Al museo della bufala e della mozzarella un viaggio nella storia della Piana del Sele - Le Cronache Provincia
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Al museo della bufala e della mozzarella un viaggio nella storia della Piana del Sele

Al museo della bufala e della mozzarella un viaggio nella storia della Piana del Sele

Quando si parla di Paestum il pensiero corre immediatamente ai suoi straordinari templi, patrimonio archeologico tra i più importanti del Mediterraneo. Ma la storia di questo territorio non si ferma all’antica Poseidonia. A pochi chilometri dall’area archeologica, nella frazione di Spinazzo, il Museo della Bufala e della Mozzarella racconta un’altra storia millenaria: quella della bufala, delle antiche masserie, dei mestieri rurali e della trasformazione del latte che ha dato origine a una delle eccellenze gastronomiche italiane più conosciute nel mondo. Un museo che non è soltanto un luogo dove osservare reperti, ma una vera esperienza immersiva nella cultura della Piana del Sele, capace di mettere in relazione storia, agricoltura, allevamento, tradizioni, lavoro e buon cibo. DAL 1052, LA STORIA DELLA BUFALA È SCRITTA NEI DOCUMENTI La presenza della bufala nel territorio di Capaccio è documentata da quasi mille anni. Tra le testimonianze più significative c’è una pergamena del 1052, conservata presso l’Archivio della Badia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, che rappresenta una delle più antiche attestazioni scritte conosciute della presenza della bufala in questa parte della Campania. Nei secoli successivi, atti notarili, inventari, contratti e registrazioni fiscali raccontano la progressiva organizzazione dell’allevamento bufalino nella Piana del Sele, in un territorio profondamente caratterizzato dall’acqua, dalle aree umide, dall’agricoltura e dalle grandi masserie. Particolarmente significativo è un documento del 1649, relativo al feudo di Spinazzo e Cannitelli, proprio nell’area in cui oggi sorgono il Museo e l’azienda zootecnica. Il documento descrive una masseria bufalina organizzata e una mandria nella quale gli animali erano già distinti per età e valore economico. Quattro secoli fa, dunque, nelle stesse terre che oggi accolgono i visitatori del Museo, si allevavano bufale. Una continuità storica che rende la sede di Spinazzo parte integrante del racconto. OLTRE 5.000 REPERTI PER RACCONTARE UNA CIVILTÀ Il patrimonio del Museo nasce da anni di ricerca, raccolta e conservazione e comprende oggi oltre 5.000 reperti, tra strumenti di lavoro, documenti, fotografie e testimonianze della cultura materiale. Il percorso documentario comprende più di 400 documenti, tra mappe, contratti, inventari e lettere, oltre a circa 150 fotografie d’epoca. Immagini e documenti riportano alla luce la vita quotidiana delle masserie: il pascolo, la mungitura, il trasporto del latte, la lavorazione della mozzarella e il lavoro degli uomini e delle donne che per generazioni hanno costruito la civiltà rurale della Piana del Sele. È proprio questo il valore del Museo: raccontare la bufala non semplicemente come animale e la mozzarella non soltanto come prodotto gastronomico, ma come il risultato di una storia fatta di persone, territorio, saperi e tradizioni. GLI ANTICHI MESTIERI E LE PERSONE CHE HANNO FATTO LA STORIA Nel percorso museale trovano spazio anche le figure professionali delle antiche masserie: il bufalaro, il buttero, il vullaro, i casari e tutti coloro che lavoravano quotidianamente a contatto con gli animali e con il latte. Attraverso fotografie, abiti, selle, utensili e strumenti originali riaffiorano gesti e conoscenze che rischierebbero di andare perduti. La bufala veniva spesso chiamata per nome, riconosceva la voce dell’uomo e rispondeva ai richiami durante la mungitura e gli spostamenti della mandria. Il Museo conserva così anche un prezioso patrimonio immateriale, fatto di parole, gesti, tecniche e saperi tramandati di generazione in generazione. DALLA BUFALARA STORICA AL CASEIFICIO CONTEMPORANEO Uno degli ambienti più suggestivi del Museo è la ricostruzione dell’antica bufalara, il caseificio storico nel quale il latte veniva trasformato in mozzarella. Gli