Onorevole Mari, immigrazione clandestina e legge elettorale, bocche di fuoco di questo bollente agosto. Come procede il Governo e come intendete muovervi voi di AVS?
Partiamo dall’immigrazione: il Governo si muove ormai solo sul terreno della propaganda. Lo so, i cittadini sono giustamente sensibili a queste tematiche e noi stessi non vogliamo sottovalutarle, ma faccio notare che anche lei, giustamente, ha associato istintivamente l’aggettivo “clandestina” alla parola “immigrazione”. Bene, anzi male, perché il problema è proprio questo: la nostra immigrazione è in grandissima parte irregolare perché è molto difficile entrare regolarmente a causa di una legge sbagliata che si chiama Bossi-Fini e poi perché anche quelli che entrano regolarmente spesso diventano irregolari a causa di un sistema di accoglienza che non funziona. Sarà forse perché è meglio avere manodopera altamente ricattabile e quindi a bassissimo costo?
Passiamo alla legge elettorale. Credo che l’iter si concluderà tra fine settembre e inizio ottobre e che il testo definitivo prevederà le preferenze per i candidati non capolista. Una presa in giro. Ma c’è di peggio: questa legge elettorale introduce surrettiziamente un premierato di fatto, in pratica si fa attraverso una legge ordinaria ciò che non è possibile con una riforma costituzionale, per il semplice fatto che gli elettori la boccerebbero sicuramente come è avvenuto per quella sulla Magistratura. Rimane il fatto gravissimo che in questo modo vengono compromesse le prerogative del capo dello Stato. Un altro attacco alla Costituzione. L’ennesimo.
Su cosa sta lavorando? I fronti aperti sono diversi.
Sono il capogruppo AVS in Commissione Lavoro della Camera, in questi quattro anni mi sono occupato soprattutto della proposta sul salario minimo, della riduzione dell’orario di lavoro, dell’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari al costo della vita, di caporalato e di sicurezza sul lavoro. Ora il mio compito è quello di far entrare nel modo migliore queste tematiche nel programma della coalizione che si comincerà a definire già da settembre. Purtroppo, però, al rientro dovremo sicuramente contrastare una misura che il Governo ha varato nel CdM di inizio agosto. Quella che limita la responsabilità delle imprese, degli enti e delle società committenti in materia di diritti dei lavoratori e di sicurezza. Una norma gravissima e irresponsabile, che ha il chiaro scopo di rendere più debole il sindacato e di limitare le inchieste e i provvedimenti della Magistratura contro lo sfruttamento del lavoro. Davvero con questo Governo al peggio non c’è mai fine.
Che ne pensa di questi primi mesi della gestione Fico? Vede differenze con De Luca? Come si muove il suo assessorato in Regione?
Non c’è dubbio che la gestione del Presidente Fico sia segnata da una forte discontinuità con quella precedente. È diversa la visione, il metodo democratico, l’interlocuzione costante con le istanze dei territori campani. In questo quadro l’assessora Zabatta sta facendo un ottimo lavoro, impegnata su tanti fronti che vanno dalle politiche giovanili allo sport, passando per la Protezione Civile, la Biodiversità, la Riforestazione, la Pesca e l’Acquacoltura, la tutela degli animali. Nonostante questa complessità percepiamo chiaramente che i risultati positivi del suo lavoro si vedono già.
Ma approfitto dell’occasione per andare su due temi che riguardano la nostra provincia, due nervi scoperti, secondo me, che meritano un’attenzione particolare da parte di tutti noi e delle forze progressiste in particolare. La prima è la condizione del nostro servizio sanitario. In questo momento abbiamo il Pronto Soccorso di Agropoli chiuso di fatto, l’Ospedale di Battipaglia chiuso e la sanità della Piana del Sele al collasso per carenza di posti letto, la sospensione delle prestazioni presso l’Ambulatorio di Ortopedia del Ruggi d’Aragona. E questi sono solo i casi più eclatanti in questo mese d’agosto.
