Processo piazza della Libertà, prescrizione per 25 imputati - Le Cronache Cronaca
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Processo piazza della Libertà, prescrizione per 25 imputati

Processo piazza della Libertà, prescrizione per 25 imputati

Salerno. Finisce con un nulla di fatto per 25 imputati il processo sulla variante da 8 milioni di euro per piazza Libertà a Salerno. Solo Gerardo Calabrese, assessore dell’epoca, ha rinunciato al beneficio. Tra gli imputati l’attuale sindaco di Salerno Vincenzo De Luca finito a giudizio per presunto falso in atto pubblico commesso da primo cittadino. Il dibattimento è iniziato a giugno 2017 ed ha subito non poche battute d’arresto, a parte il Covid. I fatti oggetto dell’inchiesta sfociata a inizio 2017 in processo si riferiscono a quando l’ex presidente della Regione Campania era sindaco di Salerno: a rispondere insieme a lui di falso in atto pubblico c’erano l’allora vicesindaco Eva Avossa e gli ex assessori Mimmo De Maio, Luca Cascone, Alfonso Bonaiuto, Augusto De Pascale, Enzo Maraio, Ermanno Guerra e Franco Picarone, per aver approvato nel 2011 la variante in corso d’opera con lo stanziamento di ulteriori 8 milioni di euro per affrontare “alcuni imprevisti”, cioè la presenza di acqua nel sottosuolo come evidenziato dalla direzione dei lavori e dal responsabile del procedimento (sotto la piazza scorre il torrente Fusandola deviato). Imputati c’erano anche Aniello Fiore e Gerardo Calabrese. Prima della delibera di variante, erano stati i funzionari comunali Domenico Barletta ed Antonio Ragusa, il direttore dei lavori Paolo Baia e il tecnico Sergio Delle Femine a ritenere di dovere potenziare l’impermeabilizzazione delle strutture interrate e, al tempo stesso, introdurre un sistema che riducesse la velocità dello smaltimento delle acque di falda. Tra i banchi degli accusati c’erano anche Aniello Fiore e Gerardo Calabrese (unico a rinunciare alla prescrizione). Prima della delibera di variante, erano stati i funzionari comunali Domenico Barletta ed Antonio Ragusa, il direttore dei lavori Paolo Baia e il tecnico Sergio Delle Femine a ritenere di dovere potenziare l’impermeabilizzazione delle strutture interrate e, al tempo stesso, introdurre un sistema che riducesse la velocità dello smaltimento delle acque di falda. Un sistema, per l’accusa, in esecuzione già dalla fine del 2009. E, inoltre, gli stati di avanzamento e la variante sarebbero stati necessari – sempre a parere dei magistrati – per mettere riparo ad un errore in fase di progettazione. Anche i tecnici erano accusati di falso in atto pubblico e Baia, Ragusa e Delle Femine – per la procura- di aver falsato gli stati di avanzamento dei lavori insieme ai due costruttori dell’Esa (la ditta appaltatrice), Enrico e Armando Esposito Per la procura anche le gare sarebbero state turbate: nello specifico quella relativa alla pavimentazione della piazza e quella per la realizzazione del Fronte di mare-piazza Santa Teresa. In quelle carte c’erano accuse di peculato al falso in atto pubblico, ma anche una telefonata tra De Luca padre e figlio. Poi le indagini si stopparono e cominciò il processo: era il 2016. Ora la prescrizione con notifica ai legali degli imputati tra cui Arnaldo Franco, Cecchino Cacciatore, Francesco Saverio D’Ambrosio e per De Luca Andrea Castaldo.