A Cetara nuova tappa della cardioprotezione - Le Cronache Provincia
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A Cetara nuova tappa della cardioprotezione

A Cetara nuova tappa della cardioprotezione

Dopo la riuscitissima Passeggiata della Salute, svoltasi una settimana fa a Salerno con il coinvolgimento di Associazioni, strutture mediche di avanguardia e una folta rappresentanza dei cittadini interessati alla prevenzione, l’Associazione Grazie di Cuore fondata e presieduta dal cardiologo Carmine Landi, da anni pioniera della prevenzione e della cardioprotezione in provincia di Salerno, ha già ripreso la sua intensa attività su più fronti, in questi giorni in cui si è appena celebrata la Giornata del cuore. È già in programma una intensa giornata in Costiera amalfitana di sensibilizzazione per prevenire l’arresto cardiaco e diffondere nella popolazione la cultura della cardioprotezione. L’iniziativa, denominata “Cetara cardioprotetta”, intende diffondere nella cittadinanza la conoscenza delle manovre salvavita, provvedendo a formare i volontari per l’utilizzo del defibrillatore, manovra essenziale per un tempestivo intervento salvavita. Dovrebbe essere presente la dottoressa Daniela Aschieri, direttore scientifico del Progetto Vita Italia 2026, una delle più importanti e qualificate realtà nazionali per le strategie finalizzate a limitare al massimo i rischi di fronte a fulminanti e talvolta imprevedibili malattie acute del cuore. Il Progetto Vita, al quale aderisce con convinzione l’Associazione Grazie di Cuore, intende sviluppare una rete nazionale sulla cultura della cardioprotezione e della defibrillazione veloce. «In una riunione che terremo a Cetara giovedì prossimo – spiega il cardiologo Carmine Landi – proporrò al sindaco e all’assessore D’Emma tale protocollo, che potrà costituire per Cetara e l’intera Costiera un discorso pilota esportabile anche in altri Comuni del territorio. Perciò, la giornata che tenteremo di organizzare al più presto a Cetara – spiega ancora Landi – può essere, nella nostra strategia, un punto di partenza per creare una rete tra Comune, cittadini, associazioni, scuole, attività commerciali, strutture turistiche e di volontariato affinché Cetara possa diventare una comunità sempre più preparata ad affrontare l’emergenza cardiaca». Il motto dell’Associazione Grazie di Cuore è semplice ma emblematico nel suo valore prospettico: «Un defibrillatore può salvare una vita – Una comunità preparata può fare la differenza». Una battaglia, questa della prevenzione, che è iniziata qualche decennio fa e si è articolata in centinaia di attività, talvolta promosse nel silenzio e nell’indifferenza degli enti e delle istituzioni pubbliche. Proprio a causa della superficialità istituizionale, uno spinoso problema strettamente legato alla prevenzione e ai diritti negati dei cittadini, l’Associazione Grazie di Cuore continua con la sua attività di stimolo nei confronti dei responsabili della sanità pubblica. «Le recenti dichiarazioni del direttore generale del Ruggi Nicola Cantone – insiste Landi – impongono una riflessione sul funzionamento dei controlli e sulle responsabilità di chi, negli anni, era chiamato a vigilare sulle procedure e sugli incarichi. È necessario capire quali controlli siano stati effettuati, da chi e con quali esiti, soprattutto quando nel tempo sono state sollevate, da noi e non solo, criticità preoccupanti che non sono state prese in considerazione». Uno dei punti nevralgici è costituito dalla possibile riorganizzazione della Cardiologia del presidio Fucito di Mercato San Severino con una sua eventuale trasformazione o riconversione verso attività riabilitative. «Il Fucito svolge un ruolo importante per il territorio e per la rete dell’emergenza. Una eventuale riduzione delle funzioni cardiologiche – spiega Landi – potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’assistenza ai cittadini, soprattutto considerando la presenza del Pronto Soccorso e la necessità di garantire una risposta tempestiva alle emergenze cardiovascolari». Da qui la domanda dell’Associazione Grazie di Cuore: vi sarà questa riorganizzazione? E se vi sarà quali servizi saranno garantiti? E, ancora, quali saranno le garanzie offerte ai cittadini (un’utenza di parecchie decine di migliaia di potenziali assistiti)? Si attendono risposte tempestive e chiare dal dg Nicola Cantone.