Antonella D’Ascoli è una delle nomine esterne che compongono la nuova Giunta targata Raffaele Giordano, che a quasi a un mese dalla vittoria elettorale ha iniziato il suo lavoro di rinnovamento della città di Cava Dè Tirreni. Professionista stimata e apprezzata sul territorio, D’Ascoli si appresta a mettere le proprie competenze al servizio dell’Esecutivo Giordano per imprimere quella svolta tanto conclamata e attesa dall’intera popolazione metelliana.
Attività produttive, Politiche del Lavoro, rapporti con gli enti istituzionali. Sono solo alcune delle deleghe che il Sindaco Giordano le ha assegnato. Un suo commento.
“Ringrazio il Sindaco per la fiducia e per avermi affidato deleghe così importanti e operative: Attività Produttive, Lavoro, Patrimonio, Artigianato, Rapporti Istituzionali e Cerimoniale. Parliamo di ambiti fondamentali per l’economia e la vita quotidiana di Cava. Supportare le imprese, valorizzare il nostro artigianato e creare opportunità di lavoro significa provare a dare risposte concrete ai bisogni della comunità. Al tempo stesso, la gestione del Patrimonio deve servire a creare valore, mentre i Rapporti Istituzionali saranno fondamentali per costruire un dialogo serio e proficuo con Regione e Ministeri, intercettando fondi e bandi utili alla città. C’è tanto lavoro da fare e intendo affrontarlo con concretezza, equilibrio e spirito di servizio”.
La sua è stata una nomina esterna. Era stata già concordata in caso di vittoria di Giordano?
“No, nessuna dinamica del genere. Il Sindaco cercava un profilo tecnico e professionale da inserire in squadra per gestire deleghe complesse che richiedono un approccio analitico e responsabile, come il patrimonio e lo sviluppo economico. La mia nomina è nata da una piena sintonia sul programma di lavoro e sulla visione di città che, insieme al movimento dei giovani elettori rappresentati dal dottor Francesco Della Rocca ed al partito di Forza Italia, abbiamo proposto al Sindaco Raffaele Giordano. Ho accettato perché credo che, quando si ha la possibilità di mettere le proprie competenze a disposizione della comunità in cui si vive, sia giusto farlo con serietà e senso delle istituzioni”.
Lei, da osservatrice esterna, ha sempre creduto nella vittoria del centrodestra a Cava alle ultime elezioni? Ora si cambia registro. Cosa ci sarà di diverso rispetto al passato?
“Guardando le cose da cittadina e da professionista, prima ancora che da assessore, ho sempre percepito nella città una forte richiesta di concretezza, di responsabilità e di maggiore attenzione ai problemi del vivere quotidiano, così come alle esigenze di chi opera e investe sul territorio. I cittadini hanno scelto un progetto che ha saputo trasmettere serietà, credibilità e capacità di governo, riconoscendosi nella guida del Sindaco Raffaele Giordano. Cosa ci sarà di diverso? Anzitutto il metodo. Credo che un’amministrazione comunale debba proporsi ed operare in termini di risultati, con equilibrio, ascolto e senso di concretezza sotto il profilo della fattibilità. Per quanto mi concerne, porterò in Comune l’approccio tipico del mondo professionale da cui provengo: obiettivi chiari, analisi dei problemi, confronto con le categorie e soluzioni praticabili. La macchina comunale deve essere messa nelle condizioni di funzionare meglio, con meno appesantimenti burocratici, maggiore trasparenza e una presenza istituzionale costante. L’obiettivo non è distinguersi dal passato per contrapposizione, ma costruire una fase nuova, più ordinata, più concreta e più vicina a chi vive, lavora e produce a Cava”.
Cava è stata sempre una cittadina che ha attirato turisti e visitatori. Potrà ritornare un punto di riferimento per l’intera Provincia di Salerno?
“È certamente uno degli obiettivi principali. Cava ha una storia importante, portici meravigliosi e un tessuto produttivo e artigianale che rappresentano un patrimonio unico. Per tornare a essere un punto di riferimento, però, non basta attendere i visitatori: bisogna programmare, coordinare e valorizzare. Dobbiamo promuovere le nostre eccellenze storiche, il nostro Patrimonio Unesco, curare il decoro urbano e utilizzare i canali istituzionali per inserire stabilmente la città nei circuiti turistici che contano. Anche la cura del Cerimoniale servirà a questo: restituire a Cava una veste ufficiale, ordinata e accogliente, all’altezza della sua storia e del ruolo che merita”.
Quali sono le priorità per Cava? E come pensa di assolvere all’incarico affidatole dal Primo Cittadino?
“La priorità è il rilancio economico del territorio attraverso una programmazione strutturata e credibile. Questo significa attivare canali di supporto concreto per i poli produttivi e l’artigianato locale e, contemporaneamente, avviare un censimento e una razionalizzazione del Patrimonio comunale, affinché possa trasformarsi in una risorsa strategica capace di generare valore per la comunità. Mi impegnerò nell’assolvere questo incarico con una metodologia di gestione ben precisa, basata sulla definizione di obiettivi chiari, sul monitoraggio dei risultati e su un dialogo costante con le associazioni di categoria e con le forze produttive. L’azione amministrativa deve tradursi in risposte rapide, efficienti e misurabili, lavorando in sinergia con l’intera squadra di governo per garantire a Cava una crescita stabile e sostenibile.
La sostenibilità ambientale, infatti, sarà una connotazione trasversale che accompagnerà la programmazione delle azioni, perché lo sviluppo economico deve camminare insieme alla qualità della vita e alla tutela del territorio”. L’approccio analitico con il quale D’Ascoli ha assunto questo impegno la pone come una delle principali attrici istituzionali per porre in essere il cambio di marcia che in molti si attendono. E da questo punto di vista, la neo-assessora ha mostrato grande entusiasmo.








