L’amministratore delegato della Salernitana Umberto Pagano ha incontrato i giornalisti nella sala stampa dello stadio Arechi a circa 24 ore dal match contro il Potenza. E’ lui ad aprire la conferenza: “Ho deciso di metterci la faccia, mi rendo conto che si parla di problematiche inesistenti o non rappresentate in modo giusto. Parto dalla solidità della società. La proprietà non si trova né in uno stadio di abbandono, né di liquidazione, né di dismissione, né sono state poste in essere strategie di ridimensionamento. La gestione del club costa 15 milioni, 11 dei quali sborsati direttamente da Danilo Iervolino. Ho letto tanti numeri inesatti, io sono per la correttezza dell’informazione. Chi parla di ridimensionamento è bugiardo, anche sul mercato ci siamo impegnati molto. Leggo di suggeritori seriali che vengono spacciati per informatori, oggi è necessario chiarirci: se ci sono notizie che vi vengono trasferite e avete dubbi cercate riscontro, così da non diffonderle. Io penso che il reale investimento vada spiegato bene alla gente, pur con risultati sportivi al momento non soddisfacenti. Ma sapete cosa sia il ridimensionamento?”.
Perché, per l’ennesima stagione, si rivoluziona l’organico? 45 giocatori in entrata in 12 mesi, un taglio degli ingaggi e arrivi in ritardo…
“L’anno scorso l’ammontare dei salari, compresi incentivi all’esordio, era di 10,7 milioni. Quest’anno, tenendo conto degli stessi parametri, siamo a 10,5 milioni di euro. La stagione si chiuderà con una spesa superiore ai 15 milioni e mezzo di euro. 4,5 milioni saranno coperti da sponsor e ricavi da stadio, altri li sborsa il proprietario Danilo Iervolino. Sotto l’aspetto sportivo credo che Cosmi e Faggiano abbiano già dato adeguato risposte. L’idea originaria era di andare verso la continuità, la loro riconferma lo testimonia. Siamo partiti per il ritiro con una settimana di ritardo per avere una rosa al completo, poi ci sono state dinamiche sportive che hanno spinto il club a fare altre scelte. Siamo arrivati in ritardo e potevamo fare meglio? Ci sta. A mio avviso la squadra è competitiva e grazie alla solidità finanziaria del club competerà con i vertici del campionato. Con un budget del genere si fa un campionato di B, a maggior ragione parlare di liquidazione e ridimensionamento è fuori luogo. Altro che smobilitazione. A mio avviso chi sborsa questa somma non vuole smobilitare. Per il resto Cosmi e Faggiano lo hanno chiarito, l’organico è forte e il mercato lungo crea dinamiche inaspettate”.
L’obiettivo è la B diretta e quali sono le intenzioni del patron?
“Il ciclo di Iervolino è arrivato quasi al termine. Questo non significa che vende la Salernitana al primo che capita. Il club verrà venduto nel rispetto della tifoseria e della città soltanto a imprenditori che hanno la stessa solidità finanziaria e patrimoniale che oggi ha Iervolino. E’ una questione di rispetto per il pubblico. Questo non vuol dire che ci sottrarremo a investimenti per giocare un campionato di vertice. L’impegno finanziario rimarrà fermo fino a quando il proprietario resterà a Salerno. Noi partecipiamo per essere competitivi e per il vertice, poi il campo dirà se vinceremo o no. Quanto al mercato tutto è concordato con ds e allenatore. Per me esiste il principio delle deleghe, con un responsabile per ogni settore. Io non interferisco, ma partecipo alla stipula del contratto se rispetta le regole che ci siamo dati. I tempi delle entrate e delle uscite dipendono dalle dinamiche del mercato. Forse abbiamo sbagliato qualcosa, ma si poteva anche fare peggio”.
Se c’è il cartello vendesi fuori la porta che programmazione potrà mai esserci?
“Il club verrà venduto soltanto a condizione che vi sia un investitore che garantisca la stessa solidità patrimoniale di Iervolino. Questo non rallenta i programmi e non limiterà l’impegno finanziario proposto fino a oggi dalla proprietà. La società è in vendita? Sì, a patto che ci sia un soggetto allo stesso livello dell’attuale proprietario. E io non ho avuto interlocuzioni con gente di questa portata. A oggi non c’è nessuno disposto a mettere 11 milioni di euro di tasca propria per la Salernitana. Almeno questo plauso va fatto. Non vedo la fila di persone che vogliono questa squadra. La C è uno dei campionati più difficili in assoluto, noi abbiamo uno degli impegni finanziari più importanti”.
