Arechi e Campo Volpe, è scontro sul finanziamento - Le Cronache Attualità
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Arechi e Campo Volpe, è scontro sul finanziamento

Arechi e Campo Volpe, è scontro sul finanziamento

La partita sui circa 139 milioni di euro destinati agli interventi per lo Stadio Arechi e il Campo Volpe entra nel merito delle procedure di finanziamento e della disciplina europea sugli aiuti di Stato. A intervenire è Flavio Boccia, dello Studio Flavio Boccia & Partners LTD, che, pur sottolineando il «massimo rispetto» per il senatore Antonio Iannone, per il suo ruolo istituzionale e per le funzioni di sottosegretario, ritiene necessario formulare alcune precisazioni di carattere tecnico rispetto alle dichiarazioni rese sul reperimento delle risorse. Boccia chiarisce sin dall’inizio che il suo intervento non intende alimentare una contrapposizione politica, ma mira a ricostruire correttamente il funzionamento dei Fondi europei, la disciplina sugli aiuti di Stato e il percorso amministrativo e finanziario individuato per sostenere l’intervento sugli impianti sportivi salernitani. Nel mirino, in particolare, c’è l’affermazione secondo cui il FESR non sarebbe utilizzabile perché, trattandosi di risorse comunitarie, configurerebbe un aiuto di Stato, mentre il ricorso al Fondo di rotazione nazionale consentirebbe di superare il problema. «È proprio su questo passaggio – sostiene Boccia – che ritengo emergano alcune inesattezze tecniche sul funzionamento dei Fondi Europei e sulla disciplina degli aiuti di Stato». Secondo la ricostruzione proposta, infatti, la normativa europea sugli aiuti di Stato non dipenderebbe semplicemente dalla provenienza europea o nazionale delle risorse. Boccia richiama l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che disciplina gli aiuti concessi dagli Stati o mediante risorse statali, e l’articolo 55 del Regolamento Ue 651/2014, che prevede una disciplina specifica per le infrastrutture sportive. Da qui la necessità, secondo Boccia, di non considerare automatico il superamento delle problematiche relative agli aiuti di Stato attraverso il semplice passaggio da una fonte di finanziamento europea a una nazionale. «Il semplice passaggio da una fonte FESR a una fonte finanziaria nazionale – evidenzia – non determina automaticamente il venir meno della necessità di verificare l’applicazione della disciplina europea sugli aiuti di Stato». Per fare chiarezza sul percorso amministrativo e finanziario, Boccia riferisce inoltre di avere già presentato al CIPESS una specifica richiesta di integrazione delle informazioni sulla vicenda, anche alla luce delle dichiarazioni relative alla possibile modifica dell’Accordo per la Coesione. La richiesta punta a chiarire quali siano i passaggi necessari per destinare i circa 139 milioni di euro all’Arechi e al Campo Volpe, quali interventi eventualmente già inseriti nell’Accordo per la Coesione dovrebbero essere riprogrammati o definanziati e quale sia, sotto il profilo giuridico e finanziario, l’inquadramento dell’intera operazione rispetto alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Boccia ribadisce quindi di non voler mettere in discussione il ruolo istituzionale di Iannone, ma considera necessario distinguere il confronto politico dalla verifica tecnica delle procedure e delle norme applicabili. «Le dichiarazioni del senatore Iannone, proprio per l’autorevolezza della funzione istituzionale ricoperta, meritano attenzione», afferma, sottolineando al tempo stesso l’esigenza di verificare attraverso gli atti ufficiali il quadro complessivo. L’attenzione è ora rivolta al riscontro del CIPESS. Saranno infatti gli atti e le informazioni ufficiali, secondo Boccia, a consentire di ricostruire nel dettaglio il percorso necessario per rendere disponibili le risorse e comprendere gli eventuali effetti della modifica dell’Accordo per la Coesione. Su un investimento pubblico di circa 139 milioni di euro, conclude Boccia, «Salerno ha interesse ad avere certezza delle risorse, correttezza delle procedure e massima trasparenza sugli atti».