Salerno città cardioprotetta: l'impegno dell'assessore Memoli - Le Cronache Attualità
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Salerno città cardioprotetta: l’impegno dell’assessore Memoli

Salerno città cardioprotetta: l’impegno dell’assessore Memoli

di Erika Noschese

La sanità territoriale compie un decisivo passo in avanti, delineando un nuovo orizzonte di cure integrate, prevenzione e sicurezza per l’intera comunità salernitana. A tracciare la rotta di questa profonda evoluzione è il programma promosso dall’assessore alla Medicina Territoriale e alla Prevenzione Sanitaria, la dottoressa Memoli, che attraverso una visione sinergica e multidisciplinare punta a strutturare interventi mirati ed efficaci per la cittadinanza. Il piano programmatico si articola su due direttrici fondamentali, profondamente distinte ma unite dall’obiettivo comune di tutelare la salute pubblica: da un lato, il potenziamento dell’assistenza ai pazienti diabetici attraverso una nuova integrazione professionale; dall’altro, la trasformazione del contesto urbano in una città cardioprotetta, un percorso che si sta consolidando con determinazione. La prima grande novità riguarda l’introduzione e l’assunzione dei dietisti all’interno dei centri di cura per il diabete, una misura che ha ricevuto l’approvazione formale e il pieno supporto dell’Asl Salerno. Questo specifico inserimento nasce da una richiesta diretta e sentita dello stesso assessore Memoli, la quale ha inteso ringraziare i vertici dell’azienda sanitaria, in particolare il direttore generale Sosto, il direttore sanitario, dottor Primo Sergianni e il direttore delle professioni sanitarie, dottor Marco Gregorini, per aver accolto e condiviso l’urgenza di tale provvedimento. L’inserimento del dietista risponde a una necessità terapeutica supportata da numerosi studi scientifici, i quali attestano che un approccio integrato costituisce la via migliore per garantire cure di alta qualità e risultati clinici nettamente più positivi, a patto che venga applicato fin dal momento della diagnosi. La persona affetta da diabete viene così collocata al centro di una rete di assistenza territoriale complessa, in cui diverse figure professionali cooperano in modo coordinato. Il medico di famiglia, il diabetologo, l’infermiere esperto, il cardiologo, l’oculista, il nefrologo, il podologo e lo psicologo lavorano congiuntamente al dietista per gestire l’evoluzione della patologia e prevenire le complicanze. L’integrazione multidisciplinare permette di superare la logica degli interventi isolati e frammentati, che considerano solo un singolo aspetto della salute, per abbracciare la persona nella sua complessità, con il fine ultimo di raggiungere il miglior benessere possibile per il paziente. In questo scenario, la nutrizione assume un valore cardine nella promozione del benessere e nel supporto alle terapie croniche, e la presenza del dietista nelle strutture pubbliche rappresenta un traguardo storico per la medicina territoriale locale. Parallelamente a questo intervento clinico, l’assessorato sta portando avanti con energia il progetto per rendere Salerno una città cardioprotetta. Si tratta di un percorso di civiltà e sicurezza che non nasce oggi, ma ha radici precise: l’iniziativa è stata infatti avviata a febbraio dello scorso anno, quando l’attuale assessore ricopriva la carica di vicesindaco della città. Fin dal suo esordio, il progetto ha visto una collaborazione stretta con il professore Maurizio Santomauro, presidente nazionale del Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche, inaugurando una campagna di sensibilizzazione e formazione che ha coinvolto centinaia di giovani salernitani nel salone dei marmi del Palazzo di Città, istruendoli sulle manovre di primo soccorso e sull’uso corretto del defibrillatore. L’efficacia di questo piano si basa sul principio fondamentale che l’inizio tempestivo delle manovre di soccorso, abbinato al massaggio cardiaco e all’impiego del defibrillatore semiautomatico, incrementa in modo straordinario le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso, superando di gran lunga l’efficacia delle sole compressioni toraciche. Attraverso la diffusione della cultura dell’emergenza, della formazione continua e della disponibilità dei dispositivi salvavita sul territorio, si intende attivare una catena della solidarietà in grado di fare la differenza nei momenti più critici. Oggi questo disegno di cardioprotezione sta conoscendo una fase di sviluppo ancor più proficua e strutturata rispetto al passato. L’azione amministrativa ha trovato un impulso decisivo e un solido ancoraggio istituzionale grazie all’interazione e al confronto costruttivo con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Nel corso di recenti incontri istituzionali svoltisi a Napoli, il presidente Fico ha manifestato grandissima attenzione e piena disponibilità a sostenere il progetto dal punto di vista regionale, fornendo le rassicurazioni necessarie per il reperimento delle risorse economiche indispensabili alla sua completa e capillare realizzazione sul territorio. Questo dialogo interistituzionale permette di guardare al futuro con fiducia, offrendo una copertura e un respiro più ampi a un’iniziativa che richiede investimenti significativi per l’acquisto e la manutenzione dei dispositivi. La sfida che attende l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo De Luca è quella di coniugare l’accoglienza urbana con i massimi standard di sicurezza per la vita dei cittadini. Il Comune si pone come promotore attivo di una rete di defibrillazione precoce, integrata con i servizi di emergenza del 118 e con le realtà del volontariato e del soccorso. Posizionare postazioni di defibrillazione accessibili e segnalate nei punti strategici della città, unitamente a una popolazione formata e capace di riconoscere un arresto cardiaco, significa creare un ambiente protetto e resiliente. Oltre a salvare vite umane, la dotazione di tali strumenti all’interno di un piano coordinato di prevenzione qualifica l’azione pubblica, accresce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e proietta la città verso standard di sicurezza europei, dimostrando come la salute pubblica sia il risultato di una sinergia costante tra istituzioni regionali, comunali e comunità scientifica.