Ormai sono giorni che l’affaire del costruendo mostro di Foce Irno tiene banco. Le rivelazioni di Cronache hanno generato un’enorme risonanza in città, anche se pare che una cortina di silenzio stia cercando di ovattare lo scandalo. Un silenzio soprattutto istituzionale. Il Sindaco De Luca, sempre loquace su aiuole di disordine, baracche abusive, incivili che sporcano i marciapiedi, e via dicendo, sta tacendo ostinatamente sulla vicenda, su cui pure si espresse irosamente l’anno scorso smentendo che a Foce Irno ci fosse una speculazione prossima per fare appartamenti. Ma allora la vicenda lui la conosceva, con evidenza! Perché adesso tace? Perché non fa sentire la sua voce tonante? Perché forse non può farlo, e si aspetta magari che tra poco cali il silenzio. Ma si sbaglia nelle aspettative. C’è un protagonista che ancora non ha parlato. E invece deve farlo, ci si aspetta al più presto. Questo protagonista è la Procura di Salerno. Da un anno e quattro mesi giacciono sulla scrivania di qualche Sostituto ben due denunzie. Una della minoranza consiliare passata, con prima firmataria Elisabetta Barone (non più Consigliere) che ebbe il coraggio di rompere l’omertà e raccogliere le firme per la denunzia della falsità dell’atto di vendita del suolo. L’altra denunzia fu sottoscritta da duecento cittadini che, di fronte alla perdita del parcheggio essenziale che c’era e che fu sacrificato per manovre affaristiche, denunziarono all’ Autorità Giudiziaria lo stesso falso in atto pubblico alla base dell’affare milionario. Ora, ferma restando la comprensione per gli enormi carichi di lavoro gravanti sulla Procura, una ragionevole attesa pare non più prorogabile. In un anno e quattro mesi non è arrivata nessuna notizia di acquisizione delle carte presso il Comune. Si sarebbe saputo. Non c’è stata un’audizione di testi importanti. Sconcertante che Fausto Martino, Assessore all’epoca dell’acquisto del suolo ex Cementificio nel 1995, non sia stato mai ascoltato nonostante che l’intervista, ripubblicata ieri, sia stata rilasciata identica oltre un anno fa. Ma allora, su un affare così importante e grave per l’intera Città, non è stato fatto ancora nulla per le indagini? Può sorgere, allora, anche un sospetto: che l’indagine sia stata archiviata! Non sia mai ciò fosse accaduto (e speriamo proprio di no!); sarebbe un guaio grosso! Perché i duecento denunzianti, che da un anno sperano di essere convocati, avevano, in calce alla denunzia, aggiunto la richiesta di ricevere comunicazione ufficiale di una eventuale domanda del P.M. rivolta al GIP per dichiarare l’archiviazione. Questa postilla è fondamentale, perché consente al denunziante di far valere, in sede di opposizione davanti al GIP, le proprie ragioni per proseguire con l’inchiesta. Se questo passaggio salta, ci sarebbe una grave violazione di legge fatta dal P.M. Detto questo, si deve specificare che non tutte le richeste di comunicazione di domanda di archiviazione possono essere accolte. Occorre che chi denunzia, dice il codice, sia un danneggiato diretto, altrimenti, se il reato denunziato è a carattere generico quanto al danno cagionato, non si ha diritto all’avviso. Per esempio, un reato di danneggiamento di beni ambientali o storici. Questo potrebbe spiegare, in ipotesi, il mancato avviso ai denunzianti (sempre nell’ipotesi di avvenuta archiviazione per Foce Irno). Ma non è così! Le denunzie per Foce Irno hanno riguardato l’ipotesi delittuosa di false dichiarazioni al Notaio (art. 483 c.p.), quantomeno. Il reato di cui all’art. 483 c.p. è un reato, cosiddetto, contro la Fede Pubblica. E sui reati contro la Fede Pubblica, in caso di archiviazione, le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza 18-12-2007 n. 46982, hanno sancito che i reati contro la Fede Pubblica sono, cosiddetti, plurioffensivi. Quindi anche il privato danneggiato perché il delitto incide sulla sua sfera giuridica, è legittimato a chiedere l’avviso per una intervenuta richiesta di archiviazione. Non si dimentichi che il codice civile, in caso di nullità assoluta del contratto (e quindi anche quello notarile) legittima all’azione di dichiarazione di nullità assoluta dell’atto contenente falsità (in questo caso falso in atto pubblico, che è reato penale) per violazione di norma imperativa (ogni reato è una norma imperativa) chiunque vi abbia interesse. Quindi, ogni denunziante, in questo nostro caso, ha il diritto di agire in sede civile per far dichiarare la nullità assoluta dell’atto notarile. Ecco perché ci preoccupa l’ipotesi, malaugurata, di una archiviazione. In tal caso, sarà estremamente interessante vedere le motivazioni dell’eventuale archiviazione. Che aprirebbe la strada ad un ricorso al Procuratore Generale per mancato esercizio dell’azione penale. Ma concludiamo dicendo che tutto questo è solo un’ipotesi. Nella realtà speriamo che le denunzie stiano facendo il loro corso, magari con l’acquisizione rapida degli atti di gara e l’audizione dei testimoni.