Quanto vale la Salernitana?
“Iervolino è disposto a darla a un euro, a condizione che chi arriva garantisca solidità”
Il patron del Como ha parlato di Salerno come piazza appetibile e perché Iervolino non ingaggia un direttore generale?
“Non avremmo problemi a parlare con investitori importanti se davvero volessero acquistare la Salernitana alle condizioni esposte in precedenza. Quanto al direttore generale noi abbiamo gestioni snelle e veloci. Si può fare sempre meglio, sia chiaro, ma a oggi abbiamo un responsabile finanziario, una struttura amministrativa ottima, un ds e un allenatore d’esperienza. I compiti del DG sono suddivise nelle varie deleghe, ma ora reputo quello della Salernitana un modello replicabile visto che c’è attenzione all’aspetto finanziario e non si perde di vista il progetto sportivo”.
Lei parla di esborsi economici da oltre 20 milioni di euro in un anno e mezzo di C. Ma sa che una squadra di calcio deve avere anche un’anima per arrivare al successo? 71 tra entrate e uscite sono davvero troppe…
“Sono domande che ci poniamo. Voi dite che dalla B alla C ci sono state 100 operazioni di mercato, verificherò. Si pone un tema importante, perché senza gruppo e senza anima di squadra non si vince. L’anno scorso andarono via tanti calciatori con stipendi di categoria superiore e che in questa categoria non volevano restare. Una ventina circa. Siamo stati costretti a ricostruire una squadra e siamo arrivati al terzo posto, a un punto dalla seconda. Al termine della stagione abbiamo dato un input preciso: cambiare il meno possibile, fare piccoli e mirati movimenti per rinforzare la rosa. Siamo partiti per il ritiro con una settimana di ritardo sperando di avere l’organico al completo. Qualcuno ha chiesto di andare via…”
Com’è possibile che in C qualcuno chieda di andare via?
“Sono pienamente d’accordo. La domanda va fatta ai calciatori, io ascolterò con curiosità la risposta. Rivolgetevi a chi ha chiesto di andare via da Salerno, noi li avremmo trattenuti. Anche Ferrari. La nostra posizione è chiara. Colpa nostra? Fateglielo dichiarare pubblicamente. Ferrari e Capomaggio erano considerati incedibili e intoccabili”.
Faggiano dice diversamente…
“Non credo. Erano incedibili. A un certo punto ci hanno chiesto di andare via e sono stati accontentati. Voi cosa intendete per identità di squadra? Secondo me a oggi abbiamo una struttura tecnica. La Salernitana ha la rosa migliore dei tre gironi, lo spirito di gruppo si creerà nel corso del campionato”.
Parte della tifoseria vuole che la società si faccia da parte, oggi un’altra parte della curva è meno dura e se la prende con la politica. Cosa ne pensa?
“Mi potete riassumere il contenuto di questi comunicati? Verso i tifosi nutro un sentimento di affetto e apertura. La società vive il loro stesso sentimento perché ci aspettavamo un avvio di stagione diverso. Sulle contestazioni dico che ognuno è libero di agire come crede. Sulla cessione sono stato chiarissimo: vogliamo parlare con imprenditori solidi. Io spero si crei un clima di compattezza e coesione, quando i risultati non sono quelli auspicati si vive un profondo momento di delusione. La capacità di reagire è quella che fa la differenza, in campo voglio vedere la voglia di fare gruppo. La proprietà è aperta nei confronti del pubblico, lo testimonia la campagna abbonamenti con un piccolo dono ai tifosi che nasceranno. Non era mai accaduto nella storia della Salernitana. Abbiamo fatto maglie in onore di San Matteo. Nonostante le contestazioni c’è una società che li rispetta: a noi tocca vincere le partite, vi assicuro che non vogliamo essere una comparsa. Quanto alle istituzioni dico che c’è un dialogo, parlerei di un ottimo rapporto”.
Se il ciclo è concluso quanto può durare una società che nel presente investe, ma che ha deciso di andare via?
“Ho affermato che il ciclo si conclude…a condizione che arrivi un altro imprenditore. Fino a quando non ci saranno queste condizioni garantiremo campionati di vertice e programmazione, senza mai arrivare a un ridimensionamento. Non ci sottrarremo a eventuali ulteriori investimenti se saranno necessari per vincere il campionato. I risultati non ci stanno dando ragione, ma Iervolino garantirà solidità. Io sono la persona meno adatta a tessere le sue lodi e non è mio compito difenderlo, nessuno può dire che non è un presidente che non ha investito in questa città. Poi c’è il discorso sportivo”.
