Prepezzano, la battaglia contro antenna 5G arriva in Parlamento - Le Cronache Provincia
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Prepezzano, la battaglia contro antenna 5G arriva in Parlamento

Prepezzano, la battaglia contro  antenna 5G arriva in Parlamento

La contestata installazione di un’antenna per la telefonia mobile 5G nel centro urbano di Prepezzano, frazione di Giffoni Sei Casali, arriva sui banchi del Parlamento. Dopo le iniziative portate avanti a livello locale, il gruppo consiliare di minoranza “Sei Casali in Comune”, guidato da Luigi Vitolo, ha lavorato insieme al deputato Francesco Mari (Alleanza Verdi e Sinistra) alla predisposizione di un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. L’iniziativa nasce dal dossier consegnato al parlamentare salernitano dalla minoranza consiliare, integrato con il contributo del comitato cittadino e sostenuto, secondo quanto riferito dai promotori, dalle firme di circa 600 residenti. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo le criticità che, secondo i firmatari dell’iniziativa, riguarderebbero l’iter e la localizzazione dell’impianto. L’infrastruttura prevista è una struttura di circa 34 metri che dovrebbe sorgere nel cuore di Prepezzano, in prossimità delle sponde dell’omonimo fiume e della Villa comunale, dell’asilo, del plesso scolastico, del campo sportivo e del Santuario di San Nicola. Un’area che, sottolineano i promotori, presenta rilevanti caratteristiche ambientali, paesaggistiche e sociali. La minoranza consiliare ha già formalizzato quattro istanze in autotutela e presentato segnalazioni agli enti competenti, tra cui l’Arpac, chiedendo verifiche e valutazioni sulla possibilità di intervenire sull’iter dell’opera e sulla sua eventuale delocalizzazione. «Esprimo un sincero e doveroso ringraziamento all’onorevole Francesco Mari per la prontezza, la sensibilità istituzionale e l’attenzione dimostrata verso la nostra comunità», dichiara il capogruppo Luigi Vitolo. «A fronte di un prolungato silenzio e di una condotta inerte da parte dell’Amministrazione comunale, abbiamo trovato a livello parlamentare una sede di ascolto autorevole per dare voce alle istanze di quasi 600 cittadini». Vitolo contesta inoltre l’atteggiamento della maggioranza consiliare rispetto alla vicenda e richiama l’attenzione sui procedimenti giudiziari pendenti davanti al Consiglio di Stato. «Riteniamo inaccettabile che la maggioranza consiliare attenda passivamente l’esito dei giudizi pendenti, rinunciando a esercitare le proprie prerogative di governo del territorio», afferma. Secondo il gruppo “Sei Casali in Comune”, le istanze di autotutela presentate potrebbero offrire all’Amministrazione comunale ulteriori strumenti per valutare la vicenda. Da qui l’auspicio che la documentazione sia stata trasmessa tempestivamente ai legali dell’Ente per le valutazioni nelle sedi competenti. Nel confronto viene richiamato anche il quadro costituzionale. I promotori collegano l’iniziativa alle modifiche introdotte agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che hanno rafforzato il riferimento alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e alla loro considerazione nell’ambito delle attività economiche. «Portare la questione di Giffoni Sei Casali all’attenzione del Governo e del Parlamento rappresenta l’estremo atto di responsabilità di fronte al ritardo di chi ha precise responsabilità di gestione della cosa pubblica», aggiunge Vitolo. Il consigliere sottolinea quindi la mobilitazione dei cittadini, sostenendo che le adesioni alla protesta abbiano superato i confini della singola frazione. «La mobilitazione di tutti i cittadini di Giffoni Sei Casali, che hanno dimostrato maturità e solidarietà scavalcando i confini frazionali, dimostra la volontà coesa di salvaguardare la vivibilità, la sicurezza e la bellezza del nostro territorio», conclude Vitolo. «Noi non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo tollerare un simile scempio. Proseguiremo la nostra azione in ogni sede opportuna affinché vengano garantiti i diritti della nostra comunità». La vicenda si sposta dunque anche sul piano parlamentare, mentre sul territorio restano aperti il confronto amministrativo e quello giudiziario sull’installazione dell’impianto.