EBOLI – Si accende il dibattito sulla possibile introduzione di nuovi parcheggi a pagamento nell’area dell’ospedale di Eboli. Due distinte prese di posizione, provenienti da Movimento 5 Stelle, Europa Verde e Rifondazione comunista, da una parte, ed Eboli Popolare dall’altra, convergono sulla necessità di tutelare cittadini, pazienti e famiglie da una scelta che rischia di trasformare la sosta nei pressi di una struttura sanitaria in un ulteriore aggravio economico. Al centro della vicenda vi è l’ipotesi, emersa sulla stampa, di trasferire circa 70 stalli blu da Pezza Paciana all’area di via Falcone, lungo la salita che conduce al presidio ospedaliero. Una soluzione che, secondo le forze politiche intervenute, potrebbe essere collegata ai minori ricavi registrati nelle aree di parcheggio attualmente meno frequentate e che solleva interrogativi tanto sul piano amministrativo quanto su quello della mobilità. Nadia Lettera per Europa Verde, Erasmo Venosi per il Movimento 5 Stelle e Maria Rosaria Ciao per Rifondazione comunista chiedono al Commissario straordinario e agli uffici comunali di fare piena luce sulla vicenda. In particolare, sollecitano la pubblicazione della richiesta eventualmente presentata dalla società concessionaria e degli atti istruttori, oltre alla verifica della convenzione, della procedura di affidamento e del piano economico-finanziario. Secondo i firmatari, un eventuale riequilibrio della concessione non può essere considerato automatico, ma deve fondarsi su presupposti contrattuali e amministrativi verificati, nel rispetto dell’interesse pubblico. La richiesta è dunque quella di non assumere decisioni definitive senza un’adeguata istruttoria e senza un confronto pubblico. Sulla stessa linea critica si colloca Eboli Popolare, che giudica l’operazione una scelta miope e prevalentemente contabile. Il movimento individua due obiettivi alla base dell’ipotesi: recuperare entrate attraverso la ricollocazione degli stalli rimasti improduttivi e tentare di regolamentare il traffico mattutino diretto all’ospedale. Una strategia che, secondo Eboli Popolare, rischierebbe di mancare entrambi i bersagli. Chi si reca in ospedale, infatti, lo fa per visite, terapie, urgenze o per assistere un familiare ricoverato: esigenze difficilmente rinviabili che il pagamento della sosta non può scoraggiare, ma soltanto rendere più onerose. Da qui la definizione di una vera e propria «tassa sul bisogno», destinata a gravare soprattutto sulle persone fragili e sulle famiglie. Eboli Popolare propone quindi un diverso modello organizzativo: vietare la sosta lungo l’intera salita dell’ospedale, così da mantenere libera la carreggiata e agevolare il transito dei mezzi di soccorso, e istituire una navetta frequente tra il presidio sanitario e un’area di parcheggio d’interscambio, con tariffe simboliche o accesso gratuito per i pazienti. Per finanziare gli interventi vengono suggerite anche sponsorizzazioni private e l’utilizzo di una quota dei proventi dei parcheggi cittadini per migliorare la mobilità sanitaria. Due posizioni distinte, dunque, ma unite dalla richiesta di rimettere al centro le esigenze della collettività. La questione ora chiama in causa il Commissario straordinario e gli uffici comunali, ai quali viene chiesto di chiarire lo stato dell’iter e valutare attentamente le conseguenze della misura. Il nodo non riguarda soltanto l’organizzazione della sosta, ma il rapporto tra sostenibilità economica, sicurezza stradale e diritto dei cittadini ad accedere alle cure senza ulteriori difficoltà. La partita dei parcheggi resta aperta: per le forze che contestano l’operazione, davanti all’ospedale la priorità deve essere il servizio alle persone, non la ricerca di nuove entrate. Marco Naponiello






