Dopo 11 anni torna in Campania la Festa regionale dell’Unità. Tre giorni di incontri, dibattiti e confronto politico, dal 24 al 26 settembre a Villa Mascolo, a Portici, con la partecipazione dei vertici nazionali del Partito Democratico e di esponenti delle altre forze del campo progressista. A promuovere l’iniziativa è il segretario regionale del Pd Campania, Piero De Luca, che guarda alla Festa come a un momento di partecipazione e di costruzione politica in vista delle prossime sfide elettorali, fino alle elezioni politiche nazionali.
On. De Luca, ritorna in Campania dopo 11 anni la Festa dell’Unità regionale, grazie alla sua iniziativa. Qual è lo spirito dell’iniziativa?
“Siamo davvero orgogliosi di aver riportato in Campania, dopo 11 anni, la Festa regionale dell’Unità. Era uno degli obiettivi che ci eravamo posti e credo sia un risultato importante per tutta la nostra comunità democratica. Le Feste dell’Unità rappresentano da sempre luoghi di partecipazione, di ascolto e di confronto, occasioni per stare nei territori e discutere con cittadini, amministratori, militanti, giovani. Vogliamo rimettere in moto energie, idee e partecipazione e farlo partendo dai problemi concreti delle persone, quelli che il governo non ha affrontato in questi 4 anni. È questo lo spirito con cui abbiamo costruito questi tre giorni”.
Come si svolgeranno i tre giorni della kermesse?
“Saranno tre giornate molto intense. Partiremo oggi pomeriggio, a Villa Mascolo a Portici, con l’apertura della Festa e proseguiremo fino a sabato 26, quando avremo il piacere di chiudere insieme alla nostra segretaria nazionale Elly Schlein. Ci saranno tavoli, dibattiti e confronti sui temi centrali per la Campania e per il Paese: lavoro, sanità, politiche sociali, sviluppo e politiche industriali, Mezzogiorno, sicurezza, Europa e questioni internazionali. Ma soprattutto vogliamo che sia un’occasione di confronto aperta, viva, nella quale le persone possano incontrarsi e discutere. Non un convegno chiuso tra addetti ai lavori, ma un vero momento di partecipazione politica”.
Quali big della politica, del Pd e degli altri partiti del campo largo interverranno?
“Avremo una partecipazione molto ampia. Oltre a Elly Schlein, saranno con noi Stefano Bonaccini, Chiara Braga, Igor Taruffi e tanti dirigenti nazionali del Partito Democratico, tra cui Vincenzo Amendola, Susanna Camusso, Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Toni Ricciardi, Arturo Scotto, Marco Sarracino, Roberto Speranza, Valeria Valente e molti altri. Porteranno il loro saluto anche il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. E abbiamo voluto aprire il confronto alle altre forze del campo progressista, con la presenza, tra gli altri, di Maria Elena Boschi, Michele Gubitosa, Giuseppe De Cristofaro e Vincenzo Maraio. Perché il confronto tra forze diverse, nel rispetto delle rispettive identità, è indispensabile per costruire un progetto comune credibile per il Paese. Denunciare le promesse tradite dalla destra su tasse, pensioni, crescita e sicurezza è doveroso. Ma per vincere le prossime elezioni abbiamo la necessità di costruire un programma alternativo serio da proporre ai nostri cittadini, un programma che convinca e coinvolga emotivamente, che alimenti speranza e non strumentalizzi e aggravi le paure come ha fatto il governo”.
Riuscirete a fare sintesi nel centro sinistra e come definirete la leadership?
“In questi anni il centro sinistra ha lavorato insieme in Parlamento e nel Paese su iniziative politiche e proposte legislative comuni, come quella sul salario minimo o gli investimenti in sanità. Non partiamo da zero, e direi che siamo oggi molto più uniti del centro destra su tanti aspetti. La destra è spaccata su tutto e più che governare sta pensando a galleggiare oramai. Noi abbiamo visioni comuni sull’Europa, sulla difesa comune, sul rispetto del diritto internazionale e il contrasto dei crimini di Netanyahu a Gaza, sui temi sociali, dei salari, del lavoro, della sanità pubblica, della scuola quale leva di crescita ed emancipazione rispetto ai tagli di insegnanti e autonomie fatti dal governo, sull’esigenza di investire nelle aree interne e di rafforzare le rinnovabili. Partiamo da una base solida per definire quanto prima un programma progressista che sia in grado di dare risposte ai grandi problemi degli italiani che hanno le bollette più altre d’Europa e i salari più bassi, con liste d’attesa infinite. La questione della leadership verrà dopo. Per il leader, o viene affidato al partito principale della coalizione, come accade in altri Paesi, oppure c’è lo strumento delle primarie che peraltro fanno parte del DNA del PD. Saranno i leader della coalizione a decidere insieme, con serenità. Se dovessero svolgersi, andrà definita una piattaforma programmatica e valoriale condivisa prima, e sono certo che le primarie potranno essere una grande festa della democrazia”.
Ha spiegato lo spirito dell’iniziativa. Quali sono gli obiettivi, anche in vista delle tante scadenze elettorali, comprese quelle nazionali?
“L’obiettivo è costruire una proposta politica e di governo seria, partendo dai territori. Le prossime sfide elettorali saranno importanti, fino alle elezioni politiche nazionali, e dobbiamo arrivarci preparati. Non basta essere contro qualcuno: dobbiamo spiegare quale idea di Paese proponiamo. Dobbiamo lavorare a un programma comune che tragga spunto anche dalle tante misure approvate in Campania in questi anni, come il trasporto gratuito agli studenti, la medicina territoriale con case ed ospedali di comunità, scuole aperte anche il pomeriggio, lavoro stabile e dignitoso, ma anche la sicurezza considerato il far west quotidiano che ci lascia la destra, e politiche industriali di crescita e sviluppo in particolare per il Mezzogiorno, che è stato oggetto di un attacco senza precedenti da parte di questo Governo. Le Feste dell’Unità servono esattamente a questo: ascoltare, mobilitare energie e costruire, passo dopo passo, una proposta progressista capace di presentarsi agli italiani con un progetto chiaro e credibile”.







