di Arturo Calabrese
Va verso la conclusione il processo a carico di Franco Alfieri, già presidente della Provincia di Salerno, già presidente dell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento, già ospite delle patrie galere. Ieri si è tenuta una nuova udienza presso il tribunale di Vallo della Lucania, durante la quale l’imputato con accusa di corruzione ha reso spontanee dichiarazioni. Come lui, anche Andrea Campanile, suo storico braccio destro, assistito dal legale salernitano Cecchino Cacciatore, che è intervenuto concentrandosi sul presunto vantaggio competitivo attribuito alla Dervit e sulla possibile disponibilità anticipata di informazioni relative agli interventi al centro del procedimento. Cacciatore si è soffermato sulla cronologia dei documenti e sulla localizzazione delle opere, sostenendo che alcuni elementi non sarebbero sovrapponibili né temporalmente né rispetto alle strade e alle aree interessate dai lavori. A supporto è stata depositata una memoria difensiva con comparazioni tra consulenze, file e documentazione acquisita. È poi proseguito e si è concluso l’esame di Elvira Alfieri, amministratrice dell’Alfieri Impianti, sottoposta anche al controesame del pubblico ministero Rotondo, incentrato soprattutto sui rapporti tra Alfieri Impianti e Dervit in relazione ai lavori di Battipaglia. Concluso l’esame, ha preso la parola Franco Alfieri, che ha reso dichiarazioni spontanee, spiegando di voler fornire un contributo personale alla ricostruzione di una vicenda che, a suo dire, ha avuto conseguenze molto pesanti sulla vita delle persone coinvolte. Ha quindi affrontato l’ampiezza dell’attività investigativa, ricordando di essere stato sottoposto per lungo tempo a intercettazioni telefoniche e ambientali, videoregistrazioni e controlli anche sull’auto di servizio, definendo la situazione «sono stato nel Grande Fratello». Alfieri ha poi affrontato alcune conversazioni al centro delle contestazioni, a partire dall’espressione «devo vincere», sostenendo che non facesse riferimento alla necessità di far vincere un’impresa o una gara, ma alla volontà politica e amministrativa di completare un’opera o raggiungere un determinato obiettivo. Ha sviluppato lo stesso ragionamento sulla pubblica illuminazione, ricordando le aree del territorio scarsamente illuminate o prive di punti luce e sostenendo che il miglioramento rientrasse nel programma amministrativo e rispondesse alle richieste dei cittadini. Ha inoltre rivendicato come prerogativa politica l’indicazione delle strade e delle zone sulle quali intervenire, collegando la questione alla sicurezza e all’attenzione verso le diverse aree del territorio. Infine ha affrontato la questione di una perizia di variante, respingendo la ricostruzione secondo la quale avrebbe imposto all’ingegnere Greco di predisporla. Sono state richiamate conversazioni e aspetti economici già affrontati nel processo. Già fissate le prossime udienze: il 19 novembre alle ore 15.00 è prevista l’udienza di primo grado. Potrebbe dunque arrivare una prima conclusione dei vari processi a carico dell’ex amministratore.







