di Erika Noschese
«Simone veniva da Salerno, la sua passione era anche il mare, la subacquea, la sua Salerno, la sua Chiara». Sono le parole con cui il ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto ricordare il sergente Simone Ruggia, il militare salernitano di 37 anni morto il 29 ottobre nello schianto dell’elicottero italiano impegnato nella missione internazionale Eufor Althea, in Bosnia-Erzegovina. Un ricordo personale, quello del ministro, che ha restituito il volto umano di un giovane profondamente legato alla propria città, ai suoi affetti e a una professione scelta con passione. Il Tricolore ad avvolgere il feretro, l’omaggio dei commilitoni e il dolore di una città che piange uno dei suoi figli. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, si sono svolti i funerali solenni delle quattro vittime della tragedia. Accanto a Ruggia, originario del quartiere Pastena e in servizio a Viterbo, hanno perso la vita il sergente Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, questi ultimi appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Alla cerimonia hanno partecipato le massime cariche dello Stato: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Presenti anche numerosi esponenti del Governo, rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche. A rendere omaggio al militare salernitano e alle altre vittime anche il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, presente nella Capitale per partecipare alle esequie e testimoniare la propria vicinanza alla famiglia. A rappresentare il Comune di Salerno è stato invece il vicesindaco Nino Savastano, intervenuto in occasione dei funerali di Stato. Un’atmosfera di profonda commozione ha accompagnato l’ingresso dei quattro feretri, avvolti nel Tricolore e portati a spalla dai commilitoni, accolti dal picchetto d’onore. Sull’altare, accanto alle bare, le fotografie sorridenti dei quattro militari, simbolo di vite spezzate mentre erano impegnati al servizio del Paese. «Oggi la Repubblica è qui. Lo Stato è qui, unito, senza divisioni, per rendere omaggio ai nostri quattro fratelli», ha dichiarato Crosetto al termine della celebrazione, sottolineando il valore del sacrificio dei militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Il ministro ha voluto ricordare personalmente ciascuna delle vittime, raccontandone passioni, sogni e legami familiari. Per Simone Ruggia ha richiamato l’amore per Salerno, per il mare e per la compagna Chiara, alla quale era profondamente legato. Quattro storie differenti, accomunate dalla stessa scelta di vita: servire il proprio Paese. «Loro sono l’Italia migliore», ha ribadito il titolare della Difesa, rivolgendosi poi ai familiari delle vittime. «Per voi erano i bambini che avete tenuto in braccio, i ragazzi che avete visto correre, che vi hanno dato orgoglio, che avete visto crescere. Ma sono anche altro ed è il motivo per cui siamo qua oggi». Durante l’omelia, monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia, ha definito i quattro caduti «seminatori di germogli di pace», ricordando il loro impegno a favore delle popolazioni più fragili e il valore della dedizione al servizio. «Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il servizio è anticipazione del Paradiso, vera sapienza», ha sottolineato il presule, evidenziando come l’attività dei militari nelle missioni internazionali rappresenti anche uno strumento di solidarietà, assistenza e tutela della pace. Nel suo intervento Crosetto ha inoltre annunciato che in Bosnia-Erzegovina sarà realizzato un monumento in memoria dei quattro militari italiani. Una decisione condivisa dalle autorità locali, che hanno voluto rendere omaggio alle vittime della tragedia, superando anche le divisioni che storicamente caratterizzano quel territorio. Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha accompagnato l’uscita dei feretri dalla Basilica. Il ministro della Difesa si è avvicinato ai familiari, stringendoli in un abbraccio, mentre i commilitoni hanno rinnovato la promessa di custodire il ricordo dei quattro caduti. Intanto, anche Salerno ha voluto rendere omaggio al sergente Ruggia. Il sindaco Vincenzo De Luca ha proclamato il lutto cittadino, disponendo l’esposizione delle bandiere a mezz’asta a Palazzo di Città e negli edifici pubblici comunali. Un segno di cordoglio e vicinanza alla famiglia del militare, cresciuto nel quartiere Pastena prima di trasferirsi per intraprendere la carriera nell’Aviazione dell’Esercito. Proseguono, nel frattempo, le indagini per ricostruire le cause dell’incidente. La Procura di Roma ha acquisito la scatola nera dell’elicottero, che sarà sottoposta agli accertamenti necessari per chiarire la dinamica dello schianto. Resta il dolore per quattro vite spezzate e il ricordo di uomini e donne che avevano scelto di mettere le proprie competenze al servizio degli altri. Per Salerno, soprattutto, resta il volto di Simone, il ragazzo di Pastena che amava il mare, la propria città e la sua Chiara. Un giovane militare al quale l’Italia intera ha reso l’ultimo saluto.








