di Antonio Manzo
La legalità si ferma ad Eboli. Anzi, ritorna. Due atti significativi segnano l’azione del commissario prefettizio Gaetano Tufariello. Il primo, sulla risoluzione del contratto per l’area ex Pezzullo dopo la concessione (amministrazione Melchionda) di ben 15 anni fa ad una società Eboli 2010 poi dichiarata fallita dal tribunale di Roma. Il secondo, con la rivisitazione degli atti che impedirono al clan della camorra di Paolo Esposito di attuare il disegno di un impianto di cremazione nel cimitero di Eboli, tecnicamente avversato dall’ingegnere Giovanni Cannoniero contro la volontà dell’allora Giunta di Mario Conte. In entrambi i casi, ritornano gli occhi del clan camorristico di Paolo Esposito nei due casi amministrativi. Il clima in città è tra peloso garantismo da curva sud che vuole silenziare la notizia ora con l’irruzione di un elemento di distrazione di massa lanciato in queste ore: il calcolo del tasso di pacifismo del commissario prefettizio Gaetano Tufariello. E diventa così un caso nazionale la rimozione di due tatzebao impropriamente affissi sulla casa comunale, al posto della denuncia dell’illegalità permanente a Eboli da parte di un parlamentare Avs. Il vice prefetto vicario di Reggio Calabria è costretto a muoversi nella “Gaza dell’illegalità” che è diventata Eboli con il dovuto rispetto e e dolore per quei palestinesi massacrati nel genocidio. Questi due atti che restano nella storia amministrativa della città e rafforzano anche la speranza civica che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il prefetto di Salerno Francesco Esposito vogliano disporre una commissione di accesso agli atti amministrativi che riveda l’azione delle ultime tre amministrazioni comunali tutte sciolte anticipatamente e ora anche ostaggio di un clan della camorra con una inchiesta dell’Antimafia ancora in corso. Nella stessa inchiesta ci sono spezzoni investigativi sul Comune di Eboli con il sospetto di presunte tangenti versata a funzionari locali su argomenti al centro delle attività criminali del clan Esposito. Ci sarebbe, con la nomina di una commissione accesso atti amministrativi il rinvio delle elezioni amministrative previste per la prossima primavera ma servirebbe sanamente ad illustrare un “Sistema Eboli” largamente incancrenito. È la ragione per non identificare questo “Sistema” a partire dall’arresto del sindaco Massimo Cariello ma rinvangando e riscoprendo le radici di una compromissione tra politica e camorra fin dagli anni Ottanta e che nell’inchiesta Cariello avrebbe trovato solo la giustificazione occasionale di una questione politico-morale ancora viva e vegeta e che varrebbe la pena illustrare in sede di audizione alla Commissione parlamentare Antimafia. Il contratto area ex Pezzullo Il commissario prefettizio ha detto no all’apertura di un eventuale “mercato” politico sull’entità del contenzioso che avrebbe potuto avviare una ditta da 15 anni inadempiente e inattiva, poi fallita. A quel punto si sarebbe dovuto trattare su un danno ingiustificato con ripercussione sule casse comunali. In tal modo si evita anche questo sborso, quantunque esso sia, ma sulle spalle dell’Erario e di cittadini inconsapevoli. Con l’istanza al Curatore della liquidazione giudiziale della società Eboli 2010 di voler corrispondere al Comune di Eboli i danni per il grave e reiterato inadempimento contrattuale del Concessionario. Cioè significa che il commissario prefettizio, approvando la delibera di indirizzi dell’ingegnere Giovanni Cannoniero respinta ad aprile scorso dalla giunta di Mario Conte, risolve il contratto senza alcuna pretesa del concessionario di sostenere una causa contro il comune di Eboli. L’eventuale richiesta di danno della “Eboli 2010” avrebbe aperto un “mercato” politico per la definizione di una ingiustificata transazione per una vertenza con la ditta scandalosamente inadempiente e dichiarata fallita. Una ipotesi avversata dal commissario Tufariello sulla base della valutazione tecnico procedurale del capo ufficio dell’area Lavori Pubblici Giovanni Cannoniero già rigettata senza ragione ad aprile scorso. È lo stesso funzionario, giustamente salvato dalla rivoluzione dettata dallo stesso commissario nella nuova geografia della macchina comunale pesantemente compromessa nelle indagini dell’Antimafia contro il clan Esposito. L’impianto di cremazione La struttura per fare affari con i morti voluta anche dal clan Esposito non andava fatta. L’ipotesi del progetto pubblico-privato non poteva proprio essere presa in considerazione secondo la relazione dell’ingegnere Cannoniero. Ma la giunta Conte decise di andare avanti senza ascoltare il tecnico. Nonostante il piano regionale avesse previsto per il Salernitano solo tre templi crematori, Eboli va avanti con la proposta della Dac Company srls (sede legale in una traversa di Campolongo, sede sulla litoranea ma molto significativa) che ha costituito un raggruppamento d’ impresa con il colosso nazionale della costruzione dei forni crematori, le Officine Meccaniche Ciroldi spa e una impresa romana molto nota la Italgeco. Fin qui all’apparenza tutto tranquillo tranne la “scoperta” sulla Dac Company di Eboli. La società ebolitana ha un capitale di appena 100 euro, tre dipendenti. Il rappresentante della società è Danila Di Lucia che segue attività turistiche e di ristorazione. E’ la sorella di Giuseppe Di Lucia, già indagato per 416ter (voto di scambio elettorale) e poi archiviato con richiesta della Procura nell’inchiesta sul clan Esposito dove per lo stesso reato è stata accusata e poi archiviata la posizione della moglie Simona Naimoli, funzionaria della procura della Repubblica di Salerno e segretaria del Pd di Eboli. I due riferimenti del clan per l’ipotesi impianto di cremazione sono due soggetti legati all’amministrazione comunale di Eboli, per diversi motivi. In uno Stato di diritto le prove contano più delle allusioni e i processi non si fanno sulle pagine di un giornale. È lo stesso metodo della gogna che invoca raffinate regole deontologiche solo per criminalizzare e ignorare le notizie nei talk show caserecci. Con buona pace del garantismo da curva sud.







