedale. Un’apertura che fu possibile ed è incontrovertibile: il presidente della Regione dell’epoca, Antonio Rastrelli, fece una promessa qui ad Agropoli, in un pubblico comizio in piazza. Disse che avrebbe stanziato i venti miliardi allora necessari. Dopo un paio di settimane quei soldi arrivarono davvero. Oggi, invece, diventa un rammarico. Con Roberto Fico presidente della Regione, che ritengo un emerito incapace, sarà molto complessa una riapertura, anche perché l’azionista di questo governo regionale è un certo Vincenzo De Luca che, al di là delle tante inaugurazioni, non ha mai veramente dedicato attenzioni e finanziamenti idonei per il nostro nosocomio”.