Alfonso Raimo, da Eboli a Terni - Le Cronache Ultimora
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Alfonso Raimo, da Eboli a Terni

Alfonso Raimo, da Eboli a Terni

EBOLI – Ci sono storie che meritano di essere raccontate non soltanto per il traguardo raggiunto, ma anche per il cammino che le ha rese possibili. Quella di monsignor Alfonso Raimo, nuovo vescovo di Terni-Narni-Amelia, è una di queste. Nato a Calabritto il 2 luglio 1959, ma cresciuto a Eboli, ha mantenuto un legame profondo con la città nella quale ha mosso i primi passi della propria formazione umana e spirituale. La sua vocazione affonda le radici anche nell’esperienza di catechista presso la chiesa della Madonna delle Grazie, luogo che ha rappresentato una fucina di vocazioni e che, nel tempo, ha accompagnato il cammino di tanti giovani verso la fede e il servizio alla comunità. Sabato 24 ottobre, nella cattedrale di Santa Maria Assunta, a Terni, monsignor Raimo ha ufficialmente iniziato il suo ministero pastorale alla guida della diocesi umbra, dopo la nomina di Papa Leone XIV del 10 settembre scorso. Una celebrazione solenne, alla presenza del nunzio apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra, del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, di rappresentanti delle istituzioni civili e militari e di numerose autorità ecclesiastiche. Ma, tra i momenti più significativi della giornata, ce n’è stato uno capace di andare oltre il protocollo e la solennità del rito: la presenza della madre del nuovo vescovo, 101 anni, arrivata da Eboli insieme ad alcuni familiari per essere accanto al figlio in una giornata tanto importante. È stato lo stesso monsignor Raimo a ringraziarla pubblicamente al termine della celebrazione, suscitando la commozione dei presenti. Un’immagine semplice e potente, nella quale si ritrovano le radici familiari, gli affetti e la storia personale che accompagnano ogni grande percorso. Ordinato sacerdote il 18 marzo 1990, Raimo ha svolto il proprio ministero a Fisciano, nella parrocchia dei Santi Martino e Quirico a Lancusi, per poi tornare a Eboli, dove è stato parroco di Santa Maria del Carmine e Sant’Eustachio e successivamente di San Bartolomeo Apostolo. Accanto all’attività pastorale ha coltivato una forte vocazione missionaria, assumendo incarichi nella pastorale missionaria campana e nelle Pontificie Opere Missionarie, con esperienze in Africa, in particolare in Malawi, al servizio dei più deboli. Nel giugno 2020 è stato nominato vicario generale dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno; nell’aprile 2024 è arrivata la nomina a vescovo ausiliare, con il titolo di Termini Imerese, e il successivo 1° giugno ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella cattedrale di Salerno. Ora la nuova responsabilità pastorale in Umbria apre un altro capitolo della sua vita sacerdotale. Per Eboli, questo traguardo ha un significato particolare. Non si tratta soltanto di salutare un nuovo vescovo, ma di riconoscere il percorso di un uomo che ha vissuto parte importante della propria crescita nella comunità e che proprio da qui ha portato con sé esperienze, relazioni e valori. La sua storia ricorda quanto possano essere importanti i luoghi in cui una vocazione nasce e si consolida: le parrocchie, le persone incontrate, il servizio quotidiano e la disponibilità verso chi ha più bisogno. Oggi monsignor Alfonso Raimo è chiamato a guidare una nuova comunità diocesana, ma le sue radici ebolitane restano parte integrante della sua storia. E la presenza della madre, a 101 anni, nel giorno dell’insediamento restituisce a questo importante passaggio il volto più autentico dell’umanità: quello degli affetti che resistono al tempo e accompagnano, con discrezione e amore, anche i traguardi più lontani da casa. Eboli può guardare a questo percorso con legittimo orgoglio, riconoscendo in monsignor Raimo un uomo che, attraverso la fede, lo studio e il servizio, contribuisce a dare lustro alla città che lo ha visto crescere.

Marco Naponiello