Capaccio: Paolino resta senza maggioranza - Le Cronache Ultimora
Ultimora Capaccio Paestum

Capaccio: Paolino resta senza maggioranza

Capaccio: Paolino resta senza maggioranza

di Arturo Calabrese

Il sindaco di Capaccio Paestum non ha la maggioranza. È successo ieri sera, durante l’ultimo consiglio comunale. L’assenza della consigliera di maggioranza Adele Renna, vicina al Partito Democratico, ha decretato la mancanza di quel voto in più che il primo cittadino aveva per poter galleggiare ed avere la maggioranza.

Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati bocciati in quanto c’è stata una perfetta parità, elemento che ha determinato, per l’appunto, la bocciatura. Angelo Quaglia, presidente del consiglio, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza, ex maggioranza, insieme a Simona Corradino hanno votato contro a tutti i punti. Voto favorevole da parte di Luigi Gino Delli Priscoli, Domenico “Mimmo” De Riso, Carmine Caramante, Fernando Maria Mucciolo, Marianna Ruggiero, ex minoranza, Luca Sabatella e Pamela Volpe, insieme al sindaco, hanno invece votato a favore.

Un rapido calcolo porta il computo dei voti a otto contrari e otto favorevoli, il che, come detto, non ha fatto passare gli argomenti all’ordine del giorno. Importanti i punti: la ratifica dei verbali delle sedute precedenti, l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026, l’approvazione dello schema di accordo transattivo, modifiche al regolamento di polizia urbana per il decoro della città e la sicurezza dei cittadini ed infine la promozione della costituzione dell’Associazione nazionale “Città della mozzarella di bufala” da parte del comune di Capaccio Paestum, approvazione della proposta di statuto da sottoporre agli enti aderenti e atto di indirizzo strategico-gestionale.

Il punto più importante è di certo quello relativo al bilancio e agli equilibri. La mancata approvazione mette il comune a rischio commissariamento: si apre adesso un periodo di 20 giorni che farà seguito alla diffida del prefetto. L’assise dovrà essere adempiente entro tale termine. In soldoni, se il punto non dovesse essere approvato, il prefetto nominerà un commissario ad acta e inizierà le procedure di scioglimento del comune. L’amministrazione, tramite il consigliere Caramante, che spesso fa da portavoce al primo cittadino, fa sapere di non voler intervenire sul caso. Stesso pensiero, tramite Quaglia, da parte della minoranza.

Rompe il silenzio, invece, Simona Corradino: «Il sindaco prenda atto che non ha più nessuna maggioranza – le sue parole – né quella dei consiglieri che con i loro voti gli hanno permesso di vincere le elezioni né quella di coloro che subdolamente, in nome di un fantomatico bene del paese, sono divenuti “maggioranza consolidata” senza mai dichiararsi e rimanendo tutt’ora nei gruppi consiliari di minoranza con grave alterazione della rappresentanza politica e democratica. Il primo cittadino ne tragga tutte le conseguenze per una uscita onorevole dalla scena amministrativa di Capaccio Paestum».

Parole forti indirizzate anche ai consiglieri eletti nella sua coalizione e passati alla corte di Paolino. Come era prevedibile, la risicata maggioranza del sindaco Gaetano Paolino prima o poi non sarebbe stata tale.