Il futuro del porticciolo di Pastena torna al centro del dibattito cittadino. Dopo anni di mobilitazione contro il progetto del porto turistico, il Comitato “Giù le mani dal Porticciolo” rilancia la propria battaglia e torna a chiedere all’amministrazione comunale di cancellare dal Piano urbanistico comunale la destinazione portuale prevista per l’area. Una richiesta che si accompagna alla necessità di un confronto diretto con il sindaco Vincenzo De Luca, dopo che all’istanza presentata il 26 giugno scorso, protocollata con il numero 0153259, non sarebbe ancora arrivata alcuna risposta. La preoccupazione dei promotori riguarda la possibilità che l’ipotesi di realizzazione del porto turistico, che sembrava ormai accantonata, possa tornare concretamente all’orizzonte. A sostegno della propria posizione, il Comitato ricorda di aver raccolto in poche settimane oltre 2.500 firme di residenti e cittadini contrari al progetto denominato “Porto Turistico Marina di Pastena”. A destare particolare attenzione è l’attuale fase di revisione del Puc, all’interno del quale permane la previsione della “Zona Omogenea FP5 – Porto Turistico di Pastena”, che continua a destinare l’area alla realizzazione di un’infrastruttura portuale. Per il Comitato, la revisione dello strumento urbanistico rappresenta dunque un passaggio decisivo per chiarire definitivamente quale futuro si intenda riservare all’ultimo borgo marinaro della città. La richiesta è netta: revocare il presunto interesse pubblico all’intervento ed eliminare immediatamente dal Puc la destinazione portuale, evitando che possano trovare spazio ulteriori proposte edificatorie ritenute incompatibili con le caratteristiche del luogo e con le esigenze della comunità. Nel documento, i rappresentanti del Comitato richiamano anche il programma presentato da De Luca in occasione delle ultime elezioni amministrative. In quella sede, il sindaco avrebbe indicato per Pastena una riqualificazione del litorale finalizzata alla salvaguardia del borgo marinaro e degli arenili esistenti, escludendo espressamente strutture portuali e opere di banchinamento. Da qui le perplessità rispetto alle recenti aperture manifestate in Consiglio comunale sull’ipotesi di un intervento parzialmente ridimensionato, che potrebbe prevedere il rifacimento del lungomare attraverso risorse private. Una prospettiva che, secondo il Comitato, non risolverebbe il nodo principale: la permanenza della destinazione portuale nella pianificazione urbanistica. Oltre al merito del progetto, la contestazione riguarda anche il metodo con cui vengono assunte le decisioni sul futuro del territorio. I promotori chiedono che residenti, associazioni e realtà locali siano coinvolti concretamente nel processo decisionale, attraverso un percorso pubblico fondato sulla trasparenza e sulla partecipazione. «Rifiutiamo accordi opachi alle spalle della comunità», è la posizione espressa dal Comitato, che rivendica il diritto dei cittadini a essere informati e ascoltati sulle trasformazioni che interessano la città. Una richiesta che nasce da una mobilitazione ormai quindicennale e dalla convinzione che progetti complessi, come quello relativo al porticciolo, richiedano un confronto approfondito anche sugli aspetti tecnici e urbanistici. Per questo, secondo i promotori, non è sufficiente evocare eventuali soluzioni alternative senza chiarirne contenuti, fattibilità e conseguenze. Il Comitato torna quindi a sollecitare un incontro con il sindaco, già richiesto nei mesi scorsi, per conoscere le reali intenzioni dell’amministrazione e avviare una discussione concreta sulle prospettive di riqualificazione dell’area. L’obiettivo dichiarato è salvaguardare l’identità del borgo marinaro e degli arenili, evitando interventi che possano compromettere il rapporto tra il quartiere e il suo litorale. «Pretendiamo una riqualificazione partecipata, trasparente e coerente con l’identità dei luoghi», ribadiscono i promotori, chiedendo che le scelte sul porticciolo siano orientate all’interesse collettivo e non al profitto di pochi. er.no