L’altra questione è quella dello spopolamento delle nostre aree interne e in particolare della ulteriore perdita di alunni e riduzione di classi nelle scuole salernitane. I numeri sono devastanti e meritano misure innovative e coraggiose. Non possiamo affidarci al Governo nazionale che è totalmente inerte. Credo che su queste due vicende serva un sussulto delle forze di centrosinistra che governano il territorio e si candidano a governare l’Italia. Penso che a settembre sarebbe utile un confronto a livello provinciale per individuare strategie e avanzare proposte al governo regionale.
Primarie nel campo largo, Fratoianni si è sentito escluso dai giochi. Ha ragione?
In realtà Fratoianni e Bonelli hanno detto un’altra cosa. Ovvero che c’è bisogno di più generosità e che la discussione politica nella coalizione progressista non può essere incentrata sulla scelta della candidata o del candidato alla presidenza come impone la legge elettorale. Bisogna invece avviare la discussione sul programma che sarà la base comune su cui, eventualmente, fare le primarie. Il Paese, nonostante la narrazione di Giorgia Meloni è in grande difficoltà. I salari e le pensioni non reggono il passo del costo della vita, le bollette sono un incubo per le famiglie normali, sono tantissimi gli italiani che questa estate non si sono potuti permettere neanche un giorno di vacanza. Tutto questo mentre la produzione industriale arretra, cresce la cassa integrazione e sono sempre di più i giovani costretti a cercare un futuro fuori dall’Italia. Di questo bisogna parlare, su questo va trovata una convergenza minima e poi, saranno gli elettori con il loro voto a decidere il segno e il carattere del prossimo governo.
Come giudica i primi mesi di De Luca sindaco?
Ha privilegiato il tema della sicurezza, commettendo secondo me un errore. Ormai il dibattito pubblico è un cane che si morde la coda: più si parla di sicurezza più sembra che aumentino le risse, le rapine, lo spaccio. L’ho detto e lo ripeto: questo è il modo della destra di affrontare il tema della sicurezza. La destra non deve risolvere il problema della sicurezza, deve solo agitarlo e lucrare su esso da punto di vista elettorale. Per quanto riguarda le altre questioni al centro della vita amministrativa, ho l’impressione che vi sia poca chiarezza e che andiamo incontro a qualche sorpresa. L’ampliamento del porto, il progetto di devastazione del porticciolo di Pastena, il caso del Grand Hotel e di foce Irno, solo per citarne alcuni, stanno lì e aspettano chiare.
A differenza della regione l’opposizione al Comune di Salerno non si fa ancora sentire, eppure i fronti aperti sono diversi.
A dire la verità la nostra opposizione si sente eccome. Come dicevo, tutti gli argomenti più scottanti e più decisivi per il futuro della città sono affrontati quotidianamente dai consiglieri eletti nella coalizione guidata da Francomassimo Lanocita. La loro voce si è sentita chiara fin dal primo Consiglio comunale e non faranno sconti a nessuno. E farebbe bene anche il Sindaco a prendere in considerazione alcune nostre proposte, parlo ad esempio del depaving a piazza Cavour, che sarebbe una soluzione in linea con l’emergenza climatica, un piccolo segnale, in uno spicchio di città, ma assolutamente in controtendenza rispetto al cemento degli ultimi anni. Insomma, la nostra forza sta nel fatto che le idee avanzate in campagna elettorale sono il frutto di decenni di opposizione a questo sistema di potere e nascono da comitati, associazioni, organizzazioni politiche e sociali che non si occupano dell’interesse pubblico solo in occasione delle elezioni amministrative.
Infine, Vannacci è una risorsa o un ostacolo per il centrodestra?
È un problema tutto loro dal punto di vista elettorale. È un problema di tutti noi dal punto di vista culturale. Temo che Vannacci ci faccia arretrare tutti, per questo la rincorsa del centrodestra sulle sue parole d’ordine è un pericolo per l’intero Paese. Ovviamente si tratta di cose sbagliate e irrealizzabili, a partire dalla remigrazione, ma c’è sempre qualcuno alla ricerca di una improbabile novità, meglio se abbondantemente condita di populismo. Non so cosa farà il centrodestra, ma credo di sapere cosa dobbiamo fare noi. È necessario fare al Paese una proposta chiara, fatta di cose realizzabili che cambiano la vita delle persone veramente, ma soprattutto che si ispiri pienamente al progetto di quella magnifica Costituzione scritta ottant’anni fa








