«Troppi incarichi dall’Autorità Portuale», Annunziata nel mirino dell’Anac - Le Cronache
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Salerno Attualità

«Troppi incarichi dall’Autorità Portuale», Annunziata nel mirino dell’Anac

«Troppi incarichi dall’Autorità Portuale», Annunziata nel mirino dell’Anac

Andrea Pellegrino

Troppi incarichi diretti all’Autorità Portuale di Salerno, l’Anac contesta il «metodo Annunziata». I fatti raccolti riguardano il periodo della presidenza affidata all’ex sottosegretario ai trasporti, prima, dunque, della fusione con Napoli e Castellammare e la nomina di un commissario. Centosessanta gli incarichi che sono stati affidati senza gara, soprattutto a studi tecnici e di ingegneria. Alcuni di questi sono finiti nel mirino dell’Anac di Raffaele Cantone: «L’analisi dei dati e delle informazioni acquisite hanno consentito di rilevare un uso piuttosto frequente dell’affidamento diretto, soprattutto per gli incarichi di servizi attinenti all’architettura e ingegneria (progettazione, sicurezza, collaudo) di importo inferiore a euro 40.000,00. Tuttavia, a fronte di numerosi affidamenti diretti prevalentemente di lavori e/o servizi di ingegneria (140 totali) si deve dare atto della sussistenza di una discreta rotazione degli operatori affidatari, anche se in taluni casi si sono registrati, come sopra riportato, affidamenti ripetuti ai medesimi soggetti. In ordine alla ricorrenza di tali affidamenti diretti, che l’Autorità Portuale e l’ex presidente incaricato temporalmente in relazione al periodo assunto come riferimento, hanno ritenuto di giustificare adducendo motivi di urgenza, si ritiene di poter confermare i profili di contestazione formulati». Tra gli incarichi contestati anche quelli alla Rcm costruzioni, l’impresa che sta realizzando anche il Crescent nell’area di Santa Teresa. «Si richiama – si legge nella delibera – la mancata corretta applicazione dei principi generali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 163/2006 in ragione soprattutto della carenza rilevata in sede di attività programmatoria e comunque di pianificazione degli interventi da eseguire, quale corollario per una corretta azione amministrativa, che avrebbe potuto evitare il ricorrere dell’esigenza di procedere ripetutamente ad affidamenti in via d’urgenza». Dall’Anac, dunque, tre contestazioni: mancata programmazione degli interventi, l’uso della chiamata diretta e la non corretta effettuazione della stima del valore globale dei lavori e/o servizi da affidare.