L’ombra delle lobby ecclesiali sulla nomina a Vescovo di Don Pietro Rescigno - Le Cronache Ultimora
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L’ombra delle lobby ecclesiali sulla nomina a Vescovo di Don Pietro Rescigno

L’ombra delle lobby ecclesiali sulla nomina a Vescovo di Don Pietro Rescigno

L’annuncio dell’elezione episcopale di don Pietro Rescigno rischia di accendere una profonda spaccatura nel tessuto ecclesiale italiano. Già direttore dell’Ufficio per i problemi giuridici (Ufficio Giuridico) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il sacerdote campano sembra così come si dice nella Curia salernitana e da un suo amico di Aversa può giungere al vertice di una delle sedi più delicate e complesse del Mezzogiorno. Tuttavia, dietro questa scelta apparentemente istituzionale, si addensano ombre e perplessità che vanno ben oltre la normale dinamica delle nomine pastorali.Ambienti vicini ai palazzi romani e salernitani descrivono l’ascesa di Rescigno non come il naturale frutto di un discernimento spirituale e pastorale, ma come l’esito di precise manovre di corridoio, sponsorizzate da figure di peso all’interno della gerarchia — tra cui spiccano i nomi di Mons. Giuseppe Baturi segretario della CEI del canonico Raffaele Praiola, che Bellandi ha accolto dopo il suo continuo peregrinare tra istituti e diocesi nominandolo perfino canonico della Cattedrale a barba di tanti presbiteri salernitani meritevoli. Un’asse di potere che avrebbe spinto con forza la candidatura di don Rescigno, imponendolo alla guida di una comunità ecclesiale che meriterebbe invece un profilo di indiscussa trasparenza e integrità teologica. Il nodo cruciale della contestazione risiede nel controverso legame di don Pietro Rescigno con l’associaIone il Gregge. Si tratta di un circolo ideologico e associativo privato ampiamente discusso, le cui premesse culturali e religiose appaiono nettamente incompatibili con i fondamenti della Chiesa Cattolica. Le criticità mosse da teologi giuristi e osservatori verso questa vicinanza sono molteplici e toccano la sostanza stessa della fede: Incompatibilità con la Dottrina Sociale della Chiesa: Il Gregge promuove una visione neo-pagana, elitaria ed etnocentrica, radicalmente opposta al personalismo cristiano, al principio di sussidiarietà, alla solidarietà e all’universalismo enunciati dal Magistero della Chiesa. L’attacco alla Dottrina dei Sacramenti: Dal punto di vista dogmatico, l’ideologia del gruppo svuota di valore la grazia sacramentale, riducendo la liturgia e i Sacramenti a meri orpelli folcloristici o simbolismi privi di efficacia salvifica, in aperto contrasto con la ecclesiologia del Concilio Vaticano Ii e la tradizione dei Padri. Incongruenza di un ruolo legislativo: È lecito chiedersi come possa un sacerdote don Pietro Rescigno giunto ai vertici dell’Ufficio Giuridico della CEI — chiamato a tutelare il diritto canonico e il bene comune ecclesiastico — conciliare la propria missione con l’adesione o la vicinanza a un’associazione privata palesemente eterodossa? La nomina di Don Pietro Rescigno appare dunque una scelta miope e rischiosa. In un momento storico in cui alla Chiesa si richiede chiarezza, aderenza al Vangelo e testimonianza senza ombre, l’elevazione al ministero episcopale di una figura legata a correnti ideologiche borderline rischia di confondere i fedeli e di indebolire l’autorità morale dell’episcopato. Allora ci si chiede ma la Nunziatura apostolica ha chiesto informazioni su don Rescigno ha chiesto realmente chi è? Sembra davvero un paradosso che Baturi lo faccia rientrare dalla finestra alla soglia episcopale dopo che fu già bocciato in passato. Da molti si conosce l’amicizia stretta tra Baturi e don Pietro Rescigno e questi insieme all’Arcivwscovo di Salerno se ne vantano di questa amicizia. Allora si diventa vescovo se sei amico degli amici? Il ruolo delle Nunziature è molto prezioso ad aiutare il Santo Padre ad individuare dopo un meticoloso processo le virtù dei candidati all’episcopato. Per non rischiare di scegliere Vescovi, come e’ avvenuto negli ultimi anni prediligendo gli amici degli amici.

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