di Erika Noschese
50 milioni di euro: a tanto ammonta l’investimento complessivo per gli interventi Pnrr/ZES, di cui 32 milioni destinati alla sola area industriale del capoluogo. Ieri mattina, a Palazzo di Città, il Consorzio ASI ha fatto il punto sul completamento degli interventi Pnrr/ZES nella zona industriale, un programma di opere che sta cambiando concretamente il volto di una delle principali aree produttive del territorio. Un intervento di grande portata che ha riguardato il rifacimento di chilometri di strade e reti fognarie, il potenziamento della pubblica illuminazione, la riqualificazione ambientale e del verde e il miglioramento dei collegamenti con le principali infrastrutture strategiche del territorio. Porto, aeroporto, autostrada, tangenziale e nuova fermata della metropolitana concorrono oggi a rendere la zona industriale sempre più integrata nel sistema della mobilità e della logistica, rafforzandone la funzione di cerniera tra produzione, trasporti e tessuto urbano. Un percorso necessario anche per colmare il divario tra la qualità delle infrastrutture pubbliche e quella di tante imprese di eccellenza, fortemente competitive e presenti sui mercati nazionali e internazionali, che da anni operano nell’area. Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio ASI Salerno, Antonio Visconti: «Parliamo di opere infrastrutturali, di interventi di adeguamento infrastrutturale e tecnico e, di questi 50 milioni, 32 sono stati destinati alla zona industriale di Salerno, con un poderoso intervento che è possibile ritrovare solo ai tempi della Cassa del Mezzogiorno – ha dichiarato il presidente del Consorzio ASI -. Sono stati rifatti chilometri di strade, chilometri di fogne che non erano più adeguate, la nuova pubblica illuminazione, un’attrezzatura importante di snellimento e collegamento rispetto alle principali direttrici: l’Aversana, l’aeroporto, la tangenziale, la nuova fermata della metropolitana della zona industriale. Quindi, un’attenzione enorme che rende sempre di più questa area un vero e proprio punto di collegamento, di cerniera tra sistemi economici, sistemi urbani e civili, perché poi l’area industriale è posta a ridosso di centri abitati». Visconti ha anticipato che «un’attenzione importante è stata posta anche alla cura del verde, alla riqualificazione ambientale, alla previsione di opere di abbellimento, perché poi partiamo da un dato: in quell’area ci vanno parecchie persone, tra cui il sottoscritto, che ci passano la maggior parte della propria giornata – ha detto ancora -. Quindi è anche giusto, per la posizione in cui si trova quell’area e per il livello di funzioni che assolve in ambito territoriale, creare anche un ambiente adeguato e gradevole. Ma soprattutto quello che è stato fatto è un totale ammagliamento con i principali sistemi logistici e trasportistici. L’aeroporto, il porto, la tangenziale, l’Aversana e l’autostrada sono oggi meglio collegati e più integrati con questa grande area industriale, che assolve a funzioni miste e che finalmente si può dire essere all’altezza, o almeno tenta di essere all’altezza, delle eccellenze private che vi sono, perché abbiamo dovuto recuperare un gap importante. Abbiamo aziende brillanti che fanno attività internazionale, che hanno una dimensione che va ben al di là di Salerno e che operavano nel degrado. Oggi abbiamo cercato di rimediare a queste mancanze e creare le condizioni per un nuovo sviluppo». A confermare l’importante investimento è stato Giosy Romano, capo del Dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio dei ministri: «La cosa più importante non è la quantificazione delle risorse messe a disposizione per la città di Salerno, ma l’occasione colta, e cioè il poter oggi celebrare la conclusione dei lavori, l’avvenuta realizzazione di quelle opere che contribuiscono a determinare un effetto dirompente della Zona economica speciale, che affianca all’aspetto della semplificazione burocratica quello della realizzazione di opere infrastrutturali. E oggi abbiamo dato la plastica dimostrazione di come un’infrastruttura immateriale, come quella della semplificazione, possa tramutarsi in una materiale, come la realizzazione di aree, strade ed elementi a supporto dell’impatto industriale. Ma c’è un primo dato: ci sono altre opere candidate sulla delibera Cipess, quella provvista che è stata messa a disposizione dal Cipess e che sta trovando proprio in questi giorni il suo completamento, con la definizione delle procedure di evidenza pubblica. È ovvio che i cerchi si chiudono da un lato, ma se ne aprono altri. L’atteggiamento che si vuole continuare a perseguire è quello di realizzare una sinergia istituzionale che riesca ad accompagnare gli imprenditori che vogliono fare istanza nel territorio ZES, realizzare le infrastrutture a supporto di quegli investimenti e farlo nel miglior e nel minor tempo possibile, applicando quel principio che il legislatore ha voluto ancorare al Codice degli appalti, ma che noi attuiamo in maniera generalizzata: il principio del risultato».







