È fissata al 16 novembre prossimo la chiusura del punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri, nel Salernitano. L’Asl SALERNO ha formalizzato la cessazione dell’attività in attuazione delle disposizioni regionali e della sentenza del Tar del 21 settembre scorso. Intanto, i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, che sono i comuni campani coinvolti nelle prossime chiusure dei punti nascita degli ospedali di riferimento territoriale, hanno scritto al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo un incontro urgente, deroghe motivate e un differimento della dismissione. Nella lettera, firmata da Antonio Gentile, Lorenzo Di Iorio e Vittorio Civitillo, si propone un tavolo tecnico con Regione, Asl e 118 per verificare le condizioni di assistenza, i tempi di percorrenza verso gli ospedali alternativi, la disponibilità di personale e posti letto e l’effettiva operatività del trasporto materno assistito. I sindaci richiamano inoltre il riconoscimento dei territori come aree disagiate e l’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario. Alla base della chiusura vi è il mancato raggiungimento dei volumi di attività previsti per i punti nascita, con una soglia nazionale di riferimento di almeno 500 parti annui. La mobilitazione nel Golfo di Policastro riguarda soprattutto le distanze dagli altri presidi e le difficoltà di collegamento. All’Immacolata resteranno attivi i servizi ginecologici e ostetrici ambulatoriali, la diagnostica prenatale e una guardia attiva 24 ore su 24, con un ginecologo e un’ostetrica, per le emergenze non differibili. I trasferimenti saranno indirizzati verso Vallo della Lucania o altre strutture adeguate. Sul fronte della mobilitazione, Antonio Criscuolo, coordinatore regionale di Italia Domani – Marco Rizzo, Ada Orsatti, presidente di Aila Ets Aps, e Amedeo Auriemma, responsabile del dipartimento Sanità dell’organizzazione per la provincia di SALERNO, annunciano per oggi una richiesta d’incontro al prefetto di SALERNO per sottoporre alle istituzioni le criticità e individuare soluzioni che evitino la chiusura. “Il punto nascita dell’Immacolata deve restare aperto”, affermano, sottolineando che la sicurezza delle madri e dei neonati non può essere valutata soltanto sulla base dei parametri numerici, senza considerare le caratteristiche del territorio e l’accessibilità delle cure. Orsatti richiama in particolare le difficoltà delle donne con disabilità e delle gestanti fragili. “Dire a una donna del Golfo di Policastro di mettersi in macchina per 80 chilometri per partorire non è sicurezza, è abbandono”, dichiara. “La sicurezza non si garantisce chiudendo, ma investendo. Il Golfo di Policastro non chiede privilegi, chiede equità”. Le popolazioni del territorio hanno invitato i sindaci del Distretto sanitario 71 Sapri-Camerota, qualora la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente, a consegnare le fasce tricolori al prefetto come gesto di protesta istituzionale. (






