Capaccio, il comandante Rinaldi va a processo - Le Cronache Provincia
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Capaccio, il comandante Rinaldi va a processo

Capaccio, il comandante Rinaldi va a processo

di Erika Noschese

È stato rinviato a giudizio Antonio Rinaldi, dirigente del Settore Tributi del Comune di Capaccio Paestum, già comandante della Polizia Municipale di Agropoli e attualmente alla guida del comando di Capaccio Paestum, accusato di omissione di atti d’ufficio. La decisione è stata assunta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Giovanna Pacifico, al termine dell’udienza preliminare dello scorso 16 settembre. Il procedimento nasce da una vicenda relativa ai rapporti tra il Settore Tributi e la Polizia Municipale e, in particolare, all’accesso a un portale di Poste Italiane utilizzato per le attività connesse alla gestione delle sanzioni al Codice della strada. Secondo quanto contestato dalla Procura, Rinaldi, «in più occasioni e in esecuzione di un medesimo disegno», avrebbe omesso di dare seguito a una richiesta avanzata dall’allora comandante della Polizia Municipale, il tenente colonnello Clelia Marianna Saviano. La richiesta, trasmessa il 22 luglio 2025, aveva ad oggetto il cambio dell’amministratore e l’ottenimento delle credenziali di accesso al portale BP/L di Poste Italiane, ritenute necessarie per consentire alla Polizia Municipale di svolgere le proprie funzioni in relazione all’accertamento delle sanzioni per violazioni del Codice della strada. Sempre secondo l’imputazione, il dirigente non avrebbe provveduto alla richiesta né avrebbe esposto le ragioni di un eventuale rifiuto, rimanendo inerte anche a fronte dei successivi solleciti inviati il 13 agosto, il 21 agosto e il 13 settembre 2025. La condotta contestata avrebbe così determinato, secondo l’accusa, un grave ritardo nell’azione amministrativa della Polizia Municipale. La vicenda vede come persone offese il Comune di Capaccio Paestum e l’ex comandante Saviano. Quest’ultima si è costituita parte civile nel procedimento ed è rappresentata e difesa dall’avvocato Giulio Cesare Valiante, del Foro di Vallo della Lucania. Rinaldi è invece difeso dagli avvocati Serena Landi e Michele Capano, entrambi del Foro di Salerno. Al termine dell’udienza preliminare, il gup Pacifico ha ritenuto che non ricorressero le condizioni per pronunciare una sentenza di non luogo a procedere. Nel provvedimento di rinvio a giudizio, il giudice rileva infatti che dagli atti del fascicolo del pubblico ministero, e in particolare dalle fonti di prova indicate nella richiesta di rinvio a giudizio, emergerebbero «elementi idonei per formulare una ragionevole previsione di condanna». La valutazione è riferita alla fase dell’udienza preliminare e non costituisce una dichiarazione di responsabilità penale, che dovrà essere accertata nel successivo dibattimento. Il processo si aprirà il 20 novembre 2026 alle ore 9 davanti al Tribunale di Salerno, in composizione collegiale, primo Collegio della prima sezione penale, presso la Cittadella giudiziaria. Sarà dunque il dibattimento a dover ricostruire i fatti, verificare le responsabilità contestate e valutare le ragioni alla base della mancata risposta alle richieste formulate dalla Polizia Municipale.