“Aumenta il tasso di disoccupazione, con la perdita, in ambito provinciale, di altri 8.000 posti di lavoro in 18 mesi; il monte ore annuo della cassa integrazione passa da 4 a 9 milioni; le procedure fallimentari registrano un incremento del 56%. La situazione insomma resta allarmante”. A dirlo il presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Eppure – aggiunge il presidente – opportunità e risorse disponibili esistono: dai 2,5 miliardi di fondi europei da spendere entro un anno, alle risorse per l’efficientamento energetico (900 milioni utilizzati per appena il 5%), per l’adeguamento e la messa a norma statica e impiantistica delle scuole e degli edifici pubblici, per il dissesto idrogeologico (78 milioni disponibili) e per la riqualificazione urbana. Tante opportunità che si scontrano con il vero nemico di questo paese, la vera e più gravosa tassa occulta: quella virtuale della burocrazia. In un contesto politico fatto di annunci e di promesse cui sistematicamente non seguono fatti, non sorprende la forte crescita della propensione all’export. Le imprese salernitane sono pronte ad investire altrove, laddove esistono concrete opportunità, e sono stufe di una politica tutta protesa agli annunci e al marketing. Nella sola provincia di Salerno si parla da oltre un trentennio di Aeroporto di Pontecagnano, di raccordo autostradale Salerno-Avellino, di Interporto, di viabilità di supporto alle infrastrutture. E’ tempo di fatti, di azioni concrete, di cantieri. Abbiamo già perso un anno della nuova programmazione comunitaria 2014-2020: l’auspicio è che si dia corso ad azioni incisive e concrete perché non si perdano ulteriori opportunità e risorse per il territorio”. Il docente di Economia politica all’ateneo salernitano, Paolo Coccorese, in merito all’Analisi Qualitativa su base semestrale delle dinamiche del settore edile in provincia di Salerno riferita al II semestre 2014 e al I semestre 2015, curata dal Centro Studi di Ance Salerno e presentata quest’oggi, ha evidenziato che “tutti gli indicatori restano in territorio negativo: il 75% delle imprese prevede per il prossimo semestre peggioramenti o stazionarietà”, nonostante un allentamento delle previsioni peggiorative (dal -42 al -16%). Secondo il professor Pasquale Persico. “Il Mezzogiorno sconta un evidente gap politico e culturale. Manca una soggettività politica e rappresentativa forte che consenta di cogliere le opportunità pure esistenti”.
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