Cosmi in bilico se non batte il Potenza?
“Dove lo avete letto? Per me è una notizia infondata e inesistente. Cosmi gode della nostra piena fiducia e pensiamo che sia l’allenatore giusto per essere quel valore aggiunto che ci serve. Noi vogliamo bel gioco e risultati”.
Giusto parlare di ciclo societario finito alla vigilia di una gara delicata?
“Non credo che le mie parole possano avere un impatto negativo sulla squadra. Ho espresso solo parole di elogio per lo staff tecnico e per il nostro organico. Abbiamo una rosa fortissima, che può competere per i vertici del campionato e che è guidata da un ottimo allenatore che ci darà grandi risultati. Io vorrei si riducessero al minimo le notizie che non rappresentano la realtà. Sto cercando di fare chiarezza su ogni dubbio. Vorrei uscissimo qui con unità d’intenti, con l’obiettivo di dare il massimo contro il Potenza”.
Come si può parlare di volontà di dialogare se, dopo due retrocessioni e 70mila paganti ai playoff in C, non c’è stato un solo grazie? E perché il proprietario continua a tacere? La crisi è profonda e va oltre la questione tecnica: Iervolino aveva fatto grosse promesse e poi si è tirato indietro…
“Qualcuno vuole accendere fiammelle inesistenti, la mia risposta è una domanda: sa cosa significa la parola crisi? Sapete cosa vuol dire ridimensionamento? Sapete cosa significa affermare che le istituzioni abbiano contrastato la Salernitana? Mi sembrano affermazioni azzardate. A distanza di 4 anni mi sembra obsoleto parlare di Cavani o dell’arrivo di Ikwuemesi. Forse non avete argomenti. Noi i tifosi li ringraziamo. Sono venuti in 75mila ai playoff, ho sbagliato modalità e chiedo scusa per il mio ritardo. Ho cercato di ripagarli con i fatti e con un impegno quotidiano affinché si crei un progetto vincente. Con la nostra campagna abbonamenti abbiamo messo tutti nelle condizioni di sottoscrivere il carnet. Mi sono ricordato la data del Santo Patrono creando una maglia celebrativa. Non sono tipo da proclami e promesse. Caratterialmente sono abituato a lavorare a testa alta, in silenzio, cercando di portare risultati. Il senso della conferenza stampa è spegnere queste fiammelle che non aiutano a creare quell’unione necessaria per vincere. Ammettiamo gli errori, siamo persone umili, ma riteniamo che la Salernitana possa risalire la china a patto che tutti stiano vicino alla squadra. Grazie a Iervolino non ci ridimensioneremo, non si parlerà mai di liquidazione o di dismissione. La proprietà sa quanto grande sia la passione dei tifosi, ha un sentimento di riconoscenza”.
Ci sono però tante contraddizioni nelle sue parole. E’ questa la rosa che meritava una piazza che riempie lo stadio pur passando dalla A alla C? Che motivazioni può avere la gente se il patron aspetta solo l’offerta da un euro per andare via?
“Sul mercato mi sono già espresso. Il direttore sportivo ha detto una cosa giusta: non siamo una squadra ammazzacampionato, ma possiamo competere per i vertici. La piazza si aspettava altro? Chi dà la certezza che una rosa stravinca? Ci sono troppi fattori che portano alla vittoria. Secondo me la Salernitana è forte, solo le partite diranno dove arriveremo. Io non vedo contraddizioni. Sull’aspetto tecnico forse la vedete diversamente: io credo che siamo all’altezza di chi punta alla B. Io non dirò mai “vinceremo la C”: non lo posso affermare, sono troppe le dinamiche imprevedibili che devono incastrarsi. ”.
Mastrovito preso e va fuori lista. Cedete Di Vico che era il miglior giovane. Questa non è confusione?
L’amministratore delegato non risponde
La Salernitana è mai stata vicina alla cessione?
“Mai. C’è stata una trattativa che è diventata pubblica, ma quando vendi una società devi valutare una serie di cose. Firmammo una lettera di intenti. Non mi risultano trattative in corso per la cessione”.
Dica la verità: firmaste un preliminare…
“Sì. Ma, come capita in tutte le trattative, se dall’altro lato non c’è solidità preferiamo fare un passo indietro. Parliamo del nulla”.