strumenti autentici, recuperati nelle masserie della Piana del Sele, permettono di seguire le diverse fasi della lavorazione tradizionale: dalla coagulazione alla rottura della cagliata, dalla filatura alla mozzatura fino alla salatura. Ruotolo, menacaso, compecina, jorlo, tini, spersori, crivelli e secchi raccontano una tecnologia antica basata sulla conoscenza della materia e sulla precisione dei gesti. Ma il viaggio non si ferma al passato. Uno degli aspetti più affascinanti dell’esperienza a Spinazzo è infatti la possibilità di uscire dalle sale del Museo e incontrare le bufale, entrando nel mondo dell’allevamento contemporaneo. Il visitatore può conoscere da vicino la mandria, osservare l’evoluzione delle tecniche di allevamento, scoprire come sono cambiate la mungitura, l’alimentazione e la gestione degli animali e arrivare quindi al caseificio, dove il latte prodotto dall’azienda viene trasformato. Un percorso concreto e coinvolgente che mette continuamente in dialogo ieri e oggi: la mungitura manuale e quella moderna, gli antichi utensili e le moderne attrezzature, la bufalara storica e il caseificio contemporaneo. UN MUSEO PER LE SCUOLE, LE FAMIGLIE E I TURISTI Proprio questa capacità di trasformare la storia in esperienza rende il Museo particolarmente adatto a scolaresche, famiglie e visitatori di ogni età. Per gli studenti rappresenta un’opportunità per conoscere la storia del territorio attraverso un percorso concreto, fatto di oggetti, documenti, immagini, animali e mestieri. Per le famiglie è un’esperienza capace di unire cultura, curiosità e scoperta, avvicinando anche i più piccoli al mondo dell’agricoltura, dell’allevamento e della produzione alimentare. Per i turisti italiani e stranieri è una tappa originale per andare oltre i consueti itinerari e conoscere l’identità più autentica della Piana del Sele. Il primo anno nella nuova sede di Spinazzo ha confermato proprio questa vocazione, con la presenza di numerose scolaresche, famiglie e turisti, tra cui una significativa componente internazionale. La vera particolarità del Museo della Bufala e della Mozzarella è che la storia non rimane chiusa nelle teche. È nel paesaggio che circonda il Museo, nelle bufale che ancora oggi popolano queste terre, nel latte che viene trasformato, nei gesti del casaro e nei sapori che arrivano sulla tavola. È una forma di turismo esperienziale che permette di conoscere un territorio attraverso tutti i suoi elementi: la cultura, il paesaggio, l’agricoltura, l’allevamento e naturalmente il cibo. Perché prima della mozzarella c’è una storia fatta di uomini, animali e lavoro. PAESTUM, OLTRE I TEMPLI La visita al Museo può diventare così parte di un itinerario più ampio alla scoperta di Paestum e della Piana del Sele. Da una parte i templi e la grande storia dell’antica Poseidonia; dall’altra la storia rurale e produttiva che nei secoli ha continuato a modellare lo stesso territorio. Bonificare, coltivare, allevare, costruire masserie e trasformare i prodotti della terra e del latte: sono attività che hanno contribuito a creare il paesaggio che ancora oggi caratterizza quest’area. Il Museo della Bufala e della Mozzarella diventa quindi una tappa per comprendere Paestum come paesaggio storico continuo, dove archeologia, agricoltura e civiltà bufalina raccontano epoche diverse ma appartengono alla stessa identità territoriale. UN VIAGGIO NELLA STORIA CHE ARRIVA FINO ALLA TAVOLA Visitare il Museo della Bufala e della Mozzarella significa scoprire che dietro uno dei prodotti italiani più amati e conosciuti nel mondo non c’è soltanto una ricetta. Ci sono quasi mille anni di storia documentata, generazioni di uomini e donne, antichi mestieri, animali, masserie, paesaggi e saperi. Una storia che oggi è possibile conoscere, vedere e vivere a Spinazzo, nel cuore della Piana del Sele. Un’esperienza per chi ama la storia, per chi vuole conoscere la cultura del territorio, per le famiglie, per le scolaresche e per chi considera il buon cibo una delle chiavi più autentiche per scoprire un luogo. via Spinazzo, snc – Paestum (SA) presso Azienda Zootecnica Agribios cell. 333.1577320 www.museodellamozzarella.it info@feudoronalfre.it