Nel giorno in cui ricordiamo la figura di Carlo Falvella, ucciso il 7 luglio di 54 anni fa in Via Velia a Salerno dall’anarchico Giovanni Marini, non pratichiamo un mero esercizio di memoria collettiva, ma piuttosto un atto di giustizia storica in cui prevale sull’oscurantismo ideologico e sulle divisioni la forza del dialogo, del confronto, del rispetto delle idee altrui.
Onorare la memoria di chi, con coraggio, ha difeso sino all’ultimo istante la fedeltà ai propri ideali, ai valori di libertà ed impegno civile, significa dare dignità storica, umana e politica ad un militante appassionato, ad un ragazzo cha ha pagato con la vita la sua appartenenza, difendendo le proprie convinzioni negli anni difficili segnati da un clima d’intolleranza che non deve mai più ripetersi.
La figura di Carlo resta attuale nella sua capacità di sfidare il tempo e parlare, con forza, al cuore di chi ama la propria Patria e nei valori identitari racchiusi nel suo impegno civile, nel diritto di ogni cittadino a partecipare alla vita pubblica del Paese senz’alcun timore.
La lezione che ci lascia Carlo è un manifesto di libertà: la democrazia vive solo dove esiste il rispetto profondo per le idee altrui.
Onorare la sua memoria significa, per chi oggi ha responsabilità politiche, garantire che quel diritto alla libertà di espressione, che a lui è stato brutalmente negato, sia difeso e preservato per tutti affinché il pensiero libero sia sempre la bussola del nostro agire quotidiano.









