Salvatore Memoli
Il tempo non passa inutilmente soprattutto non cancella la memoria di attività e uomini del passato. Certamente si può dire questo della Diocesi di Diano-Teggiano e della saggia decisione di ricordare una figura importante dell’episcopato italiano, il Vescovo Umberto Luciano Altomare che fu Pastore della Chiesa diocesana di Teggiano dal 22 agosto 1970 al 3 febbraio 1986. Chi ha avuto la possibilità di conoscerlo, può ricordare le sue qualità di uomo di profonda umanità, fondamentalmente socievole, vicino agli ultimi che la vita mette sempre in prima fila nella vita della Chiesa. Giunse a Teggiano dopo un trasferimento dalla vicino Muro Lucano dove era stato Vescovo dal 10 luglio 1962 al 10 luglio 1970, per espressa volontà del Papa Giovanni XXIII, lo stesso pontefice che gli disse” con il suo sorriso conquisterà le anime”. Anche il Papa Paolo VI aveva maturato un giudizio molto positivo sul Pastore di origine calabrese, infatti fu lui a trasferirlo alla sede di Diano Teggiano. Nato a Cellara il 12 dicembre 1914 da buona e onesta famiglia, conservo della stessa e dei luoghi i grandi insegnamenti della fede e della vita delle persone semplici. Il 3 febbraio di qualche giorno fa, la Diocesi di Teggiano- Policastro ed il suo Vescovo Antonio De Luca, hanno voluto ricordare nella Cattedrale di Teggiano, dove c’é la cattedra dei Vescovi della Diocesi, la figura e le opere del compianto Vescovo Umberto Luciano Altomare che ha lasciato tanto di sé in questa Chiesa locale e nell’unita Diocesi di Policastro di cui fu Pastore Amato e seguito dal 10 settembre 1980, di cui inizialmente fu Amministratore Diocesano “sede plena” e successivamente Vescovo, a seguito dell’unione delle due Diocesi “in persona episcopi”. A Teggiano, l’impegno del Vescovo ha consentito di gettare le basi del futuro della Diocesi. Con il suo profondo magistero e la sua instancabile pastorale, intessuti di profonda concretezza e fedele dottrina, la Diocesi ha raggiunto traguardi ambiti e significativi, soprattutto con preparati e buoni sacerdoti, di cui tre sono attualmente Vescovi a capo d’importanti Diocesi della Campania. Mons. Altomare come un padre premuroso e responsabile seguiva la formazione dei suoi sacerdoti,impegnando la Diocesi a sostenere i loro studi e le loro scelte. A lui piaceva avere sacerdoti preparati e colti. Nell’ordine il 15 luglio 1978 ordinò sacerdote don Angelo Spinillo che il 18 marzo 2000 fu eletto Vescovo destinato alla stessa Diocesi di Teggiano-Policastro dal Papa Giovanni Paolo II. Il 23 luglio 1978 ordinò sacerdote don Pasquale Cascio che il 27 ottobre 2012 fu eletto Arcivescovo di Sant’Angelo Lombardi dal Papa Benedetto XIV. Anche di Giuseppe Giudice, mons. Altomare si occupò della sua accoglienza in seminario e della formazione, purtroppo, a causa della sua morte, avvenuta il 3 febbraio 1986, don Giuseppe venne ordinato sacerdote il 27 settembre 1986 da Mons. Guerino Grimaldi. Il 24 marzo 2011 il Papa Benedetto XIV lo nominò Vescovo di Nocera-Sarno. Le nomine a Vescovo dei tre presbiteri della Chiesa di Teggiano non furono conosciute durante la sua vita da Mons. Altomare ma é certo che ne aveva predisposto le attività pastorali e certificato i meriti che apprezzava quotidianamente. Furono per tutti questi eventi un premio alla Diocesi che in precedenza non aveva mai assistito a tanta abbondanza di grazia. Non risultano nella biografia del vescovo Altomare molte sue attività quotidiane che sprigionavano tutta la sua umanità profonda nei rapporti con le persone tali da rendere il suo ministero episcopale una testimonianza speciale. Di lui ricordo la disponibilità e la premura con cui seguiva il recupero di un anziano e malato sacerdote sospeso nel ministero che noi giovani con il nostro parroco recuperammo e seguimmo fino agli ultimi giorni della sua vita. Veniva a trovarlo senza preavvisi e s’informava di tutti i suoi progressi. Ne sono ancora ammirato di tanta umanità. Con la gioventù ebbe un rapporto molto bello di ascolto e di dialogo, non era un grande oratore ma un testimone silenzioso ed incisivo. Girava la Diocesi di Teggiano e Policastro affrontando le criticità con animo sereno e con disponibilità a risolvere ogni problema. A tarda sera, dopo una intensa giornata di lavoro e di preghiera, si concedeva del tempo per un suo hobby particolare: la cura dei suoi numerosi canarini con i quali parlava e si estasiava ad ascoltarne il canto o a scoprire i piccoli appena nati. Ebbe come suo stretto collaboratore ed autista un indimenticabile cappuccino fra’ Gerardo che lo seguiva e lo accompagnava passo dopo passo. Portava a suo attivo l’essere stato parroco di un importante centro della Sila, San Giovanni in Fiore di cui seguì la trasformazione operosa in una comunità che si occupava di dare lavoro ed assistenza a tutte le persone. In quella comunità ebbe il tempo di studiare e dare alla stampe nel 1959 un suo saggio su ” L’Abate Gioacchino e San Giovanni in Fiore” edito dalla tipografia cosentina La provvidenza. Con forbita parola richiamava lunghe citazioni dei Cznti della Divina Commedia, adattando tanta cultura al quotidiano vivere. Fu amato dal suo clero e dai laici per le sue idee chiare e non nascoste sulla politica, a cui affidava il suo convincimento anticomunista, sostenendo un Impegno vivo per le fasce deboli della società e per gli immigrati del Vallo di Diano che andò ad incontrare negli Stati Uniti, alimentando il loro legame con i luoghi natii e diffondendo la devozione a San Cono. Ricordare questo Pastore unanimemente definito buono, sorridente, presente, accogliente é stato un momento importante per tutta la Diocesi di Teggiano e per quanti ( ancora tanti) conservano il suo ricordo ed apprezzano le eredità numerose di una guida episcopale che ha inciso profondamente su territori, persone ed istituzioni e soprattutto nella Diocesi che ne conserva e custodisce gelosamente i suoi ammaestramenti e i suoi copiosi frutti. Là, dove riposa, nella sua bella terra calabrese gli giungano immutati la memoria riverente e la preghiera di tanti suoi amici e fedeli, con la rinnovata stima che si deve ad un padre nella fede ed a un testimone del Vangelo, autentico ed incisivo, che ancora vive per molti.





