Tino Iannuzzi: il ricordo di Michele Pinto - Le Cronache Ultimora
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Tino Iannuzzi: il ricordo di Michele Pinto

Tino Iannuzzi: il ricordo di Michele Pinto

Tino Iannuzzi

Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Michele Pinto, modello di vita in politica, nel governo delle Istituzioni, nella professione forense, nel rapporto con i cittadini ed i territori. Due sono le grandi direzioni lungo le quali si è sviluppata la sua ricca e prestigiosa esperienza, due direzioni indissolubilmente e significativamente legate: la passione per la politica al servizio della comunità, nel senso più alto e nobile; l’amore per la Toga forense che lo ha visto protagonista nelle aule giudiziarie per quasi settanta anni, con una affascinante e persuasiva oratoria in grado di unire preparazione giuridica, una vasta cultura, la capacità di leggere in profondità le fattispecie processuali, nel quadro della costante e, sovente, incessante e contraddittoria evoluzione della società. Muovendo dalla solida e coerente ispirazione cattolica, ha militato nella Democrazia Cristiana per tantissimi anni e poi nel Partito Popolare. Nel sodalizio molto stretto e “filiale” con il Suo grande Maestro di Foro penale il professore Alfonso Tesauro divenne presto punto di riferimento in provincia di Salerno del gruppo degli Amici di Aldo Moro, guidato da Nicola Lettieri, di cui facevano parte personalità come Bruno Ravera, Diodato Carbone, Angelo Palladino, Peppino Mascolo, Donato Cufari, Salvatore Gargiulo, Vincenzo Rispoli, Fernando Mastursi, Carlo Apolito e tantissimi altri, con la guida spirituale di Monsignor Guido Terranova. Successivamente ha aderito alla Sinistra di base con la leadership di Ciriaco De Mita, maturando un rapporto di grande e reciproca stima con Nicola Mancino. Nel suo impegno politico ha guardato con coerenza al dialogo ed alla collaborazione fra i cattolici democratici e la Sinistra, operando sempre per un centro sinistra moderno e riformista proiettato a realizzare lo sviluppo complessivo del Paese. Un adamantino e rigoroso senso dello Stato e delle Istituzioni lo ha guidato nei così numerosi e rilevanti ruoli pubblici ricoperti: dal Consiglio comunale di Salerno e di Teggiano, al Consiglio provinciale, al Consiglio regionale dal 1970 al 1983 ed alla Giunta della regione Campania; nel Senato della Repubblica dal 1983 al 2001; nel Governo dell’Ulivo presieduto da Romano Prodi, come Ministro delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali dal 1996 al 1998. Ha guardato con fiducia e sostenuto con generosità il Partito Democratico. Avvocato autorevole e stimatissimo da Colleghi e Magistrati, Maestro di tanti giovani che hanno avuto in lui una guida preziosa e sempre prodiga di consigli ed insegnamenti. E come non ricordare la c.d. Legge Pinto, la legge n. 89 del 2001, che finalmente riconobbe il diritto al risarcimento dei danni a causa dell’irragionevole durata dei processi. Sia in politica sia nel Foro, ha sempre rivelato una signorile ed elegante Umanità, una delicata sensibilità, una limpida concezione dell’Amicizia, una attenzione costante verso il prossimo. In questo momento nella mia mente e nel mio cuore si rincorrono e si intrecciano tanti bellissimi ricordi di anni indimenticabili ed intensi, vissuti con la Sua guida autorevole e colta, in innumerevoli incontri sui territori ed in tantissimi momenti nel Suo indimenticabile studio-segreteria di corso Vittorio Emanuele, una grande palestra giuridica e politica in cui mi sono formato. Conserverò con gratitudine ed affettuosa riconoscenza i tanti preziosi insegnamenti ricevuti, il sostegno fondamentale e disinteressato in tanti momenti del mio impegno nella vita pubblica. Di Michele Pinto rimarrà per sempre il ricordo del Politico esemplare, del Maestro di diritto, del Galantuomo