Pagani. Clan Fezza-De Vivo: la cantata del neo pentito Vincenzo Petranovic - Le Cronache Provincia
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Pagani. Clan Fezza-De Vivo: la cantata del neo pentito Vincenzo Petranovic

Pagani. Clan Fezza-De Vivo: la cantata del neo pentito Vincenzo Petranovic

Pagani/Agro. Undici verbali del collaboratore di giustizia Vincenzo Petranovic  sul tavolo del gip del tribunale di Salerno nell’ambito del processo sul clan Fezza/De Vivo in cui sono coinvolti 60 imputati a giudizio con la formula dell’immediato. Il 31enne, figlio di Tommaso Fezza ‘o furmaggiar, acciuffato a Milano dopo essere sfuggito all’ordinanza di arresto chiesto e ottenuto dal pm della Dda Elena Guarino, ha deciso di collaborare con la giustizia prima dell’estate di quest’anno. Nelle sue dichiarazioni ci sarebbero accuse rivolte ai componenti della cosca paganese. Dopo la decisione di depositare gli 11 verbali i difensori hanno deciso di prenderne visione con un termine stabilito in circa 60 giorni: poi si procederà con il processo.  Droga, usura, gioco d’azzardo, truffe e una struttura capace di esercitare un controllo capillare sulle attività illecite. Secondo quanto riferito dal pentito, il cosiddetto sarebbe stato guidato da Francesco Fezza e Andrea De Vivo e avrebbe avuto nel uno dei principali canali di profitto. La droga sarebbe arrivata anche dalla Spagna attraverso spedizioni postali camuffate e tir utilizzati per il trasporto di prodotti alimentari. Ma il quadro delineato nei verbali sarebbe molto più ampio. Petranovic avrebbe parlato di imposizioni nelle forniture di droga, minacce e agguati, fino a presunti affari legati alle %, al gioco d’azzardo e all’usura. In pratica, avrebbe confermato, scendendo però nei particolari, quanto riferito agli inquirenti dal pentito Giugliano ‘o minorenne. Nel frattempo tremano altri affiliati o presunti tali che sarebbero tuttora a piede libero. Da considerare che l’inchiesta sui Fezza/De Vivo, nonostante le diverse ordinanze di arresto, non sono ancora concluse. Lo dimostrerebbe una serie di omissis all’interno di quei verbali che potrebbe portare a nuovi filoni investigativi. A breve inoltre si discuterà della richiesta di rinvio a giudizio presentata da  Elena Guarino della Dda a carico dei 43  imputati che compaiono nell’ordinanza di settembre 2025 eseguita da carabinieri e polizia a Pagani e in tutto l’Agro nocerino.  Da capire se, anche in questo caso, i verbali saranno inseriti nel filone d’inchiesta. Le indagini hanno origini dal filone madre (del dicembre 2022) quando la cosca anzichè essere decapitata si era rinforzata- soprattutto con la latitanza di Vincenzo Confessore- grazie l’innesto negli affari illeciti delle donne e dei minorenni che avevano preso il posto di chi era finito in carcere. Nel processo ordinario c’è  anche la vicenda delle autorità francesi che avevano bucato il sistema criptato di chat usato dal clan  smistando agli inquirenti salernitani il loro sapere sulle attività di importazione droga.