Al Complesso San Michele di Salerno la mostra “Spazi Atemporali” - Le Cronache Spettacolo e Cultura
Spettacolo e Cultura Arte Storia Tradizioni Eventi

Al Complesso San Michele di Salerno la mostra “Spazi Atemporali”

Al Complesso San Michele di Salerno la mostra “Spazi Atemporali”

Giovedì 28 maggio, alle ore 18.30, presso il Complesso San Michele, si terranno la conferenza stampa e il vernissage della mostra “Spazi Atemporali”, dedicata all’opera del Maestro Bartolomeo Gatto. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Opificio Art, in collaborazione con la Fondazione Bartolomeo Gatto e con il sostegno della Fondazione Carisal. L’esposizione propone un ampio percorso dedicato alla produzione artistica di Bartolomeo Gatto, pittore e scultore tra le figure più significative del panorama contemporaneo nazionale, presentando anche alcune opere inedite realizzate nell’ultima fase della sua attività artistica. Un viaggio attraverso linguaggi, forme e visioni che restituisce al pubblico la profondità della ricerca espressiva dell’artista. La serata inaugurale si aprirà con i saluti istituzionali del Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino, del Direttore, Francesco Paolo Innamorato e del Presidente di Associazione culturale Opificio Art, Vincenzo Adinolfi. Seguiranno gli interventi della critica d’arte Gabriella Taddeo, della Dirigente del Liceo Artistico Sabatini-Menna, Renata Florimonte, e dell’architetto della Fondazione Bartolomeo Gatto, Carla Gatto. A moderare l’incontro sarà il giornalista e vicepresidente di Associazione culturale Opificio Art, Stefano Pignataro. Accanto al percorso espositivo principale, la mostra si arricchisce di una sezione speciale dedicata alle grandi opere scultoree in pietra realizzate da Bartolomeo Gatto e collocate in spazi pubblici del territorio salernitano. L’impossibilità di trasferire all’interno del Complesso San Michele alcune delle monumentali installazioni dell’artista, ha dato vita a un progetto curatoriale che crea un dialogo diretto tra la mostra e il territorio, attraverso un percorso fotografico capace di restituire il rapporto tra opera, paesaggio e comunità. Le immagini, realizzate dal fotografo Valentino Petrosino, presidente dell’Associazione Culturale LAB 147, offrono una rilettura visiva delle sculture di Bartolomeo Gatto, valorizzandone il dialogo tra materia, luce e spazio urbano. Attraverso la fotografia, le opere assumono una nuova dimensione narrativa ed emozionale, ampliandone la forza simbolica. Il percorso comprende le sculture “Abbraccio”, installata in Piazza del Carmine a Salerno; “Inseguendo la Pace”, collocata nel Giardino degli Aranci di Giffoni Valle Piana; “Verso il Futuro”, presente nella Villa Comunale di Coperchia, frazione di Pellezzano; e “Incontro”, custodita presso la sede della Fondazione Bartolomeo Gatto a Giovi. La sezione rappresenta un omaggio alla produzione monumentale dell’artista e, al tempo stesso, testimonia il profondo legame tra Bartolomeo Gatto e il territorio della provincia di Salerno, che nel tempo ha accolto e custodito molte delle sue opere pubbliche, trasformandole in autentici riferimenti culturali e identitari. Particolare rilievo assume inoltre il coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna, protagonisti di un percorso formativo dedicato alla conoscenza dell’artista e della sua eredità culturale. Nell’ambito delle attività promosse durante l’anno scolastico, la Fondazione Bartolomeo Gatto ha accolto gli studenti negli spazi che furono studio e luogo creativo del Maestro, offrendo loro un’esperienza immersiva di conoscenza e confronto diretto con l’universo artistico e umano della sua produzione. Gli studenti del corso di Audiovisivo hanno inoltre realizzato una video-intervista dedicata all’esperienza vissuta e al valore dell’arte come patrimonio condiviso, contribuendo con uno sguardo contemporaneo alla narrazione dell’opera di Bartolomeo Gatto. I lavori prodotti entreranno a far parte integrante della mostra, trasformando l’esposizione in uno spazio di dialogo tra memoria, territorio e nuove generazioni. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 29 maggio al 26 giugno 2026, dal lunedì al sabato, dalle ore 16.30 alle ore 20.00. BIOGRAFIA DELL’ARTISTA Bartolomeo Gatto nasce il 25 Agosto 1938 a Moio della Civitella, ma negli anni ‘50 lascia il suo luogo natio e si trasferisce a Roma dove ha intensi scambi con personalità importanti dell’arte. Lì ha frequentato la cerchia di grossi nomi dell’arte visiva, a Madrid conosce Salvador Dalì, mentre a Milano incontra Giorgio De Chirico che apprezza le sue opere per la loro “carica coloristica”. Negli anni ‘70 fonda il mensile “Il Cigno”. I suoi figli, la primogenita Carla e poi Davide, il secondogenito, diverranno per un certo periodo i modelli del suo “ciclo dei bimbi” a cui seguiranno i cicli delle pietre amanti. Innumerevoli i riconoscimenti e le esposizioni sia monografiche che collettive che hanno fatto conoscere la sua arte in Italia e nel mondo. Nel 1990 il Banco di Sardegna gli dedica il volume “Pietre Amanti” con la presentazione di Everardo Dalla Noce. Fra i premi più rilevanti ricordiamo: nel 1969 Bruxelles, Les Art in Europe, 1989 Milano, Ambrogino d’oro,1989 Bologna, Premio nazionale “Percorsi creativi e nuovi orizzonti”,1997 Salerno, Premio nazionale “Il Castelluccio”,2012 Capri – Premio Biagio Agnes.