di Olga Sammauro
Il feretro preceduto dal rombo dei motorini, a bordo tutti gli amici di Matteo Petti, sedicenne della zona orientale di Salerno morto lo scorso venerdì mattina all’Ospedale Ruggi a seguito di un incidente stradale che si era verificato la sera precedente. Una folla che non è stato possibile contenere, ieri pomeriggio, all’interno della grande Parrocchia Gesù redentore nel Quartiere Europa e che per l’intera durata del funerale del sedicenne è rimasta anche nel piazzale antistante la chiesa e, all’esterno, lungo i bordi della strada. Famiglia, amici e conoscenti hanno indossato magliette con il volto del giovane salernitano. “Matteo Vive”, un modo per provare a ricordalo sempre. Matteo è morto dopo essersi schiantato contro un’auto in sosta in Corso Garibaldi la scorsa settimana, nella notte tra giovedì e venerdì. Alla guida c’era un ventunenne, ora indagato assieme ad una seconda persona. Tante lacrime, tanti applausi, poi le parole di Don Ciro Torre, Parroco di Gesù Redentore, che ha più volte richiamato i presenti a vivere intensamente quel momento di dolore profondo. “Oggi la morte ci appare in tutta la sua brutalità” ha detto il parroco della Chiesa della zona orientale di Salerno. “Matteo era un giovane che portava luce e calore, per la cui scomparsa è difficile trovare le parole. Così come la dinamica della ricostruzione di quello che è accaduto non restituirà Matteo, non risponderà ai tanti perché” ha ancora detto Don Ciro Torre rivolgendosi alla chiesa gremita. Profonde, anche dure, che hanno saputo scuotere le coscienze le parole della nonna di Matteo Petti che ha voluto parlare direttamente agli amici, ai coetanei del nipote, parlando di quella passione di Matteo per lo scooter. “Ma lo scooter deve essere usato per divertirsi, per stare con gli amici, per uscire con una ragazza, non per morire” ha detto, sorretta da Don Ciro Torre, nonna Margherita, che con estrema lucidità ha, poi richiamato tutti. “Dicevo a Matteo di divertirsi, ma anche che la vita è un attimo, che si sarebbe potuta spezzare, ma la gioventù dà onnipotenza”. Ed, infine, un appello a tutti ad un giuramento, affinché non si ripeta più quello che è accaduto a Matteo. Alla fine, palloncini, fumogeni, applausi all’uscita del feretro dalla Chiesa. Non sono mancati momenti di tensione e spavento. Diverse le ambulanze della Croce Bianca di Salerno che sono arrivate sul posto, con gli operatori che hanno soccorso alcuni giovani che ha causa del gran caldo hanno avuto mancamenti.





