De Luca e Renzi scuotono la Leopolda sulla sicurezza - Le Cronache Attualità
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De Luca e Renzi scuotono la Leopolda sulla sicurezza

De Luca e Renzi scuotono la Leopolda sulla sicurezza

di Erika Noschese

“Disse Epitteto, uno dei miei ispiratori: ‘Τίς εἶναι θέλεις, σαυτῷ πρῶτον εἰπέ· εἶθ᾿ οὕτως ποίει ἃ ποιεῖς’. Dì a te stesso in primo luogo chi vuoi essere, poi fa’ tutto di conseguenza. Nella vostra vita, prima o poi, vi troverete di fronte a un bivio e dovrete decidere se essere donne e uomini liberi o essere servi. Nessuno di voi sarà chiamato a compiere atti di eroismo, ma sarete chiamati tutti a decidere se difendere la vostra dignità e la vostra libertà”. Con questa solenne citazione in greco antico e la relativa traduzione, rivolta direttamente alla folla di giovani che affollava la sala, si è concluso l’intervento di Vincenzo De Luca alla Stazione Leopolda di Firenze. Nella giornata di ieri si è aperta ufficialmente la quattordicesima edizione della manifestazione politica fondata da Matteo Renzi. Sul palco, allestito con un’installazione che richiama l’imbarcazione di Ulisse e il mito del viaggio verso Itaca, il primo confronto di rilievo ha visto protagonisti proprio il leader di Italia Viva e il presidente della Regione Campania. Un dibattito dal titolo evocativo, “Il Kraken e lo Sceriffo”, che ha toccato i nodi centrali del dibattito politico nazionale, con un focus prioritario sul tema della sicurezza e sulle prospettive dell’opposizione. L’inizio del dibattito ha visto De Luca ironizzare sulle polemiche emerse alla vigilia per la sua presenza alla kermesse fiorentina. “Ringrazio per l’accoglienza e per l’invito, anche se devo dire che questo invito mi ha rovinato” ha esordito il governatore. “Me ne stavo tranquillo nel mio letto di dolore nella nobile città di Salerno, ma l’invito mi è stato formulato da Maria Elena Boschi e mi pareva davvero scortese dire di no per l’ennesima volta. Ho visto che molti si sono scalmanati per la mia presenza. Io sono venuto qui semplicemente per esprimere qualche opinione, visto che ci sono tanti giovani, e per dire quello che penso sulla situazione del Paese e su alcune cose che mi preoccupano, a partire dalla prospettiva complessa che si apre per i ragazzi del Mezzogiorno”. Entrando nel merito politico, De Luca ha rivolto una dura critica alla gestione attuale dell’opposizione e in particolare al Partito Democratico. “Per quello che non ha fatto il governo nazionale, che anche sulla sicurezza non ha realizzato nulla, l’opposizione oggi dovrebbe stare al 65% dei consensi” ha incalzato il presidente della Campania. “Come è possibile che, dopo quattro anni dal rinnovo della segreteria, il Partito Democratico sia ancora inchiodato tra il 19% e il 21% e non si riesca a mettere in campo una capacità espansiva adatta ad aggregare aree di consenso importanti?”. Secondo De Luca, uno dei limiti strutturali del centrosinistra risiede nella riluttanza nell’affrontare argomenti considerati tradizionalmente appannaggio della destra. “Ci sono temi storicamente estranei alla cultura del centrosinistra e uno di questi è proprio la sicurezza” ha spiegato dal palco. “L’imbarazzo con cui si affronta questo argomento è sconvolgente. La sicurezza non è un valore scontato per tutti; oggi ha lo stesso valore unificante e decisivo che nei decenni passati ha avuto il lavoro. Il bisogno di sicurezza è un bisogno primario che riguarda la vita reale delle persone. La sicurezza serve alla povera gente, a chi vive la propria dimensione sociale nei quartieri popolari e non in quelli benestanti”. Il governatore ha ripercorso la propria esperienza amministrativa per illustrare la necessità di interventi concreti contro la microcriminalità e il degrado urbano, citando la lotta ai parcheggiatori abusivi e le carenze legislative. “Il processo di civilizzazione umana consiste nel superamento dello stato di natura, dove prevale la violenza, per far prevalere la legge della coscienza. In cambio, i cittadini chiedono ai poteri pubblici la sicurezza, cioè il diritto di non vivere più in una condizione di sopraffazione. Chi governa deve dare risposte per l’oggi, non per l’eternità. Se sei una forza di governo devi garantire la serenità di vita adesso, altrimenti si fa solo demagogia o pura testimonianza”. La palla è stata quindi raccolta da Matteo Renzi, che ha sottolineato il valore strategico della figura di De Luca all’interno del panorama politico del centrosinistra. “Enzo ha un caratterino, però è una figura che serve eccome al centrosinistra” ha affermato il senatore di Italia Viva. “Quando ci sarà la campagna elettorale, io voglio vedere un confronto aperto e serrato sulla sicurezza tra De Luca, Matteo Salvini o il ministro Matteo Piantedosi. Vorrei che Enzo fosse in prima fila per dimostrare con i fatti che sulla sicurezza la destra ha raccontato soltanto storie non vere”. Nel corso del suo intervento, il leader di Italia Viva ha dedicato spazio anche alle dinamiche interne al cosiddetto campo largo e ai rapporti con la segretaria del Pd, Elly Schlein, impegnata nel confronto con il Movimento 5 Stelle. “Credo che Elly Schlein abbia detto una cosa naturale e di profondo buonsenso quando ha ricordato le proporzioni elettorali all’interno della coalizione” ha commentato Renzi. “Il Pd ha un peso maggiore rispetto alle altre forze ed è giusto che questo venga riconosciuto. Le sue dichiarazioni sono state accompagnate da un gesto di generosità nel momento in cui si è detta comunque disponibile ad affrontare le primarie”. In merito alle ipotetiche foto di gruppo della coalizione e ai veti incrociati posti da Giuseppe Conte, l’ex premier ha risposto con una battuta: “Una fotografia insieme a Bonelli, Conte e Fratoianni non rientra propriamente nei miei sogni segreti. Per quanto ci riguarda, a quel tavolo delle trattative andrà Maria Elena Boschi, che tra l’altro in foto viene decisamente meglio di me”. L’intervento di De Luca si è avviato alla conclusione con una riflessione sul senso profondo dell’impegno politico e sull’esercizio del potere, richiamando un testo di Ignazio Silone. “Nel libro ‘L’avventura di un povero cristiano’ si mette in scena il dialogo tra Celestino V e Bonifacio VIII sul tema del potere” ha ricordato il governatore. “Bonifacio sosteneva che il potere non può rinunciare alla finzione e al mito per governare le masse, mentre Celestino rappresentava la linea di chi non considera il Vangelo un modo di dire, ma un modo di vivere. La politica priva di valori, di coerenza e di idealità non vale nulla. Stiamo abituando le giovani generazioni a guardare altrove e a preoccuparsi solo della successiva campagna elettorale. La militanza autentica sembra non esistere più, ma il potere che nasce senza ideali non serve a cambiare la società”.