Omicidio Esposito , è caccia al terzo uomo - Le Cronache Cronaca
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Omicidio Esposito , è caccia al terzo uomo

Omicidio Esposito , è caccia al terzo uomo

Salerno. Non ci sarà istanza al Riesame per il 26enne Radhi Rahmouni, tunisino senza fissa dimora e irregolare tuttora in carcere a Fuorni per aver picchiato e ucciso chiudendolo in un telo (poi incendiato) il 53enne giornalista sportivo Luigi Luca Esposito. Con ogni probabilità il legale difensore dell’immigrato, Giovanni Mauri, attenderà l’esito delle perizie sui telefonini del proprio assistito e della vittima prima di presentare (eventuali) richieste al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno Giandomenico D’Agostino titolare del fascicolo per la fase preliminare. “Ci sono due versioni, non in contraddizione- ha detto il legale- che vanno approfondite. Si tratta di dichiarazioni rese al pubblico ministero e ai carabinieri alle 5 del mattino, prima dell’arresto, alla presenza degli interpreti. Dichiarazioni del 26enne (da solo in Italia) integrate con altre rese nel giorno della convalida del fermo sempre alla presenza di interpreti che avrebbero avuto difficoltà a tradurle”. Non ci sarà quindi Riesame ma si attende l’esito delle perizie (attese per fine ottobre, come quella dell’autopsia) per capire attraverso la messaggistica cosa Radhi Rahmouni e Luca Esposito si sarebbero detti prima della serata finita con l’omicidio avvenuto in un terreno di bivio Cioffi a Eboli a fine luglio. Per ora sono agli atti le dichiarazioni con integrazione dello stesso 26enne il quale avrebbe parlato di una conoscenza tra i due e che lo stesso Esposito gli avrebbe offerto di farlo uscire dal degrado aiutandolo a trovare un lavoro. Poi, sempre secondo la versione del tunisino, l’atteggiamento di Esposito si sarebbe fatto pressante fino ad arrivare al litigio finito con il barbaro omicidio. Ma gli inquirenti cercano soprattutto di capire se il delitto sia maturato nel contesto descritto dall’immigrato oppure ci sia qualche altro coinvolto. E non solo, perché gli investigatori- sempre tramite messaggistica da estrapolare dai social- cercano di capire come Esposito e Radhi Rahmouni si sono conosciuti o se siano stati presentati (come si sospetta) da una terza persona. Dalle dichiarazioni non è ancora chiara del tutto la vicenda, anche perché alcune dichiarazioni rese dal nord africano non sarebbero decifrabili nonostante gli interpreti. Per ora il reo confesso è in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà oltre che di occultamento di cadavere e furto (carta di credito e telefono) e in base alle contestazioni- ritenute granitiche alla luce degli elementi in mano al pm De Vico- il difensore ha deciso di non presentare istanza al Riesame proprio perché mancherebbero diversi tasselli per concludere l’inchiesta.