“Nelle scorse settimane l’Unione Europea ha presentato un nuovo pacchetto di misure per aiutare il settore del riciclo della plastica, che oggi è in forte difficoltà. Secondo l’UE, la situazione è così grave da mettere a rischio gli obiettivi europei sul riciclo. Negli ultimi anni, infatti, il riciclo della plastica in Europa avrebbe subito diversi problemi: costi energetici molto alti, che rendono più costoso far funzionare gli impianti; prezzi bassi e instabili della plastica vergine, che spesso costa meno della plastica riciclata; e una domanda di plastica riciclata troppo veloce, spinta dalle norme UE: le aziende devono usare più plastica riciclata, ma il mercato europeo non riesce a produrne abbastanza. Tra il 2021 e il 2023 di fatto l’Europa avrebbe perso un milione di tonnellate di capacità di riciclo, perché molti impianti hanno chiuso o rallentato. Per risolvere questi problemi, dunque, la Commissione intende uniformare le regole in tutta la Ue, inserire nuove norme per il riciclo chimico, aumentare i controlli sulle importazioni e puntare su tecnologia e monitoraggio. L’auspicio è che il nuovo pacchetto UE sul riciclo della plastica risponda bene a una crisi profonda del settore, causata da costi elevati, concorrenza della plastica vergine e regole poco uniformi tra i Paesi europei. Le misure proposte puntano a: creare un vero mercato unico della plastica riciclata, migliorare qualità, tracciabilità e controlli, sostenere tecnologie come il riciclo chimico e proteggere il mercato europeo da importazioni poco trasparenti. Il successo dipenderà da come Stati membri, imprese e istituzioni riusciranno a trasformare queste misure in un equilibrio tra tutela ambientale e sostenibilità industriale”.
Così, in una nota stampa, il portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca, Carmela Tiso.







