Il libro “Aldo Moro, le idee e il metodo” di Tino Iannuzzi e Alberto Losacco non può essere presentato nell’aula consiliare del comune di Eboli. Il no è dell’attuale commissario prefettizio Gaetano Tufariello. Lo ha comunicato al segretario genarle del Comune che aveva ricevuto una richiesta del club Lion’s di Eboli per ospitare la presentazione in un luogo istituzionale. Non c’è stato nulla da fare. Il no di Tufariello è stato irremovibile tanto che gli organizzatori hanno dovuto rinunziare all’aula consiliare per trovare accoglienza e rifugio nell’hotel Grazia per venerdì prossimo, 29 ottobre alle ore 17,30. Il rifiuto dell’aula consiliare sarebbe dettato dl fatto che esseno quello di Aldo Moro un messaggio politico è del tutto inopportuno, secondo lui, presentarlo nell’aula consiliare di una città prossima al voto amministrativo. Probabilmente per tutelare la verginità istituzionale del luogo (la sala è intitolata ad un grande sindaco della città Isaia Bonavoglia) da venti anni a questa parte sfregiata dal trasformismo e dall’impolitica. Ma il rifiuto risederebbe anche nel caos istituzionale procurato dai giorni della protesta contro gli striscioni del tutto estranei all’attività istituzionale e quindi abusivi e fatti rimuovere. Tranne che sia subentrato, dopo le proteste, un sì alla defissione e un mezzo no alla rimozione. Tant’è che il commissario prefettizio sarebbe rimasto stupito e incredulo di fronte alla striscione da rimuovere “cessate il fuoco”, affisso dai propal, come se avesse contenuto il drammatico invito a i criminali brigatisti protagonisti dell’assalto ad Aldo Moro e alla sua scorta nell’inferno di fuoco di quel 19 marzo 1978. Il libro di Tino Iannuzzi e Alberto Losacco è stato presentato un mese fa a Roma all’istituto Luigi Sturzo dall’ex presidente della Camera dei Deputati Pierferdinando Casini e dall’ex ministro della cultura Dario Franceschini. Il libro, con la prefazione di Elly Schlein, ha coinciso con la pubblicazione dell’Edizione nazionale dell Opere di Aldo Moro illustrata a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alla Camera dei deputati si, nell’aula consiliare di Eboli no perché il messaggio è di Aldo Moro avrebbe potuto significare una iniziativa elettorale, in tempo di commissariamento. Neppure a far credere al commissario prefettizio che proprio ad Eboli si ricorda la scorta trucidata in via Fani, con una strada intitolata presso la caserma dei Carabinieri, ma non c’è una piazza o una strada che ricordi Aldo Moro. Segno della scienza localista della toponomastica che per evitare differenziazione trovò due traverse parallele, per non dispiacere nessuno, da intitolare ad Alcide De Gasperi e a Lenin, con buona pace dei russofili ante-litteram della città che tentarono di paragonare il leader del comunismo ad uno statista che aveva ricostruito l’anima e i corpi del Paese distrutto. Aldo Moro no. Ma il ricordo di una strada per il lattaio del quartiere sì. È il paese che regge momentaneamente il commissario prefettizio Gaetano Tufariello travolto dalla contestazione dei propal e inseguito dal messaggio di Aldo Moro, sospettato di anticipare i comizi elettorali. E quest’è. Intanto, nelle ultime ore è stato deciso da un gruppo di cittadini che vuole ospitare a Eboli il cardinale Pierluigi Pizzaballa, “ambasciatore” del Papa nella Guerra Santa dopo essere stato custode della Terra Santa, di evitare problemi diplomatici ad Eboli al commissario prefettizio Tufariello. Così hanno rivolto la richiesta di ospitare il cardinale Pizzaballa nella sala conferenze della Tenuta Vannulo a Capaccio Scalo.







